SICUREZZA

Sulmona, emergenza carceri. Uil: «violenza e spostamenti in aumento»

Richiesta una sezione distaccata del tribunale di sorveglianza a Sulmona

Redazione PdN

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 Sulmona, emergenza carceri. Uil: «violenza e spostamenti in aumento»
SULMONA. Carceri sovraffollate, condizioni di detenzione, personale penitenziario insufficiente.

Siamo nel carcere di Sulmona dove, secondo il segretario provinciale e vice regionale di Uilpenitenziari, Mauro Nardella, le condizioni di carcerieri e carcerati vanno aggravandosi di giorno in giorno. Sono 450 le unità recluse, (200 in più rispetto alla capienza regolamentare) e sempre di più sono i soggetti aggressivi e pericolosi.
Lo dimostrano i recenti  episodi di violenza e  di aggressione ai danni di un sovrintendente e di un assistente di polizia penitenziaria da parte di due internati. Solo ieri poi, denuncia il sindacato, un esercito di 30 poliziotti penitenziari ha dovuto accompagnare 12 pericolosi detenuti presso il tribunale di sorveglianza a L’Aquila e altri 5 presso ospedali vari. Per fare questo i poliziotti sono stati tolti dai vari uffici e servizi di stretta pertinenza carceraria con conseguente aggravio delle condizioni di ordine e sicurezza nei confronti di chi ha dovuto prestare la propria opera nei reparti detentivi.
Questo storno di personale (impiegato per lo spostamento dei detenuti in direzione delle sedi giudiziarie e/o sanitarie) non fa bene alla struttura. La Uil chiede di rendere operativo quanto concordato in sede di approvazione del protocollo di intesa tra ASL e Direzione del carcere e che le visite specialistiche dei detenuti presso gli ospedali civili siano ridotte con notevole vantaggio per tutti, compresi gli anziani costretti a cedere il posto, per motivi di sicurezza, ai carcerati.
Il sindacato ha inoltre richiesto, per evitare spostamenti, una sezione distaccata del tribunale di sorveglianza proprio a Sulmona. «Il tutto», ha precisato Nardella, «anche in considerazione del futuro ampliamento del carcere che porterà, com’è risaputo, ulteriori 200 internati e pertanto ulteriori guai alla struttura».
Ma il mondo che gravita attorno al sistema carcerario è fatto anche di suicidi di detenuti e agenti penitenziari costretti a fare i salti mortali, di turni massacranti, di mancanza di spazi, servizi e strutture. Una piaga destinata a diventare, con il tempo e la non curanza, sempre più dolorosa.