SANITA'

Asl Chieti, l’Intersindacale boccia le nomine dei direttori di Dipartimento

Chieste nuove elezioni

Redazione PdN

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Asl Chieti, l’Intersindacale boccia le nomine dei direttori di Dipartimento
CHIETI. Sindacati medici in rivolta alla Asl di Chieti dopo che nei giorni scorsi è stata resa nota la nomina degli 11 direttori dei dipartimenti.

In realtà il manager Francesco Zavattaro tenta di far passare la scelta degli 11 nomi come «un passaggio importante che completa il percorso di fusione tra le due ex Asl di Chieti e di Lanciano-Vasto e che pone le basi per un’organizzazione moderna e unitaria della nuova Azienda provinciale nata il 1° gennaio 2010». «Non è così: è esattamente il contrario - dice l’Intersindacale sanitaria - il timore è invece che il futuro andamento funzionale della Asl sarà oltremodo più complesso e addirittura più complicato». Per questo è stato deciso di chiedere un intervento da Chiodi in giù (commissione regionale sanità, consiglieri regionali, uffici dell’assessorato e p. c. anche il ministro) per bloccare queste nomine che non sarebbero rappresentative delle reali esigenze della Asl e del suo ordinato funzionamento. In verità una critica feroce agli errori del manager nella predisposizione dell’Atto aziendale e dei Dipartimenti era venuta già a gennaio con una nota ufficiale di Alessandro Di Felice, presidente dell’Anpo Abruzzo (associazione nazionale primari ospedalieri), il quale contestava «l’anomala unione tra la Medicina nucleare e la Radioterapia clinica, che non sono né equipollenti né affini e che sono state inserite nella Diagnostica per immagini».
 Nessuna risposta però c’era stata – se non le nomine con gli errori contestati - così come nessuna risposta c’era stata ad una sua precedente nota  del 27 novembre scorso. Il che rafforza  nell’Intersindacale sanitaria l’impressione nettissima di un’extra territorialità della Asl a guida Zavattaro, impermeabile alle richieste dell’Ufficio commissariale, dei sindacati, dell’Anpo e dell’Anaao aziendale, visto che le contestazioni che oggi vengono mosse alle nomine riguardano un problema che anche l’Anaao ha sollevato da tempo. E cioè che le nomine sarebbero da rifare perché sono irregolari le elezioni che hanno portato alla formazione delle terne da cui il manager ha scelto il direttore del Dipartimento. In queste elezioni infatti non tutti gli aventi diritto al voto sono stati ammessi a votare: il riferimento è non solo agli anestesisti che sono stati esclusi e basta, ma anche al meccanismo rappresentativo delle Uosd, le unità operative semplici a valenza dipartimentale. Dice l’Intersindacale: nella Asl coesistono Uos e Uosd. Le prime (unità operative semplici, cioè i reparti) che derivano dalle Uoc, unità complesse, hanno mantenuto l’organizzazione interna con il personale ed i letti (è saltato solo il primario). Al contrario le Uosd (unità operative semplici a valenza dipartimentale) spesso hanno solo un dirigente medico e magari un macchinario a disposizione, come un ecografo o un angiografo digitale per procedure di radiologia o di cardiologia interventistica. Queste Uosd sono 43 tra vecchie e nuove, ma a votare sono stati chiamati solo i vecchi responsabili delle unità soppresse, il che significa che le elezioni non sono rappresentative delle nuove articolazioni. Questo ha comportato che le terne uscite dalle elezioni sono state falsate e quindi il manager non ha scelto correttamente. La richiesta dei sindacati è semplice: rifare le elezioni dopo che sono stati nominati i nuovi 43 responsabili. E magari correggere gli errori. Perché il pericolo dietro l’angolo è che se l’Atto aziendale verrà bocciato o dovrà essere emendato, queste nomine saltano. Senza dire che il Consiglio di stato potrebbe annullare le scelte di Zavattaro sull’ospedale di Guardiagrele, facendo crollare l’impalcatura di tutto l’Atto aziendale (e non solo).
Sebastiano Calella