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Allarme a San Silvestro: tra le antenne sui tralicci c’è anche un radar militare?

Un nuovo giallo nella storia infinita dello spostamento mai attuato dei ripetitori

Redazione PdN

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Allarme a San Silvestro: tra le antenne sui tralicci c’è anche un radar militare?
PESCARA. «Che bello… A San Silvestro non ci sono solo le antenne, ma anche i radar militari. Sono posti su tralicci a fianco di quelli con le antenne e sorgono a pochi metri dalle case. San Silvestro come obiettivo sensibile, in futuro anche come scudo umano?»

L’interrogativo inquietante è scattato sabato, quando su internet Enio Salle, Marino Candeloro e Brunella Di Lizio hanno scovato un radar militare sui tralicci di San Silvestro, descritto, con tanto di foto e di commento tecnico.
«Sarà per questo che le Tv sono sicure che non se ne andranno mai? – si chiedono i tre – se le istituzioni lo sapevano, hanno taciuto. E ora forse ci diranno che gli  impianti militari sono  affari commerciali di Rai Way. All’inizio abbiamo stentato a crederci, poi però abbiamo riconsiderato solo alcuni dei tanti fatti anomali successi nel tempo e cominciamo ad avere dei dubbi».
 In pratica la lotta per lo spostamento delle antenne rischia di naufragare di fronte ai problemi della difesa militare. E allora la domanda che sorge spontanea è: «ci sono o no installazioni militari nel sito Rai di  San Silvestro? Se la risposta è sì, noi ed i nostri figli siamo o non siamo obiettivi sensibili?» commentano al Comitato. La richiesta che parte dai cittadini anti antenne e dalle mamme è rivolta alla magistratura, l’unica che sembra in grado di far piena luce sulla vicenda. Di fatto però un sopralluogo effettuato presso il ripetitore Rai Way, regolarmente recintato, non mostra apparentemente installazioni militari, visto che non c’è nessun cartello che vieta di avvicinarsi o di fotografare, come ha fatto PrimaDaNoi.it. E proprio per evitare inutili allarmismi, pubblichiamo la foto con la speranza di un chiarimento tecnico. Certo è che l’allarme a San Silvestro è palpabile, non solo tra gli attivisti del Comitato, ma anche tra la gente comune. Quando troppe domande rimangono senza risposta è del tutto naturale che si pensi al peggio o che si dia un’interpretazione diversa alle vicende che si sono susseguite. Come le parole di chi ha partecipato al Tavolo tecnico sulle antenne ed ha riferito che lo spostamento non si farà mai. Chi conosce la verità?

Sebastiano Calella