SANITA'

Ospedale di Lanciano: locali insufficienti per i corsi pre-parto

La saletta è ricavata al primo piano senza ascensore

Redazione PdN

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Ospedale di Lanciano: locali insufficienti per i corsi pre-parto
LANCIANO. Un locale inadeguato e del tutto insufficiente, attrezzature fai da te, spazio angusto e due rampe di gradini da scalare per i pancioni delle mamme in attesa.

Così si svolge la preparazione al parto che la Asl organizza nell’ospedale di Lanciano. E quando dietro la tenda che funge da separé appare la saletta con le poltrone destinata a 20 donne in gravidanza e altrettanti mariti, si scopre che al massimo sono disponibili 20 mq quadrati, un metro a testa per coppia, giusto il minimo per stare in piedi in due. Eppure qui si svolgono tutte le operazioni del corso pre-parto, dagli esercizi respiratori alla corretta postura durante il travaglio. In realtà il manifesto che presenta l’iniziativa è accattivante: “Corso di accompagnamento alla gravidanza, al parto e al puerperio”. Ma la realizzazione è purtroppo ben diversa. Non solo perché comunque la saletta è ricavata al primo piano senza ascensore nella palazzina che ospita i Volontari della Croce rossa, come se in tutto l’ospedale non ci fossero altri locali disponibili, ma anche perché l’arredamento e le attrezzature dimostrano che il corso pre-parto non è proprio il primo dei pensieri della Asl.
«Le donne che partecipano a questa attività pagano il ticket di 46 euro, ma quello che c’è qui è tutto dovuto alla buona volontà del personale che ci lavora ed alle loro tasche, dal computer portato da casa alla musica che accompagna gli esercizi» spiega Patrizia Bianchi, responsabile di Nursing up, che ha raccolto le lamentele delle partorienti. «Anche chi lavora qui, le ostetriche del reparto di Ostetricia, un pediatra, una vigilatrice d’infanzia, spesso lo fanno fuori orario di servizio e a volte gratis, solo perché amano il loro lavoro – aggiunge Patrizia Bianchi – altro che potenziare il percorso donna, di cui si parla tanto…»
Le tecniche di rilassamento, la respirazione, gli esercizi per assecondare il travaglio sono affidati alla buona volontà del personale in presenza di un’attenzione che sembra molto scarsa da parte della Asl. Eppure a livello ufficiale si parla con enfasi del percorso nascita, del parto in sicurezza e di quello indolore. Sembrano di un altro pianeta le attenzioni che altre Asl, come Pescara, dedicano alle donne in gravidanza e che preparano reparti che simulano il parto in casa. Qui a Lanciano nel reparto di Ostetricia mancano anche i rilevatori del battito cardiaco del nascituro. «E tutti gli sforzi per trovare nuovi locali più adeguati sembrano destinati a fallire – conclude Patrizia Bianchi – perché la direzione sostiene che per sistemare uno spazio dignitoso per queste donne nel reparto di Ostetricia servono molti lavori e quindi molti soldi che non ci sono. Ma in realtà altri spazi in ospedale ci sono. La dignità delle donne meriterebbe un altro trattamento».
Sebastiano Calella