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Asl Chieti e formazione: la Cgil chiede trasparenza e programmi concordati

La direzione generale non risponde

Redazione PdN

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Asl Chieti e formazione: la Cgil chiede trasparenza e programmi concordati
CHIETI. C’è una lettera Cgil di metà aprile che chiarisce lo stato dell’arte della formazione aziendale nella Asl di Chieti.

I sindacati ed i dipendenti sono preoccupati per la gestione dei corsi di aggiornamento. Intanto perché i soldi utilizzati provengono da una voce del loro stipendio e quindi il loro uso dovrebbe essere ancora di più oculato, poi perché la direzione generale non risponde alle richieste di fare chiarezza su chi e perché viene scelto per frequentare master, corsi universitari o semplici incontri aziendali.
E’ solo una dimenticanza del manager Francesco Zavattaro o è proprio insofferenza verso i controlli ed il confronto con il sindacato? Infatti anche le altre sigle hanno battuto molto su questo argomento, ma la Asl non risponde, come si legge nella lettera Cgil firmata da Andrea Gagliardi.
E rinvia ogni chiarimento, quasi infastidita. Il che si traduce in corsi decisi senza criterio, in scelte non sempre trasparenti, in selezioni del personale senza un’apparente giustificazione.
Tra l’altro una delle corsiste che ieri è stata segnalata in un corso alla Bocconi di Milano, già nello scorso anno aveva avuto la possibilità di frequentare un altro workshop, sempre a Milano, dal costo di ben 9.000 euro (6 mila di iscrizione, 900 spese di viaggio, 2.100 di vitto). Proteste anche allora, ma nessuna conseguenza se questo “collaboratore amministrativo” inviato ad un “Executive master in management delle aziende sanitarie” continua ad essere scelto. «Pur in presenza di dichiarazione d’impegno e di rassicurazione da parte di codesta Direzione – scrive la Cgil - ad oggi, nessun regolamento ci è stato sottoposto per visione e condivisione, decretando così l’inutilizzo delle risorse economiche aziendali per la formazione (o almeno così crediamo stiano ancora le cose...), con grave danno per tutti gli operatori e per l’Azienda stessa. Vorremmo conoscere, a distanza di oltre 2 anni dalla nostra prima richiesta in tal senso, quali fattori, influenze ed ostacoli impediscono lo sviluppo di un processo regolamentato delle attività formative e la sua messa a sistema. Vorremmo conoscere perché la strutturazione, la pianificazione, l’attuazione e la valutazione del processo formativo, parte integrante dello sviluppo organizzativo, costantemente in evidenza anche nel Piano Sanitario Nazionale 2011-13, risultano ancora un arcano in codesta Azienda». La formazione aziendale come un “arcano”? In tempi di trasparenza sembra il massimo della chiusura nei rapporti sindacali. Potrebbe però essere che il silenzio della direzione generale serva a coprire altri corsi, altre iscrizioni dei soliti noti, altre spese ben più onerose con le quali si premiano pochi dipendenti, perché componenti dello staff dirigenziale. Gli altri scoppiano nelle corsie, nelle sale operatorie, al Cup o in uffici lontani….
Sebastiano Calella