CACCIA ALL'UOMO

Accoltellamento a Scafa, due persone in manette

Si cerca ancora il terzo complice

Redazione PdN

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Accoltellamento a Scafa, due persone in manette
PESCARA. Ha visto precisamente i loro visi, anche perché hanno agito a volto scoperto.

E’ caccia aperta da oltre 24 ore ai tre individui che martedì all’alba hanno accoltellato M.A, 31 anni originario di Cerignola e residente a Scafa. L’uomo stava dormendo nel proprio letto, intorno alle 4.30, quando è stato svegliato dalle coltellate dei tre uomini entrati nella sua abitazione.
I banditi, tutti italiani, sono riusciti ad introdursi nella casa dove l’uomo vive da solo, rompendo il vetro inferiore della porta d’ingresso di un caseggiato nel centro cittadino. La vittima non si è accorta di nulla ma solo quando è stato colpito con i fendenti si è svegliato di colpo.
 Il 31enne attualmente è ancora ricoverato all'ospedale di Chieti, dove ieri è stato sottoposto ad un intervento chirurgico ma non è in pericolo di vita.
I medici hanno riscontrato ferite multiple da arma da taglio al tronco, alla gamba e a un braccio. I sanitari inoltre hanno localizzato una lesione all'altezza del polmone sinistro e un versamento pleurico. La prognosi è di 20 giorni.  I malviventi, che sono accusati di tentato omicidio aggravato e violazione di domicilio aggravato, sono fuggiti. Sull'episodio stanno indagando i carabinieri di Popoli, diretti dal capitano Pasquale Del Giudice. All'origine del gesto potrebbe esserci una vendetta maturata nell'ambito del traffico di droga, avendo il 31enne precedenti legati allo spaccio di sostanze stupefacenti.

DUE PERSONE IN MANETTE
E’ arrivata a poco più di 30 ore dall’aggressione la svolta. I carabinieri di Popoli hanno arrestato Domenico De Clerico Di Pillo, 36 anni, residente a Tollo, da poco scarcerato. In manette è finito anche il suo amico  Leopold Diame, 32 anni, pregiudicato, nato in Senegal, residente a Tollo nell’abitazione di Di Pillo.
Secondo gli inquirenti sarebbero stati loro due, insieme ad un terzo complice ancora ricercato, ad aggredire il pugliese.
La ricostruzione dei carabinieri è chiara: mentre uno dei tre rimaneva di guardia, gli altri due lo avrebbero aggredito, uno a mani nude, l’altro impugnando il coltello con il quale avrebbe provocato alla vittima diverse ferite, localizzate sul tronco e sugli arti. L’aggressore armato, dopo avergli conficcato il pugnale nella zona dorsale alla base del polmone sinistro, cagionandogli una copiosa fuoriuscita di sangue, è fuggito insieme ai propri complici.
Fondamentale per la risoluzione (parziale) del caso è stata proprio la testimonianza dell’uomo che ha raccontato di conoscere due dei tre aggressori, un tale Domenico di Tollo, detto “il biondo”, da pochi giorni uscito dal carcere ed un soggetto di colore che, solitamente, stava sempre insieme a l’altro.

ALLE 7 LE PERQUISIZIONI
 Alle 7 di questa mattina i carabinieri del Nor di Popoli, retto dal capitano Mirko Boccolini, dopo aver svolto i primi accertamenti, hanno perquisito l’abitazione dove vivono i due e hanno trovato in un magazzino, all’interno del quale c’è un lavabo con annessa lavatrice, gli indumenti, ancora bagnati, alcuni dei quali presentavano delle piccole macchie, presumibilmente, di sangue, di color marrone-ruggine, verosimilmente indossati dai due nel corso dell’aggressione.
Nel frattempo i carabinieri del Comando Stazione di Scafa, retto dal maresciallo Carmine Farina hanno effettuato un sopralluogo, anche mediante rilievi fotografici, presso l’abitazione del ferito, per poi recarsi presso l’Ospedale Civile di Chieti.

ALLE 12 IL RACCONTO DEL FERITO
Alle 12.00 circa, al risveglio del ferito, sottoposto ad anestesia per aver subito un intervento chirurgico, i carabinieri gli hanno mostrato due album fotografici, uno di uomini di colore, l’altro di pregiudicati locali.
L’uomo ha riconosciuto quali autori del ferimento i due. I militari dopo aver informato il pm di turno, Lucia Di Campo, li hanno arrestati con l’accusa di tentato omicidio. Il terzo uomo è ancora ricercato.