Piste ciclabili, «quella sulla riviera Young è pericolosa e fatta male»

Replica Foschi (Pdl): «perfetta e a norma»

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Piste ciclabili, «quella sulla riviera Young è pericolosa e fatta male»
PESCARA. «La pista ciclabile della riviera Young è fatta male ed è pericolosa», denuncia Sinistra Ecologia e Libertà. «No, è fatta bene e risponde al codice della strada», replica la maggioranza Mascia.

Così tra polemiche e punti di vista differenti si sta realizzando la pista ciclabile lungo la riviera nord contestata talvolta anche da chi cammina a piedi perché si rischia di essere investiti dai mezzi a due ruote.
Ma sono i ciclisti quelli più arrabbiati. Daniele Licheri, coordinatore del circolo di Sinistra Ecologia Libertà, punta l’attenzione sull’«andamento sinuoso» della pista che la colloca «fuori dalle normative vigenti che invece prevedono piste lineari e regolari». Ma a far storcere il naso c’è anche la pavimentazione «completamente inadatta al passaggio di biciclette». Per l'esponente del partito di Vendola: l'amministrazione comunale «dovrebbe cercare di costruire meno parcheggi e impegnarsi di più a incentivare l'uso della bicicletta visto che poi si ritrova ad attivare iniziative estemporanee per diminuire l'inquinamento che si dimostrano solo palliativi e non risolvono il problema». Secondo Licheri il Sindaco Mascia e l'Assessore alla Mobilità Fiorilli dovrebbero ascoltare le richieste che provengono dalle associazioni cittadine di ciclisti che, da tempo, denunciano la situazione di totale precarietà delle piste ciclabili in città.
A Licheri risponde Armando Foschi, capogruppo del Pdl, secondo cui la pista sarebbe ben progettata e «pienamente rispondente a quanto previsto dal codice della strada». L’andamento del percorso ciclabile, spiega Foschi, è stato «volutamente pensato» in forma sinuosa «per rallentare la marcia dei ciclisti che comunque si muoveranno a pochi passi dai pedoni i quali hanno la priorità assoluta nella mobilità cittadina». E anche il materiale impiegato per la sua realizzazione, cemento stampato e colorato, «è perfettamente in linea con la legge, che, al contrario, è evidente che il segretario Licheri conosce in modo molto approssimativo».
La pista ciclabile è stata prevista sullo stesso livello del marciapiede pedonale, su una corsia riservata larga
2,50 metri, evidenziata da corpi illuminati a led incassati nella pavimentazione. Il percorso ciclabile avrà un doppio senso di marcia. Sull’intero asse rivierasco sottoposto a riqualificazione, verrà istituita la Zona 30, com’è già accaduto sulla riviera sud, dunque una zona in cui i veicoli non potranno superare la velocità dei 30 chilometri orari proprio per dare priorità al passeggio pedonale e ciclabile.
Ma Licheri insiste: «era necessario dividere la pista ciclabile dalla zona riservata al transito dei pedoni, come avviene per il tratto precedente, è così che si garantisce la sicurezza di ciclisti e pedoni non facendo percorsi con mille curve che al più provocano pericolosi giramenti di testa negli avventori».
«Foschi», suggerisce l’esponente di Sel, «dovrebbe, per un giorno della sua esistenza, mettersi in sella ad una bicicletta e percorre il tratto di asfalto così si accorgerebbe che il manto della pista è ruvido è impedisce un regolare transito privo di vibrazioni».