IL CASO

Pescara Parcheggi buco milionario e debiti, ma il Comune la salva

Pd: «nessun documento viene fornito dalla Società»

Redazione PdN

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Pescara Parcheggi buco milionario e debiti, ma il Comune la salva
PESCARA. Pescara Parcheggi srl non ha mai pagato al Comune di Pescara un euro di Cosap (canone per l’occupazione).

Il Partito Democratico mostra la diffida inviata da alcuni consiglieri comunali lo scorso febbraio al concessionario della riscossione e annuncia: «ad oggi non è stata attivata alcuna procedura per il recupero delle somme dovute». E non si tratterebbe di cifre di poco conto: tra canone, interessi e sanzioni, potrebbero essere per il solo 2010 superiori a euro 400.000. Ma di questo importo, fanno notare i consiglieri di minoranza non si trova nessuna traccia nel Bilancio del 2010.
Il Comune sta cercando di far andare in porto la cessione di piazza Primo maggio a Pescara parcheggi che risolverebbe due problemi in una volta sola: realizzare 420 posti auto nel sottosuolo e sanare i conti della società.
L’amministratore unico di Pescara Parcheggi Roberto Core ha ammesso nei giorni scorsi che la società ha i conti in rosso «solo a causa» del pagamento del canone annuo al Comune di 1.922.000 euro. Se la società non pagasse il canone avrebbe un attivo di euro 700.000.
Il Bilancio 2010 chiuso da Pescara Parcheggi Srl e approvato dalla assemblea dei soci, presenta una perdita economica di euro 4.833,00 (unico dato ufficiale ad oggi disponibile).
Ma questo risultato, secondo l’opposizione, sarebbe stato possibile solo grazie ad una interpretazione «quantomeno originale» dei principi contabili da parte dell’amministratore unico, avallata dall’assemblea dei Soci (formata dal solo rappresentante del Comune di Pescara socio unico) secondo il quale il canone annuo di competenza 2010 pari ad euro 1.922.0000 avrebbe contenuto una sorta di avviamento di
circa 800.000 euro.
«Grazie a questo meccanismo contabile», sostiene Del Vecchio, «questo presunto avviamento è stato ripartito nella competenza economica di cinque esercizi (durata originaria del contratto di servizio), consentendo in questo modo di non evidenziare già nel 2010 una perdita di esercizio superiore a euro 700.000».
Ma secondo l’opposizione pur essendo la società «ripetutamente inadempiente» anche rispetto agli obblighi assunti con la sottoscrizione del contratto di servizio «nessuno gli ha contestato l’inadempimento e applicato la sanzione prevista».
Questo sarebbe accaduto per sette scadenze su otto. La società, sostiene la minoranza, non avrebbe rispettato nemmeno altri obblighi statutari e contrattuali, quali ad esempio, la approvazione del Bilancio preventivo e la trasmissione di una relazione semestrale che quando è stata redatta, non ha mai contenuto gli elementi di dettaglio previsti.
Il Pd contesta inoltre il fatto che l’amministratore unico non ha mai riferito («nè in Consiglio nè nelle Commissioni Consiliari alle quali è stato invitato») sulla situazione contabile della Società ed avrebbe «costantemente» ostacolato anche l’attività di richiesta informazioni da parte dei consiglieri comunali.
«Non c’è nessun documento disponibile», denuncia Del Vecchio, «e il Bilancio 2011 è ancora da approvare a due giorni dalla scadenza del termine di Legge. L’amministratore avrebbe già avuto l’obbligo di informare l’assemblea per gli opportuni provvedimenti di ricapitalizzazione o, in alternativa, procedere alla scioglimento della Società ed alla sua messa in liquidazione».