CHIETI

Di Primio sfodera la mossa “salva-precari”: tre mesi in più di precariato

E intanto è scontro aperto tra Cgil ed ex vice sindaco sindaco Di Paolo

Redazione PdN

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Di Primio sfodera la mossa “salva-precari”: tre mesi in più di precariato
CHIETI. E’ clima acceso al Comune di Chieti sulla questione precari. I 16 lavoratori con contratti in scadenza rischiano il posto dopo la mancata certificazione, nei termini di legge, del Patto di Stabilità da parte del Comune.

Mentre il sindaco Umberto Di Primio ha sfoderato dal cilindro una soluzione anch’essa precaria (la proroga per tre mesi dei contratti in scadenza), l’ex vice sindaco Bruno Di Paolo ed il segretario provinciale Paola Puglielli se le cantano a colpi di accuse. Il problema precari è nato dalla mancata certificazione del Patto di stabilità da parte del Comune. La certificazione andava presentata entro il 31 marzo ma sarebbe arrivata sul tavolo dei revisori dei conti soltanto il 29 marzo. C’è stato appena un giorno per verificare il rispetto del parametro del Patto di stabilità. Una leggerezza che è costata cara a dipendenti, lavoratori titolari di contratti a tempo determinato, impiegati da anni in vari uffici del Comune con contratti in scadenza.
La strategia di Di Primio che oggi va ad allungare rapporti di lavoro sottoscritti sembra sia stata accolta dall'ufficio del personale che ha predisposto le determine di proroga per altri tre mesi dei contratti di lavoro ai sedici amministrativi.
Intanto mentre i precari sono in bilico tra il lavoro e la strada, gli amministratori si fanno la guerra.
Da un lato c'è il vice sindaco Bruno Di Paolo (quello che senza troppi giri di parole ha definito incapaci ed immeritevoli i precari del Comune beccandosi la revoca come vice sindaco), dall’altro Paola Puglielli della Cgil.
La segretaria provinciale della Cgil aveva chiesto un incontro urgente per denunciare le scarse iniziative prodotte dall'amministrazione in tema di personale. Richiesta che non è stata gradita da Di Paolo che la ha invitata «a tornare al lavoro in Comune».
«La signora Puglielli dimostri a tutti che crede nelle cose che dice», ha detto, «e si ripresenti subito all'ufficio asili nido, da dove manca da anni per distacco sindacale, riducendo almeno in parte le attuali disfunzioni di quell'ufficio».
Il sindacato, oggi, ha replicato a stretto giro definendo le parole di Di Paolo «sgradevoli, sbagliate nel metodo e nel merito».
« Sono errate nel merito», ha precisato Andrea Gagliardi segretario generale Cgil Chieti, «perché è evidente come l'Assessore Di Paolo non abbia minimamente compreso come la nostra Organizzazione Sindacale, attraverso Paola Puglielli,da lungo tempo stia sostenendo una posizione in linea con i principi di legalità, efficienza e qualità della pubblica amministrazione e dei servizi erogati ai cittadini, nel rispetto dei diritti costituzionalmente e contrattualmente previsti per le lavoratrici ed i lavoratori dell'Ente. Nel metodo,visto che l'Assessore Di Paolo non avendo elementi concreti per dimostrare la bontà, soprattutto del suo operato, nelle politiche del personale che l'Ente ha saputo mettere in campo, ha scelto di attaccare il suo interlocutore, che si poneva su posizioni costruttivamente alternative, screditandolo sul piano personale e del ruolo sociale, pur non avendone autorità, autorevolezza, titolo e ragioni».
Infine, il sindacato ha invitato ironicamente l’assessore, «a rispolverare qualche libro di storia, qualche testo di Diritto Giuridico, qualche Contratto Nazionale di Lavoro, qualche manuale di Sociologia e la Costituzione Italiana prima di affermare, considerato il ruolo istituzionale, suoi pensieri gratuiti sul concetto di rappresentanza ed agibilità sindacale»ed auspicando che l'amministrazione prenda pubblicamente le opportune distanze.