L’assessore De Cesare: «Questa è tutta la verità sul Villaggio del Mediterraneo»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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CHIETI. Dopo la cronologia degli eventi dei Giochi Del Mediterraneo realizzata da Alleanza Nazionale e riportata su Pdn l'assessore competente, Walter De Cesare, ricostruisce data per data quanto avvenuto in questi lunghissimi mesi.
La ricostruzione proposta dalla minoranza per l'assessore è in alcune parti falsa e riporta numeri imprecisi. «Non è vero che i costruttori non pagheranno la Bucalossi», avverte, «anzi hanno già versato 700 mila euro». E sulla data di fine lavori annuncia: «non ce la facciamo per il 31 dicembre».
In passato sull'argomento sono state roventi le polemiche.

LA CUBATURA DEL VILLAGGIO

«La cubatura prevista è di 199.800 metri cubi con le seguenti destinazioni d'uso: per il 35% a residenze private, 15% a edilizia residenziale pubblica (ERP) ed il restante 50% per servizi ( edilizia universitaria, centro congressi, studentato). Sarà realizzato un centro internazionale temporaneo per i servizi destinati al villaggio (mensa, uffici stampa, servizi religiosi, uffici postali, uffici di polizia, infermeria ecc.) così come sempre accaduto per tutti gli altri villaggi per eventi sportivi ( olimpiadi ecc.)»
Per l'acquisizione delle aree «non c'è stato nessun balletto», assicura ancora l'assessore. «Le aree sono state acquistate dalle imprese con grande soddisfazione dei privati proprietari che hanno potuto vendere a prezzi notevolmente superiori alle valutazioni in caso di espropri. Gli espropri hanno riguardato aree per circa due ettari».

I RICORSI AL TAR

Anche sui ricorsi al Tar, nominati da An, De Cesare assicura: «non ci sono mai stati dubbi sulle procedure improntate a rigoroso rispetto delle leggi vigenti. Vi è stato un solo ricorso al Tar da parte di un proprietario che si era visto occupare d'urgenza circa 150 metri quadrati di terreno tanto che la causa al Tar è stata cancellata dal ruolo».

IL PIANO PARTICOLAREGGIATO

«Non vi è stato alcun "recupero volumetrico"», sostiene ancora l'assessore De Cesare, «per il semplice motivo che l'area in questione secondo il Piano Regolatore (PRG) prevedeva un indice di 2 mc/mq , ossia due metri cubi per ogni metro quadrato ed avrebbe pertanto permesso la realizzazione di 340.000 metri cubi. La variante urbanistica per la costruzione del Villaggio ha abbasso l'indice di PRG ad 1,50 mc/mq e pertanto la volumetria prevista, come si è detto e di poco inferiore a 200.000 metri cubi. I Piani particolareggiati non sono stai "congelati" prima perché non sarebbe stato lecito (avremmo avuto migliaia di ricorsi e denunzie) ed in secondo luogo perché non era necessario in quanto come si è visto non c'era da fare alcun "recupero volumetrico"».

LA BUCALOSSI

«Esentare dal pagamento della Bucalossi costituisce reato. I costruttori che stanno realizzando il Villaggio sono tenuti a pagare la "Bucalossi" tant'è vero che hanno già pagato le prime rate (circa 700 mila euro)». Sulla questione si era alzato un polverone che aveva investito anche la Regione.

LA VARIANTE AL PRUSST

«Il Consiglio comunale con la sua approvazione riduce l'area di 19 ettari. E vero, infatti», ha aggiunto De Cesare, «che in base alla variante l'area utilizzabile era di circa 25 ettari di terreno con una volumetria di circa 300.000 metri cubi. Ma si trattava di una scelta dettata dalla iniziale richiesta del comitato organizzatore dei giochi formulata nel 2005. Successivamente il Comitato organizzatore chiese la riduzione dell'area a circa 18 ettari. E' stata pertanto necessario approvare una variante in riduzione sia dell'area ( da circa 25 a circa 18 ettari) e della volumetria da circa 300.000 metri cubi a circa 200.000 metri cubi come si è detto. E' evidente che chi ha falsificato la notizia», dice De Cesare, «ha attribuito a me che ho formulato la seconda variante ed all'intero Consiglio comunale la volontà di agevolare una grande speculazione edilizia perché avremmo consentito alle imprese di acquistare meno terreno per concentrarvi tutta la volumetria iniziale».

LA POSA DELLA PRIMA PIETRA

«Chi ha fornito la notizia lascia intendere che vi è stata apposizione della prima pietra (ossia l'inizio delle costruzioni) senza che le imprese avessero il permesso di costruire. Senonché per mettere "la prima pietra" non è necessaria alcuna autorizzazione edilizia», precisa l'assessore della giunta Ricci, «perché si tratta di una cerimonia simbolica. Le procedure urbanistiche ( si tratta della procedura più complessa mai realizzata a Chieti) non erano ancora perfezionate perché la conferenza dei servizi ( necessaria per il rilascio di tanti pareri necessari per legge) era ancora in corso e si sarebbe conclusa dopo pochi giorni».

CONFERENZA DEI SERVIZI E ACCORDI DI PROGRAMMA

«L'accordo di programma segue e non precede la conferenza dei servizi. La ratifica del Consiglio è l'atto necessario finale della procedura che non avrebbe potuto comportare "l'ultima versione" del villaggio perché ciò sarebbe risultato illegale procedere in quella sede ad una variante. Pertanto non vi è stata alcuna nuova versione del Villaggio che è invece è stato ratificato dal Consiglio nella consistenza prevista, ossia circa 200.00 metri cubi su circa 18 ettari di terreno per le finalità di grandissimo interesse pubblico sopra illustrate».

I CONTAINER DI DI COSMO

«Chi ha fornito la notizia sui container per gli atleti», spiega De Cesare, «in sostanza addebita al Comune la volontà di coprire una inadempienza delle imprese (ossia il ritardo nella costruzione del Villaggio) alle quali verrebbe accordato il favore di ospitare 400 atleti in container. Ossia addebita al Comune un abuso penalmente rilevante. Ed invece il progetto urbanistico e la convenzione con il Comitato organizzatore dei Giochi del Mediterraneo prevedevano, sin dall'inizio ossia dalla data di stipula della convenzione ma soltanto "in caso di necessità", l'ospitalità di non oltre 380 persone in "strutture provvisorie" (ossia in abitazioni prefabbricate e non in container). Il Comune non ha ancora preso tale decisione perché l'uso di appartamenti prefabbricati è subordinato alla richiesta ed al consenso del Comitato organizzatore dei Giochi che finora non hanno chiesto l'uso di prefabbricati, tanto è vero che una richiesta in tal senso da parte delle imprese che prudenzialmente l'avevano avanzata, non è stata assentita».

LA DATA DI FINE LAVORI

«I lavori», spiega ancora l'assessore, «non saranno completati entro la data prevista del 31 dicembre 2008 e sarà necessario, come accade sempre per le grandi opere accordare una proroga».

22/12/2008 16.37