Le "ultime volontà" di Cordone e la sua pesante eredità sulla Asl di Pescara

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Le "ultime volontà" di Cordone e la sua pesante eredità sulla Asl di Pescara
PESCARA. L'ultimo giorno dell'ex manager Angelo Cordone all'Asl di Pescara sarebbe stato piuttosto faticoso. A denunciare il lavoro certosino «quasi meritevole di un riconoscimento per l'impegno da indefesso stakanovista» sono stati ieri mattina Cgil, Cisl e Uil. I sindacati chiedono al nuovo manager «un atto unico di autotutela per bloccare i provvedimenti assunti». Viene descritta una situazione grottesca e preoccupante e di come sia scattata la linea dura da parte del manager messo dalla destra che la sinistra vuole salvare e riciclare. Il risultato? Ben 400 delibere firmate in 24 ore, un record senza precedenti. LA TRASPARENZA SECONDO CORDONE TUTTO SULL'EX MANAGER DELLA ASL  
Approvazione di 80 graduatorie finali («custodite nel cassetto», assicurano i sindacati), 40 promozioni, nominati 7 nuovi primari, affidati 30 incarichi di struttura semplice (vice primari).
Tutto nel giro di un solo giorno, per di più l'ultimo, il 12 gennaio, trascorso firmando documenti fino a tarda ora.

«LE DELIBERE SI FIRMANO A CASA»

Aveva di sicuro un mucchio di lavoro arretrato, evidentemente…
Non uno straordinario qualunque nel suo studio, ma un vero tour de force nell'abitazione privata, dove sono stati convocati anche alcuni sindacalisti per la firma di nuovi contratti.
Risultato finale?
Una rivoluzione totale dell'intero impianto dell'Asl che rischia di compromettere anche il lavoro del nuovo dirigente, appena insediatosi, perché molte delle nuove nomine avranno durata quinquennale.

«SALDI DI FINE CORDONE ALLA SUA CORTE»

«Sono stati conferiti incarichi da dipendenti amministrativi a quelli che facevano parte della sua "corte", dallo staff semplice, al comparto ragioneria, ufficio legale», ha spiegato Massimo Pedrini della Cgil Fp. «E' stata modificata in toto la pianta organica dell'azienda sanitaria pescarese, tirando fuori graduatorie di vecchi concorsi».
Graduatorie che secondo i sindacati «erano custodite nel cassetto. Se fosse stato riconfermato alla guida dell'Azienda Cordone avrebbe fatto "certi" nomi ma visto che non è stato riconfermato si sarebbe vendicato…».
Per il nuovo manager Balestrino, secondo quanto hanno dichiarato i sindacati, sarà adesso difficile varare le nuove linee perché Cordone ha già ampiamente deciso quello che sarà nei prossimi 5 anni.
«Chiediamo al nuovo manager», ha chiarito Gabriele Pasqualone della Uil Fpl, «un atto unico di autotutela per far bloccare le nuove delibere assunte. E' stato sforato il tetto di spesa, violando così anche il patto di stabilità e questo è un ottimo motivo per invalidare tutti gli atti e le delibere. Ci rivolgeremo anche alla Corte dei Conti per verificare che sia tutto in regola e alla Procura di Pescara».

«UN ODONTOTECNICO NON SERVE»: CORDONE NE ASSUME DUE

«Nessuna delle 400 delibere dell'ultima ora», ha assicurato Ferdinando De Lellis della Cisl, «ha come fine ultimo il miglioramento della sanità per il cittadino».
Se è vero che l'ultimo giorno di lavoro è stato "faticoso", è anche vero che tutto il mese di dicembre sarebbe stato particolarmente intenso.
Per verificare basta spulciare tra le delibere: il 5 dicembre ne sono passate 70, 80 quelle approvate tra il 27 e il 28, 160 solo quelle del 29.
«Cordone ha disposto precisamente le sue "ultime volontà"», ha continuato De Lellis, «stabilito avanzamenti di carriera, rivoluzionando i vari dipartimenti, a danno dell'economia di tutta la azienda e della qualità del servizio».

Secondo i sindacalisti «nell'era Cordone è stato indetto anche un concorso per un odontotecnico. Stilata la graduatoria, per il primo è arrivata l'assunzione. Ma è poi giunta una nota del primario di otorinolaringoiatria che ha spiegato che non sapeva come utilizzare questa persona, perché il reparto non ne aveva necessità». Eppure qualche settimana dopo «la graduatoria viene rispolverata e avanza anche un secondo odontotecnico».

«Nuove assunzioni servivano all'Asl di Pescara», assicura Pasqualone, «ma dovevano essere fatte con criterio». Ad esempio è stato indetto un concorso per 6 posti da tecnico per la prevenzione degli incidenti sul lavoro. «Dalla graduatoria sono stati presi solo i primi 3, i restanti 3 non sono stati assunti e non si capisce il motivo». Stessa situazione per 6 posti da fisioterapisti: «solo 3 sono stati assunti»

SINDACATI IGNORATI

Cordone e il sindacato non avevano un buon rapporto. In realtà nemmeno cattivo, in quanto totalmente inesistente.
«Nell'ultimo anno abbiamo chiesto incontri sindacali, ma non siamo mai stati ricevuti. Non c'è stato alcun tipo di rapporto con il dirigente: è da 12 mesi esatti che non riceviamo per iscritto le informazioni dei provvedimenti assunti e siamo costretti ad andarli a leggere all'albo pretorio».
Impossibile chiedere motivazioni o sperare di aprire un confronto: «questi metodi», chiude De Lellis, «hanno sempre impedito la critica sindacale garantita anche dalla nostra costituzione».

LA DESTRA

«Siamo rimasti allibiti», continuano i sindacalisti, «quando abbiamo letto sulla stampa che la parte politica del centrodestra chiedeva la riconferma di Cordone. Ha fatto enormi danni, anche abbastanza evidenti, ma si è sempre fatto finta di non vedere».
E se l'ex manager prima di andare via ha anche mostrato la lettera di ringraziamento di 28 primari soddisfatti «ha però tenuto nascosto», svela Pedrini, «la relazione ufficiale stilata dall'Asl stessa in cui a parlare sono 552 "semplici" dipendenti».
Quello che ne esce fuori è un «grado di insoddisfazione elevato», sia per la qualità del lavoro che per la sicurezza percepita sul posto. E anche il punteggio finale boccia decisamente l'Asl Pescarese che ottiene uno scarso 2,38 contro una media nazionale pari a 2,60.
«Se si evince un buon rapporto tra i colleghi», sintetizza l'esponente della Cgil, «si avvertono forti contrasti tra i lavoratori e gli organizzatori. Ma questo rapporto Cordone ha pensato bene di non pubblicizzarlo».

400 DELIBERE IN UNA NOTTE

Delle 400 delibere diurne e notturne se ne conoscono al momento solo le prime 80. Le altre 300 infatti in questi giorni verranno protocollate una ad una, e non sarà facile rimettere ordine tra tutte quelle carte.
Ma cosa si trova tra queste centinaia di atti?
Un po' di tutto, dall'affidamento di fornitura per procedura negoziata di cateteri, materiale di consumo e accessori, 30 elettrocardiografi.

E poi ancora assensi al rinnovo del comando della dottoressa x e del dottor y, rinnovo degli incarichi dei componenti del nucleo di valutazione, assegnazione temporanea per tre anni di determinati reparti, conferimento incarico rappresentanza e difesa.
E poi ancora l'approvazione di una settantina di graduatorie finali da operatore socio sanitario, coadiutore amministrativo, assistente amministrativo… Proroga dei contratti, conferimento di incarichi quinquennali che costringeranno, qualora non venissero bloccati, il nuovo manager a non potersi muovere.
Nella lunga notte di lavoro è stato anche deliberato il contratto co.co.co. a tempo determinato di un reverendo (dal 1 gennaio 07 al 30 giugno 2007).
La messa è davvero finita. Cordone può andare in pace.

Alessandra Lotti 19/01/2007 8.54


ECCO LE PRIME 100 DELIBERE