Suicidio Maniero:«amarezza per un amore ormai concluso»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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LA TESTIMONIANZA

«Non mi ero accorta di nulla», ci racconta una residente del palazzo.
«Questa mattina sono scesa di casa verso le 8,30, mi sono sorpresa per la presenza di tanta polizia. Mi sono avvicinata ad un agente per chiedere cosa stesse succedendo quando improvvisamente ho visto quel corpo per terra».
Ricordare quei momenti non è facile e sebbene siano passate alcune ore quelle immagini non svaniscono dalla memoria.
«Ho visto la ragazza per terra, aveva un pantalone di un pigiama o di una tuta, scalza, un paio di infradito lì vicino. Era distesa a pancia sotto, sul volto c'erano delle ferite e anche per terra del sangue. E' stato drammatico. Ho cercato di guardarla meglio per capire se la conoscessi. Non mi è sembrato. Poi mi hanno detto che abitava nel mio stesso palazzo…».
Ma non bastano quegli attimi per riconoscere la donna e capire di chi si tratti. I ricordi affiorano poco alla volta.
«Non la conoscevo, né tantomeno potevo immaginare che fosse figlia del boss Maniero. L'ho incrociata nel palazzo un paio di volte, forse ricordo… sembrva straniera e penso comunque che non abitasse qui da molto forse non più di tre mesi. Era una giovane schiva, distinta per bene, niente di più. Che tragedia».

IL RICONOSCIMENTO DEL PAPA'

Impossibile vederlo, impossibile avvicinarlo. Felice Maniero è arrivato alle 15 a Pescara in condizioni super blindate. Prima tappa la Questura, dove ha parlato per una mezz'ora con la polizia.
L'uomo è apparso turbato e sconvolto per la notizia. Nella sua lunga carriera di balordo, forse, non avrebbe mai creduto che un giorno si sarebbe trovato in questa posizione. Dall'altro lato della barricata dove si vive tra l'angoscia e la disperazione di dover riconoscere un familiare morto.

La seconda tappa del pomeriggio è l'obitorio. Anche qui Maniero arriva scortato dalla Polizia e da uno dei figli. Vestito in modo sportivo, un giubbotto scuro e un jeans è pronto per il momento più difficile. Solo pochi minuti all'interno della stanza per il triste rito e poi via, una corsa forsennata senza fermarsi, senza parlare con nessuno, scortato da due auto della polizia e 4 ambulanze che coprono il suo allontanamento.

BIGLIETTO E DELUSIONE AMOROSA

La triste giornata sta per concludersi e se per il padre l'ipotesi di un omicidio potrebbe essere plausibile gli inquirenti sono fermi e non lasciano spazio a dubbi: si tratta di suicidio.
A venire a galla in queste ore, anche la possibile causa, motivi sentimentali. A riprova di questa ipotesi un messaggio che la giovane donna ha lasciato nella camera da letto. Poche righe per esprimere il suo disagio esistenziale. «Abbiamo rinvenuto un biglietto», ha spiegato il questore Dante Consiglio ai cronisti, «in cui la giovane esterna l'amarezza nell'aver considerato il suo nuovo rapporto ormai concluso».
Ed era stato proprio questa mattina il compagno di Eva ad ammettere che la loro relazione in queste ultime settimane procedeva tra alti e bassi, litigavano spesso, ma niente di tanto tragico che potesse far pensare a risvolti così drammatici.
Anche ieri sera Eva e il compagno avrebbero litigato. Poi la coppia si era salutata, lei era andata a dormire nella casa di Via Carducci e l'uomo dai suoi genitori. Ma nella solitudine della notte la ragazza ha covato tutta la disperazione di una vita non facile e ha compiuto l'insano gesto. Nonostanto il corpo sia stato rinvenuto alle 7 di questa mattina gli accertamenti medico-legali hanno stabilito che l'ora del decesso è avvenuto tra le 4 e le 6.

23/02/2006 19.13