Megalò: L'ipermercato con gli argini

Alessandro Biancardi

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

32236

Megalò: L'ipermercato con gli argini
  CHIETI. E' tra i più grandi in Italia. Misure da capogiro. Una megapromessa da mantenere. Ne avevamo proprio bisogno? Tanti lati positivi, qualche ombra.  LEGGI L'INCHIESTA: "LE CONTRADDIZIONI STRARIPANTI DELLA REGIONE"
Alla fine, il grande Megalò è sotto gli occhi di tutti. Era difficile pensare così in grande o, almeno si credeva, che tutto quanto fosse stato già costruito nell'area metropolitana potesse bastare in tema di grande distribuzione. Invece, l'Abruzzo ha voluto fregiarsi di un ipermercato tra i più grandi d'Italia, al pari di quelli costruiti nell'opulento nord-est. Probabilmente il Megalò passerà alla storia per i suoi successi commerciali ed economici, per aver dato lavoro a 800 ragazzi, per aver mantenuto in piedi una struttura costosissima o chissà per quali altri meriti.
Il dato incontestabile è che il Megalò un primato ce l'ha: è probabilmente l'unico ipermercato con gli argini. Vere e proprie dighe alte quasi 11 m che circondano buona parte dell'immenso perimetro di 35 ettari. Il ruolo di queste imponenti costruzioni è quello classico: preservare l'area commerciale da eventuali esondazioni, straripamenti del vicino fiume Pescara. Il perché è chiaro:
l'immensa spianata dove sorge il nuovo centro commerciale è infatti stato indicato dalla regione Abruzzo come "ad alto rischio esondazione". Ecco spiegata la ragione di qualche malumore il giorno dell'inaugurazione, lo scorso 15 settembre, da parte di uno sparuto gruppo dei Verdi.
Prima di parlare delle contestazioni, però, diamo pure qualche numero che possa contribuire a farci fare un'idea chiara dell'oggetto del discorso. Megalò: 35 ettari di superficie totale coperti al piano terra, 10.000 metri quadrati al piano superiore, 2800 posti auto, 110 negozi, 9 multisale con 2000 posti, 5 ettari di parco fluviale prossimo venturo, 3 piazze interne, 8000 metri quadrati di supermercato, 800 lavoratori, 1300 persone hanno contribuito alla sua costruzione, un bacino di utenza stimato in 475.000 persone.
Tutto questo -occorre ricordarlo- avviene in una regione «al quarto posto in Italia nel rapporto tra abitanti e superficie di vendita (236,9 mq/10.000 abitanti), preceduti solo da Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia», fonte Confesercenti non aggiornata: dopo l'inaugurazione probabilmente avremo guadagnato anche un paio di posizioni.
Per costruire qui un gigante così spropositato valide e solide ragioni devono esserci di sicuro non foss'altro che per la grande concentrazione di concorrenza in un'area relativamente ristretta.
«Dalle nostre indagini di mercato», sostiene Christian Recalcati della Lerry Smith, società di consulenza, «abbiamo potuto appurare che il bacino di utenza è di circa 475.000 persone, la viabilità è ottimale, la dotazione di parcheggi è ampia, abbiamo adottato soluzioni architettoniche originali e soprattutto la nostra offerta commerciale sarà diversa e diversificata».
Ragioni che sembrano non giustificare la scelta di una zona ad alta
concentrazione di concorrenti e meno ancora di una superficie dichiarata «ad alto rischio esondazione».
Ma spunti positivi il Megalò sicuramente ne offre come la possibilità di «creare nuova economia» come asserito da alcuni politici il giorno dell'inaugurazione, e sicuramente ha dato un posto ad 800 giovani.
Che tipo di contratti hanno sottoscritto però questi dipendenti?
«Ogni negozio, ha utilizzato un proprio criterio», risponde Savino Boldrin, presidente Sirecc e promotore del progetto.

[pagebreak]





LA PROTESTA DEI VERDI «MEGANOOO!». Tanto per ricordare che loro un esposto (ancora senza esito) l'hanno fatto si sono presentati all'inaugurazione. I Verdi di Pescara – guidati dalla coordinatrice
Edvige Ricci-, si sono prodotti in una pacifica e corretta manifestazione di dissenso. Sullo striscione a grandi lettere si leggeva: “MegaNooo! rischio alla grande", per fare il verso allo slogan "Megalò, shopping alla grande".

«Visto che oggi, alle 17,30», ha detto Ricci, «pare che le autorità locali siano state invitate all'inaugurazione del Megalò, abbiamo deciso di esserci anche noi, in maniera discreta, in un piccolo gruppo, con striscione e volantino. Vogliamo solo ricordare che, se avessero voluto, dopo il nostro esposto di gennaio alla magistratura e alle amministrazioni regionali e nazionali, si sarebbe potuto impedire l'edificazione dei mega-argini sul fiume, a sommo pericolo dei territori e delle popolazioni a valle, Pescara compresa. Oggi lo ricordiamo», continua la rappresentante dei Verdi, «perchè nessuno faccia finta di niente e perchè ragioni di sicurezza e di responsabilità amministrativa e politica pretendono decisioni sui rischi oggettivi prevedibili e previsti». 26/09/2005 8.42