Crisi idrica, 7 giorni di passione per 64 comuni

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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ABRUZZO. Sarà una settimana lunga e difficile per circa i 480 mila abruzzesi che fanno parte dell’Ato 4 e che dovranno fare i conti con i rubinetti a secco. A causa del provvedimento adottato con forza dal sindaco di Bussi l’emergenza idrica si fa sempre più pesante. A Chieti sospensione idrica, oggi, dalle 14 alle 18. LA GIUNTA REGIONALE DICHIARERA’ LO STATO DI EMERGENZAUN TERRENO DEMANIALE PAGATO 378MILA EURO ALL'ANNO ALL'ORIGINE DELLO SCONTRO COMUNE DI BUSSI-ATO COSTANTINI:«LA SICCITA’ NON C’ENTRA, IL PARTITO DELL’ACQUA SI’»

ABRUZZO. Sarà una settimana lunga e difficile per circa i 480 mila abruzzesi che fanno parte dell'Ato 4 e che dovranno fare i conti con i rubinetti a secco. A causa del provvedimento adottato con forza dal sindaco di Bussi l'emergenza idrica si fa sempre più pesante. A Chieti sospensione idrica, oggi, dalle 14 alle 18.

LA GIUNTA REGIONALE DICHIARERA' LO STATO DI EMERGENZA

UN TERRENO DEMANIALE PAGATO 378MILA EURO ALL'ANNO ALL'ORIGINE DELLO SCONTRO COMUNE DI BUSSI-ATO


COSTANTINI:«LA SICCITA' NON C'ENTRA, IL PARTITO DELL'ACQUA SI'»



[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=9966]L'ATO NON PAGA, BUSSI CHIUDE I POZZI[/url]

Il primo cittadino Chella fa sapere che non è intenzionato a fare marcia indietro, il prefetto di Pescara Lalli sta cercando di mediare e il presidente dell'Ato Giorgio D'Ambrosio si è rivolto al Tar per denunciare l'interruzione del servizio pubblico. L'assessore Srour, dal canto suo, avrebbe già approntato la delibera di conferma di stato di emergenza. L'ordinanza non riguarderà soltanto i pozzi di Bussi, ma anche il potabilizzatore di Chieti e i pozzi di San Martino.
E intanto i serbatoi sono quasi vuoti ed è un pò come fare le prove generali per una emergenza idrica che sarebbe dovuta scattare solo ad estate inoltrata.
A Chieti una delle situazioni più drammatiche: il Comune è in grande difficoltà perché i serbatoi di emergenza sono a secco e le ripercussioni si faranno sentire. E' stato stabilito, quindi, un nuovo blocco dalle 14 alle 18 a patto che si faccia «un uso consapevole del bene comune», ha spiegato l'assessore Mauro Febbo. Nel caso in cui la paura di rimanere a secco spingerà i cittadini a rifornirsi di scorte d'acqua in modo scellerato la sospensione potrebbe durare più lungo.
«Ci troviamo difronte ad una situazione di emergenza straordinaria», ha spiegato ancora l'assessore. «Non serve sprecare acqua con approvvigionamenti di sicurezza. Se verrà accolto il nostro invito e sarà effettuato un consumo corretto l'orario di blocco sarà quello, altrimenti potremmo riservarci di chiuderla per più tempo». Ma anche questa notte l'erogazione verrà sospesa e non si sa per quanto il provvedimento andrà avanti:«saremo costretti a farlo fin quando permarrà l'attuale situazione di emergenza idrica dovuta all'ordinanza con la quale il sindaco di Bussi ha disposto la chiusura immediata dei pozzi di Bussi».

16/05/2007 9.50

IL CALDO, ESTATE A RISCHIO PER GLI ANZIANI

«Chiedo all'amministrazione comunale, a partire dalla Commissione Sanità, di ufficializzare quali misure si intendano adottare per aiutare i nostri anziani per la prossima estate che si preannuncia torrida». La consigliera comunale Nicoletta Verì (Fi) oltre alla carenza idrica si preoccupa del caldo e degli anziani, che ogni anno sono i più esposti all'afa.
«Sono lodevoli le iniziative assunte ogni anno dai Vigili del Fuoco di portare gli anziani nelle loro caserme nei giorni più critici, o anche quelle promosse da associazioni private, ma ritengo che in prima linea debba esserci il Comune che non può ridursi, com'è accaduto lo scorso anno, ad acquistare qualche condizionatore d'aria nel mese di agosto, impianti poi distribuiti con criteri mai chiariti».
Tra l'altro, la capogruppo Verì ha anche annunciato la presentazione di un'interrogazione per «sapere come stanno e quanti sono gli anziani, ex ospiti della Casa di riposo comunale di via Arapietra, e che ormai da anni sono stati trasferiti nell'ex Sund per consentire i lavori di ristrutturazione della struttura municipale».
Oggi il Consiglio non sa in realtà quale sia lo stato del cantiere, quando finiranno i lavori e quando gli anziani ricoverati potranno farvi ritorno. «Ricordo anche che», prosegue Verì, «l'attuale sistemazione nell'ex Sund di Montesilvano, oltre a costituire una spesa costante per le casse pubbliche, cagiona disagi anche alle famiglie che devono raggiungere Montesilvano per poter visitare i propri cari».

16/05/2007 11.07

LA GIUNTA REGIONALE DICHIARERA' LO STATO DI EMERGENZA

La Giunta regionale dichiarerà, in una seduta straordinaria che si terrà tra oggi e domani, lo stato di emergenza per i pozzi di San Rocco a Bussi sul Tirino, di San Martino a Chieti e il potabilizzatore di Pescara. Lo ha annunciato l'assessore al Ciclo idrico, Mimmo Srour, precisando che lo stato di emergenza obbligherà il sindaco di Bussi a riattivare il pozzo di San Rocco la cui chiusura ha provocato carenza d'acqua in 65 comuni tra cui Chieti e Pescara. L'assessore al Ciclo idrico ha definito «spiacevole» la decisione di chiudere il pozzo e ha invitato il sindaco di Bussi «a riattivare subito il pozzo prima che la Giunta regionale emani la delibera di stato di emergenza».
«E' assurdo - ha proseguito Srour - che i cittadini continuino a pagare un prezzo così alto per le beghe amministrative tra due enti».
In una conferenza stampa, alla quale ha partecipato il presidente della Regione, Ottaviano Del Turco, Srour ha ricostruito l'iter dell'atto che ha spinto il sindaco di Bussi a chiedere il pagamento di un canone all'ente d'ambito pescarese.

1000 METRI PER 378MILA EURO ALL'ANNO

Esso fa riferimento ad una determina del 2003 dell'assessorato all'Agricoltura che riconosce al Comune di Bussi un canone annuo di 378 mila euro su un terreno demaniale di 1000 metri quadrati.
«Abbiamo subito chiesto a Verticelli - ha spiegato l'assessore - di verificare la congruità della determina, anche se il mio collega di Giunta non ha alcuna responsabilità su quella decisione. Va da se che è impossibile pensare di fissare un canone così alto per un terreno demaniale. Per questo vogliamo capire la genesi di questo provvedimento. Vogliamo però anche tranquillizzare i cittadini dicendo loro che la Regione ha predisposto lo stato di emergenza e che tutto a breve tornerà alla normalità».

DEL TURCO:«SU QUESTA STORIA LINEA DURA»

«L'idea che l'acqua possa essere usata come strumento di pressione è una cosa inaccettabile».
È il commento del presidente della Regione, Ottaviano Del Turco, alla decisione del sindaco di Bussi sul Tirino di chiudere il pozzo di San Michele.
«Mai in Abruzzo un terreno è stato pagato con queste cifre», ha aggiunto il presidente riferendosi alla determina del 2003 dell'assessorato all'Agricoltura che fissa un canone annuo di 378 euro al metro quadrato un terreno demaniale. «Su questa vicenda andremo in fondo - ha anticipato Del Turco - Di certo ci troviamo di fronte ad una determina a dir poco sconcertante, senza dire che l'uso che se ne fa è ancora peggio. Per questo abbiamo deciso di intervenire subito e con decisione».
L'assessore al Ciclo idrico ha poi confermato che in Abruzzo «non esiste una vera e propria emergenza».
«Abbiamo a disposizione ulteriori 1300 litri al secondo che si vanno ad aggiungere agli 8000 che allo stato eroghiamo in tutta la regione. Non solo, quotidianamente, secondo quanto ci ha imposto il governo nazionale, monitoriamo lo stato delle risorse idriche e vi posso dire che non esistono allarmismi».

16/05/2007 13.55

COSTANTINI:«LA SICCITA' NON C'ENTRA, IL PARTITO DELL'ACQUA SI'»

«Mezzo milione di abruzzesi in piena emergenza idrica non per la siccità, ma per l'irresponsabilità della politica».
E' questo il «triste epilogo di una vicenda tutta abruzzese» secondo il deputato Idv Carlo Costantini che aveva già palesato nel 2002.
«Era l'inizio della irresistibile ascesa di un nuovo trasversale partito, poi battezzato " IL PARTITO DELL'ACQUA"», spiega oggi Costantini, «capace di raccogliere migliaia di preferenze senza dire agli elettori neppure una parola, senza aprire mai bocca, semplicemente adottando un sistema che finanziava centinaia di assunzioni senza concorso, di incarichi senza evidenza pubblica e di appalti senza vere gara, attraverso il progressivo e costante aumento delle bollette dell'acqua. Io e pochi altri amici in Abruzzo (cito Nazario Pagano, Enzo Del Vecchio, Cesare D'Alessandro e Maurizio Acerbo) abbiamo fatto di tutto per impedire che questo "tumore" prendesse corpo nella società abruzzese, nella economia e nella politica. Abbiamo denunciato pubblicamente questi episodi», continua Costantini, «abbiamo presentato interpellanze, interrogazioni, mozioni nei consigli comunali, provinciali e regionali, siamo riusciti (Terza regione in Italia) a far approvare una legge per restituire poteri ai consumatori, approvata da tre anni e poi totalmente "narcotizzata" anche dall'attuale governo di centrosinistra, evidentemente non indifferente alle tentazioni del Partito dell'Acqua. E mentre isolati eravamo protagonisti di queste iniziative, i soci fondatori del partito dell'acqua in Abruzzo crescevano e con loro crescevano i loro incarichi, il loro peso politico, la loro potenza economica durante le campagne elettorali, e purtroppo anche le bollette dell'acqua ed i debiti delle società di gestione.
Oggi loro guidano, in posizione di vertice, processi di trasformazione del quadro politico nell'intera regione ed i cittadini, invece, sono rimasti a secco, di acqua, come di fiducia nelle istituzioni e nel futuro».
E la spiegazione a tutto questo sarebbe il «completo fallimento del sistema dei controlli».
«Revisori contabili controllori nominati dai controllati e divenuti poi essi stessi controllati, passando indifferentemente dai collegi di revisione contabile ai consigli di amministrazione. Numerosi consiglieri comunali e provinciali ed assessori, ai quali l'ordinamento attribuisce la funzione di controllo, tutti ammucchiati nei consigli di amministrazione e per chi era rimasto fuori, subito pronta una consulenza o un contratto di assunzione».

16/05/2007 14.53


LA DIFFIDA DEI CONSUMATORI

La Consulta abruzzese delle associazioni dei consumatori (Arco, Adiconsum, Guardia Civica, Codacons) e l'Anaci (Associazione Amministratori di Condominio) diffidano Aca e Comune di Bussi a perseguire comportamenti che possano creare «grave turbativa sociale».
Nel dirsi inoltre preoccupate per il grave stato di crisi idrica nel quale potrebbe versare la regione nei prossimi giorni, associazioni dei consumatori e Anaci affermano di «non voler subire qualsiasi forma di ricatto sui pozzi per risolvere contenziosi di qualunque tipo ed a questo proposito chiedono garanzie all'Aca, ai Prefetti di Pescara e Chieti»
16/05/2007 15.30

E LE PERDITE PERENNI SONO SEMPRE LI'


Puntuale come la... siccità un nostro lettore affezionato, munito di fotocamera, anche oggi ci documenta due storiche perdite della città di Pescara.
Per quella di via dei Peligni il monitoraggio è stato quasi costante e con certezza risale almeno a due anni fa, perdita mai riparata.
( LO SPRECO DELL'ACQUA A PESCARA QUI)






 Queste altre foto documentano invece due perdite in via dei Marsi sempre a Pescara che sono lì da moltissimo tempo.
Occorre precisare solo una cosa: quando un tubo si incrina e genera perdite l'acqua si sparge tutta intorno e poiché spesso le condutture sono posizionate a diversi metri di profondità si capisce facilmente come quella che si vede in superficie sia solo una minima parte.