Arcivescovo Forte contro la vendita Genova-Rulli

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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VASTO. I diretti interessati avrebbero appreso la notizia tramite i giornali e Legambiente insinua la continua volontà di cementificare il comune vastese. Dopo la vendita per sei milioni di euro dei terreni di proprietà della Fondazione Casa Accoglienza Fratelli Alfonso e Luigi Genova-Rulli (ex Ipab Genova-Rulli) in località San Tommaso, l’Arcivescovo di Chieti-Vasto Bruno Forte sottolinea «la totale estraneità della Curia all’operazione».
«Siamo venuti a conoscenza della vendita», spiega il vicario generale monsignor Camillo Cibotti, «dai mezzi di informazione: nulla era stato ad essi comunicato, né alcun parere era stato loro richiesto. Il Consiglio di Amministrazione della Fondazione», continua, «era nel diritto di procedere autonomamente in scelte quali quella operata. Tuttavia, rimane il rammarico di constatare che i membri di nomina arcivescovile del suddetto Consiglio non abbiano sentito il dovere di informare l'Arcivescovo e i collaboratori di Curia e di ascoltarne almeno il parere».
La vicenda, che interessa una superficie di circa 26.300 mq pagata, sembrerebbe, 6 milioni di euro, fa seguito alla maxi lottizzazione della Ditta Molino, di recente approvata dal Consiglio Comunale di Vasto e localizzata nelle immediate vicinanze.
«Per Legambiente – sottolinea Angelo Di Matteo, segretario regionale dell'Associazione – l'interesse speculativo lungo il litorale vastese ha raggiunto livelli preoccupanti e risulta essere totalmente fuori controllo. Da un lato si continua parlare di tutela della costa e dall'altro aumentano i casi di cementificazione che vedono le istituzioni inermi e non svolgere appieno il loro ruolo a difesa dell'interesse collettivo. Ci auguriamo – continua Angelo Di Matteo – che la chiara e netta presa di posizione della Curia possa essere da stimolo per il Comune a rivedere l'attuale pianificazione urbanistica che mostra quotidianamente tutti i suoi limiti».
Per Luzio Nelli, membro della segreteria regionale dell'Associazione «il comune di Vasto, rappresentato in sede di Consiglio di Amministrazione della Fondazione da due consiglieri, deve manifestare la stessa convinzione della Curia Arcivescovile in modo da chiarire la propria posizione circa gli interessi, seppur legittimi, di una fondazione di natura privata. Il comune pertanto, - continua Luzio Nelli - si adoperi al più presto in modo da lanciare messaggi inequivocabili e diretti alla salvaguardia del territorio».

16/04/2007 9.20