La guerra dello "Scerippo"

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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La guerra dello "Scerippo"
PESCARA. Spesso per ogni evento c'è un'altra versione dei fatti, magari meno pubblicizzata ma non per questo meno vera. Potrebbe succedere anche nel caso dei malumori che stanno agitando una città intera contro i vigili urbani. E' la storia che vede al centro il comandante dei vigili di Pescara, Ernesto Grippo, che nel giro di pochi mesi si è fatta una certa reputazione ed un nome. I vigili urbani -mai come in queste settimane- sono sotto il fuoco incrociato di cittadini -e non solo- che protestano per migliaia di contravvenzioni elevate; i maligni dicono per fare cassa e rimpinguare quelle malandate del Comune.
[url=http://www.primadanoi.it/search.php?query=ernesto+grippo&mid=6&action=showall&andor=exact]TUTTO SULLE POLEMICHE CHE RIGUARDANO LA POLIZIA MUNICIPALE DI PESCARA[/url]


In molti si sono cimentati in una gara "spontanea" per cantargliele allo "Scerippo", il vendicatore senza macchia ma con l'auto in sosta vietata, lui che vuole reprimere e poi ancora reprimere per il bene del codice della strada (che pure è legge dello Stato fino a prova contraria).
E' talmente popolare il Grippo parlante che un'associazione culturale, la Radice, da giorni sta facendo salti mortali per raccogliere firme e spedirlo nuovamente a casa o «magari a Roma dove la sosta in terza fila è la normalità».
Insomma una raccolta firme in grande stile per protestare contro il comandante dei vigili urbani. Ma perchè?
Non sono mancate reazioni di cittadini che ci hanno scritto e si sono detti indignati per quanto sta accadendo in città contro un "uomo che sta applicando solo la legge".
Cercare di capirci qualcosa di più non incontrando difficoltà, reticenze e la solita omertà nella quale inciampiamo sempre più spesso è quasi impossibile.
Ma vuoi vedere che vogliono fare fuori Grippo semplicemente perché vuole applicare la legge e farla rispettare?
Certo questo è un quesito che non può essere liquidato in due parole.
A voler ben vedere, nei pochi mesi in cui è stato nominato comandante dei vigili urbani, molte vicende strane lo hanno visto protagonista.
Di sicuro si ricorderà il forte scontro con il vicesindaco Teodoro (assessore Polizia Urbana ed amministrativa), addirittura con carte bollate poi finite in tribunale (vicenda poi smentita dal sindaco).
Perché tanto astio addirittura da arrivare ad una denuncia?
C'è poi stata la grossa polemica sulla cifra inserita nel bilancio preventivo del Comune che nel 2007 dovrà guadagnare oltre 4 milioni dalle multe e dalle contravvenzioni che saranno elevate dai vigili urbani.
Al momento sono già molte migliaia le multe elevate dall'inizio dell'anno che hanno fatto imbufalire non pochi autisti e interpreti grossolani del codice della strada.
Il malumore, dunque, è montato e facilmente è stato cavalcato.
Ma c'è dell'altro.

NUVOLONI NERI E NUOVA INCHIESTA

Nuvoloni intensi e neri stazionano ormai minacciosi proprio sulla sede dei vigili urbani dove da oltre un mese una pattuglia della Guardia di Finanza risiede negli uffici per scandagliare, matrice dopo matrice, oltre 3000 multe che sono finite sotto inchiesta.
In tanti sono già pronti a scommettere che nel tritacarne finiranno parecchi vigili urbani che secondo l'ipotesi da avvalorare nelle indagini avrebbero commesso la "leggerezza" di annullare moltissime multe.
Perchè?
Perché chi prende una multa è sempre amico di qualcun altro e di solito può vantare un certo potere persuasivo nei confronti di questo o di quell'amministratore pronto ad intercedere.
Un reato, quello di falso, tutto da provare, un calderone nuovo di illegittimità basata sulla vecchia regola del clientelismo e dei favori facili agli amici degli amici.
Una bomba pronta ad esplodere che potrebbe segnare la fine della carriera di diverse decine di agenti di polizia municipale.
E sono in tanti ad avere paura e a rischiare grosso.
E se c'è chi si sente come un topo in gabbia di certo non può ben vedere colui che ha dato inizio a tutto questo putiferio.
Che sia in un esposto firmato dallo stesso comandante dei vigili urbani la causa di tutto l'odio che da più parti ha come unico bersaglio lo Scerippo?

TANTA ATTENZIONE, TANTA DISTRAZIONE

Quel che è certo è che la stessa attenzione nell'elevare multe agli automobilisti non si riscontra, invece, per gli altri articoli del codice che riguardano per esempio i venditori ambulanti o la presenza inquietante di marchi contraffatti, persino nei negozi blasonati.
Sono in molti, per esempio, a chiedersi come mai nell'area di risulta continuino a proliferare bancarelle sulle quali compaiono quasi esclusivamente marchi contraffatti.
Qualcuno crede di sapere il motivo: «una chiara volontà politica di tolleranza nei confronti dei venditori ambulanti».
E a conferma di ciò non sono pochi quelli che si meravigliano, venendo da altre zone della penisola, di come ormai i venditori di merce contraffatta lavorino sempre più alla luce del sole, sempre più tranquilli (nel resto d'Italia tale merce viene comunque venduta ma sottobanco e tra mille precauzioni che invece non si riscontrano a Pescara).
Una chiara volontà politica, si diceva, magari la stessa che ormai permette di tollerare centinaia di abusi e di violazioni del codice della strada e delle norme in materia urbanistica.
Che dire della occupazione di suolo pubblico, materia di esclusiva competenza proprio dei vigili urbani?
E' forse un caso che la maggior parte di bar e locali che occupano il suolo pubblico violino norme chiare e precise?
E che sempre più spesso, camminando sui marciapiedi, ci troviamo sbarrati la strada da gazebo per la legge mobili ma in realtà eterni?
Per quale ragione non si sono mai ravvisate irregolarità con atteggiamenti così precisi anche per le centinaia di abusi edilizi che riguardano l'intera riviera, dalla costruzione degli stabilimenti alle recinzioni?
Insomma, domande senza risposta che creano non poche incongruenze nell'operato dei vigili e che avvalorano quella tesi alternativa che in qualche modo riabiliterebbe lo Scerippo.

14/05/2007 10.01

«REDARGUITO PERCHE' HA SCELTO LA STRADA PIU' LUNGA»

Fermato dai vigili urbani per un normale controllo e redarguito «bruscamente» per aver imboccato la strada più lunga per arrivare a destinazione.
«E' successo domenica scorsa», racconta Nicola Cirelli, commissario provinciale Aniep (associazione nazionale per la promozione e la difesa dei diritti civili e sociali degli handicappati) in una lettera inviata anche al prefetto di Pescara, «quando mi è stato intimato l'alt all'imbocco di via Regina Margherita lato nord (ZTL) che ha, giustamente, controllato la rispondenza dell'intestazione del contrassegno per la circolazione e sosta riservata ai portatori di handicap con il mio documento d'identità».
L'aspetto «sconcertante» è che, verificata la regolarità dei documenti, al guidatore è stato chiesto quale fosse il luogo in cui ero diretto.
«Già questo basterebbe per denotare un eccesso indagatorio che i Vigili urbani non dovrebbero imporre ai cittadini, ma al di là di questo inaccettabile sopruso, sono stato redarguito poiché, per recarmi nella direzione dichiarata, secondo l'agente, non c'era bisogno di percorrere via Regina Margherita».
Cirelli ha manifestato il suo sconcerto al prefetto e annuncia possibili mobilitazioni se il comportamento dovesse ripetersi.

15/05/2007 9.03