Bussi: «danni e responsabilità uguali a Porto Marghera»

Alessandro Biancardi

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

2314

Bussi: «danni e responsabilità uguali a Porto Marghera»
PESCARA. «Il comportamento volutamente criminale è identico, come anche il tentativo di occultare la verità o la responsabilità di chi doveva controllare e non lo ha fatto». Felice Casson, oggi senatore dell’Ulivo, ieri magistrato nel processo del petrolchimico di Porto Marghera è intervenuto al laboratorio per ambiente, salute e governo partecipato “Bussi ci riguarda” organizzato dalle associazioni ambientaliste.  TUTTO SULLA DISCARICA DI BUSSI - PIENI POTERI OLTRE LE LEGGI AL COMMISARIO DI BACINO
Casson ha evidenziato così le similitudini che si possono riscontrare tra la scoperta della discarica di Bussi e lo scandalo del petrolchimico di Porto Marghera, di cui lui ha seguito oltre 10 anni di processo nel ruolo di pm. In quel caso ci sono stati 157 lavoratori morti per tumore a causa della nocività del lavoro e delle materie chimiche trattate e 103 lavoratori ammalati delle stesse patologie.
Furono chiesti a Montedison ed Enichem un risarcimento di 71 mila miliardi di lire e a pochi giorni dalla sentenza il Ministero dell'Ambiente e la Montedison si sono accordati su un rimborso di 525 miliardi per la bonifica di nove aree del petrolchimico.

Non è da sottovalutare, secondo Casson, il ruolo della magistratura «che può essere un primo passo per la soluzione del problema: può estirparlo ma non risolverlo. Se la magistratura vuole», ha ribadito Casson, «ha i mezzi e l'autonomia per controllare tutto. La cosa difficile è trovare le responsabilità precise».
Un ruolo fondamentale lo devono avere anche gli organi di controllo «che devono dimostrarsi pienamente autonomi. Più volte ci siamo scontrati con scienziati venduti perché le industrie sono capaci di comprare le menti. A Porto Marghera, ad esempio», ha ricordato il magistrato, «i consulenti venivano pagati venti volte più dei consulenti inviati dal ministero».
Da tutto questo, secondo il senatore «non può prescindere il ruolo delle amministrazioni che devono essere sensibili, fare fronte comune con i cittadini che sono le vere vittime, e combattere per individuare le responsabilità».

LE PRECAUZIONE: «NON VOGLIAMO ACQUA CONTAMINATA

«E' necessaria una precauzione: non dateci l'acqua che può essere esposta a contaminazione dai pozzi né dai potabilizzatori». L'ambientalista Giovanni Damiani è intervenuto invece sulle cose su cui puntare per tentare di limitare i danni che già così sembrano di dimensioni enormi. «I frutti di quello che abbiamo fatto al territorio li sentiremo per i prossimi 40 anni», ha dichiarato. «Adesso è necessario», ha sottolineato ancora l'ex esponente dei Verdi, «che gli enti acquedottistici mettano on line i risultati dei rilevamenti effettuati, per farci controllare di persona e anche per evitare le psicosi».
Inoltre «bisogna capire e conoscere bene il problema della discarica di Bussi prima di intervenire», ha ricordato, «studiare i rimedi per una zona a rischio sismico e alluvionale, conoscere e richiamare le migliori competenze e soprattutto affrontare il problema del danno ambientale e risarcire gli abitanti. Sono molto preoccupato», ha chiuso Damiani, «per un atteggiamento troppo semplicistico. Solo un gioco di squadra può farci riemergere dal problema».
Preoccupazione, ansia e rabbia anche quelle di Edvige Ricci di Mila Donna Ambiente che ha sollecitato «qualcuno nel capoluogo regionale» ad intervenire perchè «la situazione di Bussi ci riguarda tutti».

«I CITTADINI DI BUSSI LE VERE VITTIME»

«I nostri cittadini», ha dichiarato il sindaco di Bussi Marcello Chella, «sono le prime vittime. Noi paghiamo lo scotto», ha ricordato, «di cento anni di chimica. Siamo fieri perché grazie allo stabilimento ci siamo fatti anche un nome, ma le stesse industrie hanno portato molti problemi e morti».
Il lavoro che la chimica riusciva a garantire con il passare degli anni è diminuito «e oggi ci ritroviamo anche con la beffa per tutta la popolazione». Il sindaco ha poi ribadito che la scoperta della discarica di Bussi ha portato al Comune un enorme danno di immagine. «Noi non siamo omertosi, come ha scritto qualche giornale che si chiedeva come mai non ci fossimo mai accorti di nulla e oggi abbiamo la volontà di rilanciare con uno sviluppo sostenibile».
Di una cosa è certo il sindaco «chi inquina paga e bisognerà risalire ai veri responsabili di tutto questo».

SITO COPERTO CON UN TELONE IMPERMEABILE

Nella riunione dei giorni scorsi tra Regione Abruzzo e Protezione Civile gli amministratori hanno chiesto a Bertolaso di avviare la procedura per la dichiarazione di sito di interesse nazionale.
Intanto il primo rimedio tampone stabilito è quello di coprire il sito di circa un ettaro con un telone impermeabile di circa 10.000 metri quadrati, anche se da «prime indagini» non sarebbero emersi pericoli di inquinamento diretto delle falde acquifere.
Si tratta di una "geomembrana impermeabile Hdpe” che eviterà il percolamento di falda.

SOLVAY, CHIUSURA RINVIATA PER LA LINEA CLOROMETANI

E ieri si è svolto alla Provincia di Pescara anche un vertice con l'azienda Solvay, sindacati e Comune di Bussi.
«La chiusura del reparto dei clorometani è spostata al 30 maggio prossimo. L'azienda conferma il valore strategico dell'accordo di programma siglato il 3 agosto 2006 presso il ministero dell'Ambiente e della Tutela del territorio (finalizzato ad attuare nuovi investimenti per la produzione di cloro-soda da “mercurio” a “membrana”, ndr) e si ritiene impegnata a conseguire in tempi brevi i necessari pareri da parte dell'Unione europea. Al fine di favorire l'avvio di nuove iniziative industriali in linea con il progetto del Parco industriale Bussi 2010, la Solvay si impegna a rendere disponibili in tempi ragionevolmente brevi le aree non coinvolte in attività industriali». Sono i tre punti chiave contenuti nel testo del verbale redatto al termine del tavolo di concertazione convocato dal presidente della Provincia di Pescara, Giuseppe De Dominicis (con lui l'assessore provinciale al Lavoro, Antonio Castricone),
La Solvay ha dichiarato «la propria volontà di avviare la procedura per la formalizzazione degli ammortizzatori sociali entro il 30 maggio prossimo».
Da parte loro, le organizzazioni sindacali (presenti il segretario regionale della Filcem-Cgil, Nicola Primavera, e quelli provinciali di Femla-Cisl, Aurelio Franceschelli, e Uilcem-Uil, Giovanni Cordeschi) hanno dichiarato, unilateralmente, «che in merito alle imprese appaltatrici la questione, tramite le segreterie provinciali, venga tenuta in debita considerazione e trattata nelle sedi opportune, onde evitare un pregiudizio all'indotto».
Al termine dell'incontro da lui convocato il presidente della Provincia di Pescara, Giuseppe De Dominicis ha detto: «L'azienda ha raccolto positivamente la sollecitazione venuta dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori, ed è stato ribadito un percorso condiviso attraverso cui arrivare ad un rilancio del polo industriale di Bussi sul Tirino».

11/05/2007 9.30