Le mani sulla filovia:«diatribe nel centrosinistra:salta la firma del contratto»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Le mani sulla filovia:«diatribe nel centrosinistra:salta la firma del contratto»
PESCARA. E’ mancato il numero legale nel momento topico. Il consiglio della Gtm senza i necessari numeri non ha potuto demandare al presidente la delega della firma del contratto di appalto del primo lotto di uno dei lavori più controversi degli ultimi anni. Sulla filovia sì- filovia no si è detto e parlato spesso a vanvera; chi doveva difendere il progetto a tutti i costi si è spinto ad estremi spesso paradossali; lo stesso hanno fatto in alcuni casi coloro che non vogliono “il mostro” sulla strada parco. La verità è che un appalto in più fa sempre comodo. LA NOSTRA INCHIESTA SULLA FILOVIA - LA SCHEDA TECNICA DEL PROGETTO
Ma la mancanza di numero legale significa una sola cosa: non c'è consenso unanime nemmeno nel fronte della politica che vuole la filovia. L'assenza di consiglieri è un chiaro messaggio probabilmente alle parti coinvolte: Gtm e ditta esecutrice, la 'Balfour Beatty Rail'.
E se il progetto era nato sotto il convinto impulso di Nino Sospiti (An), oggi a gestire l'appalto è il centrosinistra, producendosi in questi mesi in non poche dichiarazioni contraddittorie.
Così oggi si registra un nuovo stop imprevisto quando dopo gli annunci degli ultimi giorni tutto sembrava cosa fatta, invece…
«Si tratta di un rinvio provocato da alcune questioni di natura amministrativa e procedurale che saranno discusse nei prossimi giorni dal consiglio di amministrazione della Gtm. Le parti saranno riconvocate successivamente», ha detto il presidente della Gtm, Donato Renzetti, parlando di «atto dovuto».
Critico il senatore Andrea Pastore di Forza Italia: «in una città in cui si fanno solo proclami e nessuna vera opera strutturale e duratura», ha detto, «la mancata firma in calce al contratto per l'avvio ufficiale del primo lotto della Filovia innovativa che servirà Pescara e Montesilvano, rappresenta un evento sconvolgente e vergognoso».
La mancata firma, secondo Pastore, sarebbe dovuta solo a «disgustose diatribe politiche interne al centrosinistra non tenendo a mente invece che la guida di un'azienda dovrebbe prescindere da ciò, essendo peraltro chiaro (in base allo Statuto aziendale) che il legale rappresentante, ossia colui che è abilitato ad assumere decisioni formali, è il Presidente al quale non occorrerebbe l'avallo del Cda».
«A fronte di tutto ciò, invece, credo sia innegabile il riconoscimento del merito verso chi, negli ultimi anni, ha combattuto contro opportunismi, demagogie e ostacoli politici per giungere al risultato tanto auspicato dalla città».
«Il comportamento odierno dei vertici GTM, lo ripeto, è stato invece vergognoso - conclude il Senatore Andrea Pastore – mi auguro che Donato Renzetti e l'intero CdA si dimettano immediatamente, seguiti dall'assessore Regionale ai Trasporti Ginoble, che dal canto suo funge silenziosamente da paravento alle vergognose ingerenze politiche in una (ex) prestigiosa azienda regionale».

09/05/2007 16.05

CONFCOMMERCIO:«MONOROTAIA AVANTI TUTTA»

Prendendo spunto dall'insperato “spiraglio“ apertosi”, la Confcommercio, in una nota inviata al Sindaco D'Alfonso e a tutte le Autorità interessate, ha così colto l'occasione per riproporre in tutta la sua valenza il proprio progetto di monorotaia sopraelevata, che come si ricorderà è l'alternativa alla filovia predisposta dalla stessa Confcommercio in collaborazione con lo Studio di Architettura Colleluori di Pescara, e riportato in allegato negli specifici dettagli.

AN:«I FURBETTI DEL FILOBUS»

«I furbetti del filobus. La definizione si addice a quella parte politica che oggi, a Pescara, è afflitta da personalità multipla: prima favorevoli all'opera e poi contrari alla vigilia delle elezioni amministrative. Quello che sta accadendo», si legge in una nota del coordinamento provinciale di An, «è una vera e propria pantomima sulla quale faremo chiarezza. L'eurofiguraccia, come è stata definita da alcuni organi di stampa, è stata perpetrata sulla pelle dei cittadini per un paio di voti in più da raccattare a Montesilvano. Rifondazione comunista a tutela del suo candidato sindaco, Cristian Odoardi, ha di fatto bloccato la firma del contratto per il via libera della realizzazione della filovia, in buona compagnia di altri partiti del centrosinistra in grave crisi elettorale. Lo stop all'ultimo momento, che ha lasciato esterrefatte le aziende europee coinvolte, è l'ennesimo capitombolo di Regione, Provincia, Comune di Pescara, e Gtm in una giornata in cui è davvero sorprendente non registrare le dimissioni di nessuno, mentre migliaia e migliaia di cittadini sono soffocati dalla smog».

AMICONE:«SPACCATURE SU INTERESSI TROPPO FORTI:VILLAGGIO E FILOVIA»

«Il Villaggio Olimpico di Chieti e la Filovia Pescara – Montesilavano sono le due perle politiche della sinistra abruzzese», sostiene Mario Amicone, capogruppo Udc.
«A Chieti», continua Amicone, «opera ed amministra una maggioranza di centrosinistra che approfittando della grande occasione dei Giochi del Mediterraneo ha cercato con un primo parziale fallimento (la prima pietra della vergogna già non si vede più) di costruire con mille irregolarità ed abusi una struttura che favorisce solo una grande speculazione urbanistica a favore di un fantomatico Consorzio di costruttori e sta passando in secondo piano sia il riassetto urbanistico dell'intera città che l'avvicinarsi impietoso dei Giochi stessi».
«A Pescara, invece», aggiunge ancora Amicone, «si blocca l'iter procedurale della gara d'appalto per la controversa filovia che non voleva l'ex sindaco di Montesilvano con una pretestuosa mancanza del numero legale del C.d.A. della Gtm che mortifica ed umilia lo stesso presidente. Due episodi, aggiunge Amicone, sui quali comunque risulta stia lavorando la magistratura, che evidenziano la debolezza e l'incapacità del Sindaco di Chieti e del Presidente della Gtm a smarcarsi di alcuni poteri forti e degli interessi dei partiti che li sorreggono e che quindi farebbero bene a rimettere i loro mandati nell'interesse generale per il bene delle collettività che rappresentano. Tutto questo, conclude Amicone, mentre il Presidente Del Turco continua a dichiarare d'essere contrario alla politica “dei favori” e tace sulla vergognosa odissea di due importanti strutture che hanno già impegnato in modo non irrilevante il bilancio ed il Consiglio Regionale».
10/05/2007 15.29