Honda, due ore di sciopero per il sindacalista licenziato

Alessandro Biancardi

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

2714

Honda, due ore di sciopero per il sindacalista licenziato
ATESSA. Assemblea e sciopero di due ore per ogni turno, oggi, alla Honda Italia di Atessa dove i lavoratori hanno incrociato le braccia, bloccando la produzione, per manifestare la propria solidarietà al collega Massimiliano Travaglini, primo eletto nella Fim-Cisl alle ultime elezioni della Rsu e licenziato senza preavviso nei giorni scorsi dall’azienda.
La motivazione fornita sarebbe quella di aver distribuito ai lavoratori, fuori dai cancelli dello stabilimento, un volantino sindacale in cui prendeva posizione sui problemi e la condizione dei lavoratori in fabbrica.
La Honda, che ha ritenuto il contenuto del volantino offensivo e diffamatorio, ha buttato immediatamente fuori il sindacalista.
«Non si può licenziare un lavoratore per queste ragioni e in questo modo – attacca Domenico Bologna, segreterio provinciale generale Fim-Cisl -. Egli ha soltanto detto la propria su problemi realmente esistenti all'interno della Honda riguardo ai ritmi e ai carichi di lavoro, a sicurezza ed ambiente. E poi, in questo Paese, esiste ancora la libertà d'espressione. Affronteremo la questione in un incontro con Confindustria, anche se va ricordato che il direttore della Honda, Silvio Di Lorenzo, è anche presidente di Confindustria Chieti».
«E' un licenziamento – incalza Marco Di Rocco, segretario provinciale generale Fiom-Cgil – che non trova precedenti nella storia democratico-sindacale delle fabbriche. Soltanto negli anni '70 l'operaio comunista Guido Rossa fu ucciso dalle Br perché denunciava fatti simbolo della legalità. Travaglini ha denunciato a suo modo ciò che nella Honda non va. E' un gravissimo che sia stato punito col licenziamento. Il lavoratore va immediatamente reintegrato».
«Esprimiamo solidarietà al lavoratore – afferma Nicola Manzi, segretario generale provinciale Uilm – per il quale aspettiamo giustizia da parte della magistratura dato che non sussistono i presupposti per il licenziamento. Dal punto di vista politico chiediamo immediatamente un incontro a Confindustria per valutare e analizzare questo caso e altri “fenomeni” del genere che si stanno verificando in Val di Sangro, dove, ricordiamo, anche alla Isringhausen un lavoratore di 52 anni, padre e nonno, è stato messo alla porta solo perché ha avuto un diverbio con un capo e un collega. L'obiettivo è l'unità dei lavoratori, per risolvere questo caso specifico e dare un segnale forte alle aziende sulla gestione e sui comportamenti relativi ai provvedimenti disciplinari».
Sostegno a Travaglini arriva anche dalla Cisal e dal suo segretario generale provinciale Remo Casalanguida e dalla Ugl, tramite il segretario generale provinciale, Leonardo De Gregorio, e Mario Nicolai, della Rsu.
«Quando si mettono in discussione i principi di libertà e di espressione – dichiara Nicolai – sono sempre momenti che preoccupano. Esprimiamo, pertanto, solidarietà nei confronti del lavoratore/delegato Rsu per il grave e penalizzante provvedimento che lo ha raggiunto in barba alle leggi vigenti e alle garanzie contenute nel Contratto nazionale. Ci auguriamo al più presto che si possa giungere ad un chiarimento».

09/05/2007 12.09