Area Risulta-Ztl:«scelte illegittime non decise dal consiglio comunale»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. Nuove prese di posizione sulla questione Area di Risulta. E' sempre il consigliere Carlo Costantini dell'Italia dei Valori (ormai ribattezzato dalla maggioranza -di cui fa parte- "l'avvocato del diavolo") a chiedere spiegazione e lanciare allarmi. Nei giorni scorsi l'onorevole ha chiesto al presidente del consiglio comunale Gianni Melilla di avere a disposizione i documenti da cui si evincerebbe che è stato il consiglio comunale ad approvare la concessione privata della Ztl, così come sostiene il Comune.
Documenti che secondo l'esponente del partito di Di Pietro non esisterebbero, ma di cui il dirigente comunale gli avrebbe assicurato l'esistenza.
Visto che «né io né i miei collaboratori li abbiamo trovati», Costantini ha chiesto a Melilla di lanciarsi nel mare magnum di scartoffie e vedere cosa riesce a tirare fuori.
Il presidente del consiglio è riemerso da faldoni e delibere e ha risposto con una sfilza di numeri, date e provvedimenti. Melilla ha fornito i dettagli su dove andare a ritrovare l'ok del consiglio e ha spiegato che con «la delibera del 2006 il consiglio ha approvato il programnma triennale dei lavori pubblici e la riqualificazione dell'area». L'affidamento in concessione, invece, «è previsto al punto 94 dell'elenco treinnale e con il codice interno dell'amministrazione n° 326 dell'elenco annuale 2007, scheda 3».
Tuttavia Costantini non è parso soddisfatto: «in nessun atto da lei citato viene espressa la volontà del consiglio di gestire parcheggi, varchi, accessi, permessi, abbonamenti (tutti i servizi della Ztl) attraverso la concessione».
E per questo, secondo l'esponente dell'Idv «il sindaco e il dirigente regionale hanno erroneamente inteso di poter dare attuazione ad una scelta fondamentale ma mai operata dal consiglio»
Così, secondo Costantini resta una sola cosa da fare (illustrata anche a Melilla): forse è il caso di inoltrare «con urgenza al sindaco e al direttore generale una formale richiesta di revoca di tutti gli atti amministrativi adottati ed incompatibili con la oggettiva inesistenza di un pronunciamento del consiglio»
«In tutte le sedute», ha garantito ancora Costantini, «si è discusso solo dei parcheggi e mai dei varchi. Una scelta così importante come quella di affidare in concessione ad un privato l'esercizio di una funzione pubblica credo dovesse essere rigorosamente riconducibile ad un chiaro pronunciamento del consiglio comunale specifico sul punto in oggetto e non conseguenza indiretta di altra decisione»

08/05/2007 9.27