L'ordine degli avvocati apre una inchiesta su Taormina

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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TORINO. L'ex difensore di Annamaria Franzoni nel processo per il delitto di Cogne e attuale difensore di Giancarlo Masciarelli per le tre truffe ipotizzate in Abruzzo dall'ex manager Fira (cartolarizzazione debiti della sanità, fondi Docup e fallimento Delverde) al centro di un procedimento disciplinare.

TORINO. L'ex difensore di Annamaria Franzoni nel processo per il delitto di Cogne e attuale difensore di Giancarlo Masciarelli per le tre truffe ipotizzate in Abruzzo dall'ex manager Fira (cartolarizzazione debiti della sanità, fondi Docup e fallimento Delverde) al centro di un procedimento disciplinare.


Se ne starebbe occupando l'ordine degli avvocati di Torino dopo alcune esternazioni che il legale aveva rilasciato in una intervista di giornale sul caso dell'omicidio del piccolo Samuele Lorenzi.
Si tratta del primo passo per valutare l'avvio di un procedimento di tipo disciplinare, anche se ancora non è stato formalizzato un capo di incolpazione.
Al centro dell'indagine le critiche che Taormina ha mosso all'avvocato Paola Savio, che ha preso il suo posto nel processo di Cogne: l'avvocato più mediatico d'Italia in un'intervista aveva parlato di «difesa suicida» da parte della penalista. Più di duecento colleghi hanno già firmato un documento di solidarietà nei confronti dell'avvocato, e la Camera Penale del Piemonte Occidentale «Vittorio Chiusano», in un comunicato, aveva «auspicato la doverosa attenzione degli organi disciplinari competenti».
Taormina è iscritto all'ordine di Latina. L'ordine torinese, comunque, può essere considerato competente se per primo apre un procedimento.

E proprio oggi sulla Stampa è la Franzoni a spiegare le motivazioni del divorzio. Un giorno la famiglia Lorenzi- Franzoni comunicò a Taormina di volergli affiancare Paola Savio, «perchè con lei ha instaurato un ottimo rapporto», spiegò Anna Maria. Lui non la prese troppo bene, a quanto riferisce La Stampa: «Io sono un docente universitario, ho una carriera che parla per me. Non posso essere affiancato da un avvocato alle prime armi», fu la risposta secca.
«Così Taormina spedì ad Annamaria un fax che spiegava le stesse cose ma che aggiungeva le sue dimissioni. La Franzoni non gli rispose.
Allora, alla sera, la richiamò lui: «Signora, è stato un momento di nervosismo. Io ho fatto questa cosa per farle capire...». Ma lei disse
soltanto: «Avvocato, io ho accettato le sue dimissioni». Da allora, il rapporto è chiuso».
Improvviso e inaspettato l'arrivo in Abruzzo dell'avvocato Taormina che dallo scorso gennaio (subentrato al legale Giuliano Milia) sta seguendo le vicende giudiziarie dell'ex manager Fira. Difesa per il momento abbastanza sobria, alla ricerca di microfoni e telecamere nei momenti più caldi, a differenza dei tipici difensori abruzzesi che schivano i media e parlano poco.


07/05/2007 9.39