Sasi, stabilizzazione 18 precari: "non si può più rimandare"

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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LANCIANO. La stabilizzazione dei 18 precari della Sasi non è più rimandabile. E' quanto afferma il gruppo provinciale di Alleanza Nazionale in un ordine del giorno presentato al presidente del Consiglio Provinciale di Chieti.
«Riteniamo che non sia più differibile», spiega Antonio Tavani, consigliere provinciale di An e sindaco di Fara San Martino, «la stabilizzazione di questi 18 addetti che continuano a svolgere le medesime mansioni agli stessi orari dei quasi 100 colleghi già inquadrati dalla Sasi a tempo indeterminato».
Per questo i consiglieri hanno chiesto al presidente Coletti di convocare con urgenza il presidente della Sasi e il Cda «per verificare tutte le possibilità offerte dalle norme al fine di ottenere la richiesta stabilizzazione».
I lavoratori di Lanciano hanno inoltrato la richiesta lo scorso 5 febbraio al consiglio di amministrazione della società che gestisce il ciclo idrico integrato dell'ambito ottimale numero 6. Si aspettava una risposta positiva il 24 aprile e la successiva assunzione dei 18 precari.
La risposta positiva , però, non c'è stata. 14 dei lavoratori sono addetti alla depurazione e inseriti con bassi livelli professionali.
Altri due, invece appartengono alla cosiddetta "fascia protetta".
«La Provincia di Teramo e di Pescara, la ASL Pescara, la Provincia di Chieti, il Parco della Majella, la Regione Abruzzo, molti grandi comuni si stanno orientando alla stabilizzazione definitiva di tutti o gran parte dei propri lavoratori precari», sottolinea ancora Tavani.
Ma per questo caso, secondo il consigliere provinciale sarebbe "scarsissimo" l' interesse della politica.

04/05/2007 9.32