Libertà di stampa, Italia migliora e recupera due posizioni

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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LA RICERCA. Il rapporto annuale sullo stato dell'informazione, diffuso a New York dalla 'Freedom House' in vista della "Giornata mondiale delle Libertà di Stampa", che si celebra domani, ha evidenziato come in tutto il mondo siano numerosi i tentativi di frenare la libera circolazione delle informazioni.
A destare particolare preoccupazione è la tendenza che è stata registrata in Asia, nell'ex Unione Sovietica e in America Latina.
Migliora invece la situazione in Italia che dal 79esimo posto risale al 61esimo nella classifica mondiale, ma è al penultimo davanti alla Turchia nella classifica dell'Europa a 'Venticinque'
(prima cio' dell'ingresso di Bulgaria e Romania) che vede in testa alla pari Finlandia e Islanda.
Su 195 paesi esaminati, in 74 la stampa è classificata come "libera", in 63 è "non libera" e nei restanti è "parzialmente libera".
Fanalino di coda con 97 punti è la Corea del Nord. Gli Stati Uniti sono al sedicesimo posto al mondo.
Colpi di stato, ribellioni, stati di emergenza in Paesi come Thailandia, Sri Lanka, Pakistan, Filippine e Fiji hanno inevitabilmente avuto ripercussioni sulla libertà di informazione locale, valore imprescindibile della democrazia.
Nonostante il continente asiatico abbia i due governi più dittatoriali al mondo -vale quelli nordcoreano e di Myanmar- il rapporto ha rilevato recenti miglioramenti in Nepal, Cambogia e Indonesia.
In Cina, in Vietnam e in Iran giornalisti e dissidenti che fanno sentire la loro voce in internet vanno ancora in carcere.
Preoccupante anche la situazione in Venezuela, Argentina e Brasile dove si registra anche un deterioramento della situazione sul fronte della sicurezza.


02/05/2007 15.03