Lettera anonima al parroco di Tollo: «ti sgozzeremo»

Alessandro Biancardi

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

1743

TOLLO (CH). Una lettera anonima arrivata al Vescovo Carlo Ghidelli e al parroco Don Valery della parrocchia Maria Santissima Assunta. Parole denigratorie nei confronti del missionario e del suo vice don Jean-Claude incentrate sulla loro origine africana, razziste e una minaccia finale, da brivido: «se non andranno via da Tollo li sgozzeremo come l'agnello pasquale».
La comunità cittadina è sotto shock per questa lettera, «siamo indignati», commentano in piazza.
«Chi scrive certe cose dovrebbe avere il coraggio di metterci anche la faccia». «In ogni momento cruciale», raccontano altri cittadini, «spuntano fuori queste lettere anonime, non è la prima volta e sappiamo che non sarà nemmeno l'ultima».
Don Valery, 35 anni, sacerdote originario della Repubblica del Congo, sta al di fuori di questo clamore.
Evita di parlare di quello che gli è capitato perché «non voglio alimentare fuoco su questa vicenda», come dice a PrimaDaNoi.it.
Ma assicura che le minacce di morte non lo spaventano: «sono un missionario che si sacrifica per il Signore».
Le accuse che gli vengono mosse dalla lettera minatoria sarebbero di «aver tenuto un pubblico comizio sulle prossime elezioni amministrative, riservandosi l'onore di benedire il futuro sindaco», si legge nel volantino anonimo.
«Sono totalmente estraneo alle vicende della politica cittadina», spiega ancora Don Valery, «non sto né a destra, né a sinistra né al centro. I miei valori sono in cielo».
E il missionario sottolinea anche l'affetto e la solidarietà della comunità tollese in queste ore: «sento il calore della gente. Mi trovo molto bene in paese. Il 2 maggio saranno esattamente due anni che sono qui», anche se ammette che le lettere anonime non sono una novità.
Ad indagare sulla vicenda i carabinieri della Compagnia di Ortona

IL PRECEDENTE

Era il settembre del 2003 e l'allora parroco della Santissima Assunta, Don Carmine, venne preso di mira da una trentina di lettere anonime.
L'intento era chiaro: far allontanare il sacerdote dalla comunità tollese, proprio come questa volta.
Anche in quella occasione vennero confezionate ad arte, spedite da diverse zone d'Italia al vescovo e ai suoi parenti al Nord, minacce di morte sempre legate a presunte interferenze tra mondo ecclesiastico e politico.
Poco dopo don Carmine fece richiesta di dimissioni dalla parrocchia, vista la situazione pesante che era venuta a crearsi e che, come provato dagli ultimi fatti, non si è risolta.
Nel clima tormentato che si creò il sacerdote “rosso” non fu difeso strenuamente dagli amministratori del tempo, mentre fu aiutato dalla gente del paese che ancora lo ricorda con affetto.
Quel che è certo è che ieri come oggi «il clima è da guerra civile», ha commentato più d'uno in paese.

Alessandra Lotti 27/04/2007 14.34