Gioco d'azzardo on line, 7 arresti, 18 indagati

Alessandro Biancardi

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

5458

PESCARA. Le scommesse partivano dall'Abruzzo e confluivano sul sito internet inglese www.eurobet.com, bandito dai Monopoli di Stato. Si puntava su partite di calcio, tennis, pallavolo, qualsiasi incontro sportivo, non solo italiano e le scommesse venivano raccolte attraverso dei circoli distribuiti sul territorio abruzzese. Il principale era l'internet point "Internet e dintorni', di via Vestina, 503 bis a Montesilvano.
Era questo, secondo le ricostruzioni degli inquirenti «il punto di riferimento» degli altri circoli (tutti di attività commerciali) «ai quali», ha spiegato il comandante della squadra mobile Nicola Zupo, «era stato assegnato il software necessario per la raccolta delle scommesse, con tanto di password grazie al quale si accedeva ad un proprio nick e si poteva cominciare a scommettere».
Le banconote non si vedevano, ma si spostavano virtualmente, grazie a dei conti correnti bancari on line (chiamati "plafond"). Alla tabaccheria Camaioni di via Benedetto Croce a Pescara spettava il compito di ricaricare i plafond e di trasferire i fondi a Eurobet.

QUANTO FRUTTAVA L'OPERAZIONE?

Il giro di affari alimentato da "Internet e dintorni" era di circa 40-50mila euro al mese. A questa somma si deve aggiungere anche quella degli altri circoli. Il guadagno per chi gestiva le scommesse illecite era del 25%. Di questi soldi il 65% per cento spettava ai capi dell'organizzazione, il 35% ai "promotori".

GLI ARRESTATI

In carcere sono finiti Angelo D'Alberto, 55 anni conosciuto come "Faccia D'Angelo, Pasqualino Ianiro 60 anni di Pescara. I due, secondo la Polizia erano i veri capi di tutta l'organizzazione.
Carlo Di Renzo 35 anni, proprietario del ristorante "Il Carletto" nei pressi della stazione di Pescara, e Walter Pasquali 38, tecnico informatico di Montesilvano si occupavano invece della raccolta delle scommesse via internet.
Ai domiciliari sono finite Patrizia Nasuti 44 anni, di Montesilvano, cognata di Pasquali e Jany Li Espinosa, detta Ani, 30, residente a Pescara, moglie di Di Renzo. Le due gestivano l'attività commerciale di "Internet e dintorni".
Arresti domiciliari anche per Anna Maria Camaioni 61 anni di Pescara, proprietaria dell'omonima tabaccheria.
Giovedì il Gip del tribunale di Pescara, Guido Campli, comincerà gli interrogatori.
Gli inquirenti sono certi che l'organizzazione fosse «ramificata» e «pericolosa» e grazie ad alcune intercettazioni si è scoperto che "Faccia D'Angelo" possiede anche una pistola, che gli viene ben custodita da uno degli indagati, residente in un vasto podere di Città Sant'Angelo. L'arma non sarebbe stata ancora ritrovata.

«OPERAZIONE UNICA NEL SUO GENERE»

«Le indagini», ha spiegato il capo della Volante Muriana, «hanno preso il via nel 2005, quando sono state scoperte due case da gioco». In una si giocava alla roulette, nell'altra tutta l'attenzione era puntata sui giochi con le carte.
La Questura ha sottolineato le difficoltà di disporre gli arresti per fatti legati al gioco d'azzardo perché non si tratta «di un delitto ma di un illecito contravvenzionale, per cui non sono possibili ne' le misure cautelari ne' la contestazione dell'associazione per delinquere». Ma la polizia è riuscita ad incastrare il capo della banda dimostrando come il casinò casalingo fosse truccato. «Con un joistic», ha spiegato Zupo, «si riusciva a stabilire la vincita per ogni giocata e il numero che doveva uscire».
Non solo la dea bendata, quindi, faceva la fortuna dei giocatori. Ecco perché si è potuta avanzare l'accusa di associazione per delinquere finalizzata alla gestione truffaldina del gioco d'azzardo e associazione per delinquere per la raccolta di scommesse via internet.

STRANE COINCIDENZE

La polizia sta adesso cercando di valutare quanto alcuni episodi avvenuti negli anni scorsi possano essere collegati con l'attività illecita della banda. Come ad esempio l'incendio del 28 febbraio del 2005 del ristorante "Carletto, sicuramente di origine dolosa.
Un altro incendio che potrebbe non essere slegato da tutto questo è quello che si è verificato il 24 giugno del 2006 al "Circolo 2000", di via Iasonni. E in una intercettazione telefonica fu proprio Faccia D'Angelo a dire al suo interlocutore: «convinci il Circolo 2000 ad accontentarsi del 30% degli introiti altrimenti ce ne andiamo», ovvero il circolo sarebbe stato fuori dai giochi.


Alessandra Lotti 23/04/2007 16.43