L’Associazione invalidi poliomielite (Aniep) si rinnova

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. Nicola Cirelli è stato nominato commissario provinciale di Pescara dall’Associazione Nazionale Invalidi per Esiti di Poliomielite, fondata nel 1957 proprio per «esprimere le esigenze di quelle migliaia di famiglie colpite dal virus che chiedevano ai governi di allora, per i propri figli, la dignità dei diritti costituzionali».


Il Presidente Nazionale Professoressa Lia Fabbri, economista poliomielitica, docente presso l'Università di Bologna, nel quadro della rinnovata azione associativa, ha portato l'associazione ad occuparsi di tutto il mondo della disabilità, costituendo uno dei più accreditati capisaldi per la promozione e la difesa dei diritti civili e sociali degli handicappati.
«L'Aniep», dichiara Nicola Cirelli, imprenditore ed ex assessore alle politiche sociali del Comune di Pescara, «nacque come un'associazione che si distaccava dalla tendenza al paternalismo e all'assistenzialismo, e chi come me ha vissuto i periodi bui del mondo della disabilità a causa della poliomielite, deve grande riconoscenza a persone come il fondatore Gianni Selleri, purtroppo scomparso di recente, che ha dato molto alla cultura e alla politica italiana per una legislazione tesa all'integrazione piena dei disabili».
Attualmente in Italia vivono più di 70.000 persone con postumi di poliomielite, una malattia grave debellata in gran parte del mondo grazie al vaccino, una malattia che ha segnato però decenni di vero e proprio "terrore" anche nel nostro Paese, per gli esiti letali e per le paralisi che produceva soprattutto sui bambini.
«Accetto l'incarico di riprendere il timone di una importante associazione Nazionale di tutela e difesa dei diritti dei disabili», afferma Nicola Cirelli, «poiché avverto l'obbligo morale di ribadire il mio impegno politico e culturale per l'integrazione dei disabili nella scuola, nella formazione, nel lavoro e nella vita familiare e sociale; gli handicappati non devono essere considerati soggetti passivi di interventi assistenziali e tecnici, ma protagonisti e partecipi della vita della comunità nei normali contesti in cui si svolge, ciascuno secondo le proprie possibilità. Mi auguro», prosegue Nicola Cirelli, «di trovare ampia disponibilità da parte dalle Istituzione e dagli organi di stampa non solo per riconfermare il tradizionale clima di collaborazione necessario ad incentivare gli stimoli per elevare la cultura della solidarietà e della Giustizia, ma soprattutto per scongiurare e debellare ogni tentativo bizzarro di strumentalizzazione e ghettizzazione dei cittadini più deboli».

23/04/2007 10.04