Costambiente: «la regione Puglia si costituisca parte civile contro il Ciaf»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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ATESSA. Costambiente, il comitato spontaneo per la tutela ambientale in Val Di Sangro, ha inviato una lettera al presidente della Regione Puglia e alla Provincia di Taranto per sollecitare una costituzione parte civile per il caso Ciaf. L'OPERAZIONE "MARE CHIARO" - LA RIAPERTURA DEL CIAF 
«L'associazione», si legge nel comunicato firmato dal presidente Pasquale Colantonio, «è cosciente del danno irreversibile che l'attività di questi inquinatori ha prodotto al mare della città di Taranto ed all'ambiente di tutta la vostra Provincia e di tutta la vostra Regione e vi invita a considerare la possibilità di costituzione di parte civile delle Vostre Istituzioni nel celebrando processo a carico dei responsabili dei sopra indicati reati».
La Procura della Repubblica di Lanciano (CH), con l'operazione "Mare chiaro" aveva scoperto il vasto traffico illegale di rifiuti tossici e pericolosi che, facente capo ad una azienda di Atessa in provincia di Chieti (la Ciaf Ambiente Srl), aveva come epilogo lo sversamento di rifiuti pericolosi e tossici nelle acque del mare di Taranto.
Secondo la Procura abruzzese si procacciavano ingenti quantità di rifiuti destinati allo smaltimento, e, anziché stoccare, trattare e smaltire a norma di legge i rifiuti presso i loro impianti li inviavano a ditte compiacenti, facendoli infine confluire in Idrochemical ( impianto in Taranto) dove venivano smaltiti.
Il Ciaf poco dopo Pasqua di quest'anno è stato riaperto, destando il malumore delle associazioni ambientaliste. «Si tratta di un'autorizzazione data alla chetichella», secondo i vertici cittadini di Legambiente, «Sono stati lesi i diritti elementari di democrazia nella gestione dei beni comuni»
23/04/2007 9.51