D’Alfonso:«Care imprese mi spiegate perché non avete partecipato al bando?»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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D’Alfonso:«Care imprese mi spiegate perché non avete partecipato al bando?»
AREA DI RISULTA. PESCARA. Una lettera per conoscere le motivazioni del forfait alla gara per l'area di risulta. E' quella che il sindaco di Pescara ha inviato alle 8 ditte che, invitate a partecipare, non hanno poi fatto una offerta (la 9° è la Toto spa, l'unica che ha risposto e che poi si è aggiudicata l'appalto). La lettera è partita da Palazzo di Città lo scorso 12 aprile e potrebbe essere una importante arma di difesa del primo cittadino in occasione del prossimo consiglio straordinario (lunedì ore 10), nel caso in cui gli imprenditori "scagionassero" il bando e la sua trasparenza.
La seduta di consiglio che si terrà la prossima settimana è stata richiesta dalla minoranza e dall'Italia dei Valori per fare luce sulla questione del bando contestato.
«Con la presente richiesta», scrive D'Alfonso agli imprenditori, «ci si propone di conoscere, anche ai fini di una più compiuta valutazione della procedura che l'Ente ha condotto, le motivazioni che vi hanno indotto a non presentare l'offerta richiesta dalla lettera, interrompendo così la vostra partecipazione alla gara».
Il sindaco quindi vuole le risposte dagli invitati per essere sicuro che il Comune non abbia sbagliato proprio niente e, magari, per essere ancora più chiari e trasparenti in occasioni future.
«L'assunzione del vostro punto di vista», si legge nella lettera, «ci sarà preziosa per rileggere da una prospettiva particolare d'impresa la valenza dell'iniziativa che abbiamo assunto».
L'unica ditta a partecipare alla gara è stata, come già detto, la Toto spa. Le altre non avevano probabilmente ravvisato un margine di guadagno sufficiente per buttarsi nell'impresa, (e adesso saranno le ditte stesse a smentire o ribadire).
«In genere», aveva spiegato lo stesso D'Alfonso nell'intervista dei nostri lettori «le imprese sono abituate ad operare con margini di guadagno tra il 35 e il 50%. In questo caso la soglia di ricavo è molto più bassa, grosso modo la metà, il che, d'altra parte, costituisce una forte convenienza per la collettività che noi rappresentiamo».
Solo dopo la chiusura del bando, PrimaDaNoi.it ha invece scoperto che il guadagno per il privato ci sarà.
La Toto spa, infatti, con l'aggiudicazione dei lavori si troverà di fatto a gestire l'intera Ztl chiusa alla libera circolazione dei mezzi.
E questo non vuol dire solo quei 600 posti che indicava il bando ma anche i varchi, il controllo, la gestione dei permessi, del pedaggio, degli abbonamenti e chissà cos'altro.
Insomma con l'estensione della Ztl adesso, secondo alcuni tecnici, potrebbe esserci un congruo ritorno economico per ripagare le opere da costruire.
Un bando, molto travagliato fin dalla sua prima gestazione, e, forse, fin già dalla famosa gara per la scelta del progetto migliore (quello di Monestiroli).
Il vero problema dell'operazione (nel termine tecnico più appropriato: concessione di lavori pubblici) sarebbe stato, da una parte, l'enorme onere gravante sul privato per la costruzione delle opere e, dall'altra, le scarse possibilità di ricavo (praticamente nella prima versione attribuite solo al parcheggio sotterraneo).
Con la gestione del parcheggio, tuttavia, in 20 anni, ci si potrebbe soltanto ripagare lo stesso parcheggio non il resto delle opere.
Ecco allora la necessita di “allargare” alla Ztl.
Nella complicata vicenda anche la querelle sui rifiuti pericolosi (amianto si disse) per la bonifica dei quali nel bando sono stati aggiunti da parte dell'amministrazione comunale altri 2 milioni.
Ma dalle rilevazioni della Forestale sembrerebbe non esserci alcun rifiuto pericoloso sotto l'area di risulta.
Il dibattito nel prossimo consiglio straordinario di lunedì si preannuncia per questo interessante.

Alessandra Lotti 20/04/2007 10.47