Universitari Uda:«chiediamo riappropriazione simbolica delle aule "vietate"»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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CHIETI. Aule destinate all'uso esclusivo di determinati studenti. Un esempio? L'aula C della Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università d'Annunzio di Chieti. «L'accesso», spiegano i ragazzi, «è limitato ai soli iscritti alla facoltà. Uno studente di psicologia o scienze sociali o geologia non può entrarvi o usufruirne». Così impone il regolamento che non piace proprio a tutti.
Magari qualcuno non se ne sarà nemmeno accorto ma i più attenti non hanno potuto non notare questa piccola discriminazione, diventata ormai per gli studenti una "questione di principio".
La limitazione imposta viene considerata dagli universitari «gravissima» e per questo chiedono all'ateneo di modificare il provvedimento. «Siamo consapevoli», precisa Davide Pinti, rappresentante dell'associazione 360 gradi, «che l'attuale preside di Lettere non è responsabile della situazione attuale ma che la ha ereditata dalla passata dirigenza».
Le «numerose richieste e istanze avanzate», all'università, però, per il momento non sono bastate: «ci ritroviamo a chiedere nuovamente e con maggiore forza ciò che ci spetta, attraverso la riappropriazione simbolica di spazi e strumenti indispensabili per garantire una formazione soddisfacente».
Gli studenti lamentano, inoltre «la reperibilità di alcuni servizi solo attraverso la rete (iscrizioni agli esami, riviste telematiche, etc...)», situazione che «mette in difficoltà chi non dispone della rete internet»
19/04/2007 13.23