Pescara tra scandali e cemento: «la politica non smentisce né conferma»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Pescara tra scandali e cemento: «la politica non smentisce né conferma»
  PESCARA. Una descrizione minuziosa quanto impietosa, quella pubblicata quindici giorni fa dal quotidiano La Repubblica in cui si raccontava, su ben due pagine, una Pescara soffocata da scandali e cemento. Dopo quell'articolo la politica di casa nostra non ha commentato. Non ha smentito il giornalista Alberto Statera né ha ammesso che sì, quella è la vera Pescara.  
Così l'avvocato pescarese Andrea Monti ha scritto una lettera al sindaco di Pescara Luciano D'Alfonso e al presidente della Regione Ottaviano Del Turco per avere qualche spiegazione. Ma nemmeno questa volta i due amministratori hanno proferito verbo.
«Mi sembra molto grave», scrive Monti nella lettera pubblicata anche sul suo blog http://unmarziano.apescara.net/ , «che a fronte dei fatti precisi e circostanziati riportati dal giornalista, nessuno degli amministratori (di maggioranza e opposizione) abbia sentito il dovere istituzionale di scusarsi con i cittadini per come è stata ridotta Pescara, nè di smentire quella sgradevole e maleducata affermazione attribuita al presidente della Regione Ottaviano Del Turco («torno a dormire in Abruzzo») e pronunciata quando lascerebbe questa città. Delle due l'una», sostiene Monti, «o l'articolo di Statera dice cose non vere, e allora mi aspetto quantomeno una richiesta di rettifica. Oppure quanto pubblicato su La Repubblica è corrispondente alla realtà, e allora non mi spiego perchè voi, signori politici e amministratori, abbiate scelto di "fare finta di niente". O, meglio, me lo spiego purtroppo bene. La vostra lunga esperienza», sottolinea l'avvocato, «vi ha certamente insegnato che le notizie hanno vita corta, e se si riesce a resistere quel tanto che basta per arrivare alla partita della domenica, nessuno si ricorderà più di quello che era successo qualche giorno prima. Grazie, signori amministratori, per questa ennesima prova di disinteresse per la società civile e per una città alla quale dovete molto più di quanto lei (lei, non essa) vi deva».
Per il momento nemmeno questa lettera ha avuto risposta.



L'ARTICOLO DI REPUBBLICA
 

(LA VIGNETTA DI GIO)

18/04/2007 10.36