Crack Finmek: Gdf sequestra beni per 15 mln euro

Alessandro Biancardi

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

2473

VENEZIA. Beni per 15 milioni di euro sono stati posti sotto sequestro dal Nucleo Tributario della Guardia di Finanza di Venezia nell'ambito di un'inchiesta del tribunale di Padova sul crack della Finmek, che vede tra gli indagati Carlo Fulchir e Roberto Tronchetti Provera (fratello di Marco Tronchetti Provera). I militari delle Fiamme gialle hanno messo i sigilli, tra l' Italia e l'Austria, a due ville, una barca, conti correnti bancari e 22 partecipazioni societarie.
Quello di stamattina è un nuovo passo in avanti delle indagini, coordinate dal pm Paola De Franceschi, iniziate nel 2005 dal pm Bruno Cherchi sul crack del gruppo Finmek, l'azienda di ingegneria elettronica delle telecomunicazioni con sede a Padova, a seguito dell'emissione di un bond per 150 milioni di euro.
Il sequestro dei beni di oggi, disposti dal gip padovano Cristina Cavaggion, si accompagna a nuovi avvisi di garanzia per lo stesso Fulchir, 45 anni, di Buja (Udine), Paolo Campagnolo, 43 anni, di Cittadella (Padova) e sua moglie Doris Nicoloso, 45 anni, e Guido Sommella, 61 anni, di Roma, già coinvolti nella prima tranche dell'inchiesta. Sono tutti accusati di malversazione, riciclaggio e frode fiscale.
I finanzieri hanno potuto accertare che il Gruppo Finmek aveva nel tempo fatto una serie di acquisizioni societarie, finalizzate allo sviluppo di grossi progetti imprenditoriali, usufruendo anche di consistenti contributi pubblici, senza provvedere al ripianamento delle situazioni di crisi esistenti.
Inoltre sarebbe stata creata una ragnatela di società, tra l' Italia e l'estero, con l'obiettivo di svuotare le risorse, e quindi portando di fatto all'inevitabile fallimento del gruppo. La Finmek aveva usufruito, e usufruisce tuttora, dei benefici finalizzati al salvataggio delle grandi aziende in crisi, già applicati alla Parmalat.

LE SOCIETA' COINVOLTE

Le società coinvolte nel crack, facenti tutte parti del gruppo, sono dislocate tra l'Abruzzo e la Campania, Piemonte, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Liguria. Tra le più note Telit, ex Olivetti, Italtel, Ixtant e Ixfin. Già due anni fa la Guardia di finanza veneziana aveva accertato che il passivo della Finmek era di circa un miliardo di euro, con oltre 11 mila istanze di creditori. Il crack mise sulla strada quasi 4 mila dipendenti. Le indagini delle Fiamme gialle si sono sviluppate anche attraverso rogatorie internazionali tra Lussemburgo, Svizzera, Regno Unito, Madeira, Isola di Man, Gnernsey, Austria e Romania.

DICHIARATA INSOLVENTE NEL 2004


La Finmek, , era stata dichiarata insolvente il 12 maggio 2004 e ha potuto beneficiare del decreto del ministro Antonio Marzano. Il gruppo, presieduto all' epoca da Roberto Tronchetti Provera, avrebbe acquistato e ceduto aziende, disperdendo capitali che hanno portato la società al fallimento.
Le manovre societarie, nell'ipotesi dell'accusa, avrebbero fatto diventare carta straccia i bond emessi dalla Finmek nel 2001 per un valore di quasi 150 milioni di euro. Nell'inchiesta furono indagate 14 persone tutte variamente coinvolte nella gestione del gruppo Finmek, accusate di bancarotta fraudolenta. Tra queste appunto Fulker, ex consigliere economico per l' innovazione tecnologica nel governo d'Alema e nel contempo socio di Marcello dell'Utri nella società editoriale "Il domenicale".

LE PREOCCUPAZIONI DELL'AZIENDA


Il ministero dello Sviluppo Economico é al lavoro per trovare «soluzioni industriali credibili» per i siti produttivi della Finmek, tra cui quelli dell'Aquila e di Sulmona. Presso la sede del dicastero si è infatti svolto oggi un incontro con presenti Franco Raffaldini, per il Ministero, il Commissario Vidal e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali nazionali, territoriali e aziendali di Fim, Fiom Uilm.
I delegati sindacali, si legge in una nota, hanno manifestato «forti preoccupazioni sulle prospettive industriali e occupazionali, in particolare per gli stabilimenti dell'Aquila, Sulmona, Santa Maria Capua Vetere e Pagani, segnalando inoltre con fermezza il problema della scadenza dei termini previsti dalla legge Marzano per la fine di Agosto 2007».
Raffaldini ha invece illustrato l'attività svolta «alla ricerca di soluzioni industriali credibili nei diversi siti produttivi e ha ricordato le possibilità offerte dall'utilizzo dei nuovi strumenti di protezione sociale previsti in Finanziaria, quali la mobilità lunga e gli sgravi contributivi per gli assunti; si è altresì impegnato a verificare nuove ipotesi che aiutino il completamento positivo di processi d'industrializzazione».
Entro il 10 Maggio è prevista la convocazione di un nuovo incontro presso il Ministero dello Sviluppo.

[url=http://www.media.rai.it/mpmedia/0,,RaiTre-Report%5E4882,00.html]GUARDA L'INCHIESTA DI REPORT[/url]

17/04/2007 14.10