Aveva sparato a Pescara vecchia, pregiudicato arrestato ancora con pistola

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. E’ ritornato sul “luogo del delitto” nonostante sulla sua testa pendesse un obbligo di dimora. Con sè aveva portato una pistola con colpi in canna ed un flacone di metadone. Per fare cosa? Saranno le indagini della procura di Pescara a rispondere a questa domanda e a fare chiarezza sulla sorte di Camillo Cremonese, trent’anni di Pescara, arrestato domenica notte dalla Guardia di Finanza di Pescara con l’accusa di evasione, detenzione di sostanza stupefacente e porto abusivo d’arma.
Il giovane ha dimostrato di non aver imparato la lezione dell'autorità giudiziaria per i fatti dello scorso anno quando a febbraio fu coinvolto in una rissa dove rimasero ferite due persone alle quali aveva sparato con un'altra pistola poi sequestrata.
Cremonese venne arrestato dalla polizia qualche giorno dopo e si difese dicendo di aver mirato basso e di non aver avuto intenzione di colpire quelle persone fra cui figuravano un ex pugile e un extracomunitario.
Il giudice tuttavia non gli ha creduto e lo condannò ad oltre quattro anni di reclusione. Successivamente è intervenuto l'indulto e la pena ridotta ad un anno di arresti domiciliari, questi ultimi, ancora una volta, addolciti con la sola prescrizione di obbligo di dimora nelle ore notturne dalle 22 alle cinque del mattino.
Insomma, un tentato omicidio annacquato che ha di fatto permesso ad un potenziale assassino di circolare per quelle stesse strade, Pescara vecchia, ancora con un'arma da fuoco pronta per l'uso.
Gli inquirenti non escludono che Cremonese abbia in qualche modo a che fare con lo spaccio di sostanze stupefacenti; di sicuro non è sotto osservazione da parte del Sert per cui gli inquirenti escludono che quella dose di metadone fosse per lui.
È comunque un fatto che l'uomo si trovasse nell'affollatissima Pescara vecchia proprio nel momento del maggior affollamento e che, notato dai finanzieri, si sia dato alla fuga.
L'inseguimento è durato poco ed è stato subito fermato dai tre uomini in servizio di pattugliamento nella zona.
Nel fuggire però l'uomo ha tentato di disfarsi senza successo dell'arma da fuoco che custodiva, gettandola sotto una macchina.
I finanzieri sono stati richiamati dal rumore metallico e poco dopo hanno recuperato la pistola con sette colpi in canna.
L'uomo sarà ascoltato domani dal pubblico ministero e di sicuro la sua posizione si aggraverà non poco.
La pistola 7,65 sarà invece sottoposta a rilievi scientifici per capire se abbia sparato di recente e se, come appare, era in grado di uccidere nonostante fosse stata costruita nel 1944.
Il comandante della compagnia di Pescara della Finanza, Michele Tempesta, ha posto l'attenzione sull'intensificarsi dei controlli di tutte le forze dell'ordine soprattutto nei fine settimana nei centri nevralgici della città dove i giovani si concentrano per il divertimento.
«Le prossime settimane», ha detto, «saranno sempre di più le pattuglie dedicate al presidio di Pescara vecchia, zona risaputa di spaccio e di delinquenza. I cittadini tuttavia possono stare tranquilli perché i nostri controlli saranno sempre più serrati».

16/04/2007 14.34