Cava di Lettomanoppello, il futuro in una consultazione popolare

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Cava di Lettomanoppello, il futuro in una consultazione popolare
LETTOMANOPPELLO (PE). Tutto sommato, l'associazione la Ghiandaia, esce vincente al primo dibattito pubblico organizzato dall'amministrazione comunale, sullo «scellerato progetto» (così come lo hanno ribattezzato i cittadini) della nuova cava di Lettomanoppello. «Non tanto», spiega Enrico Di Paolo, presidente dell'associazione, «perché siamo riusciti a far chiudere la miniera, ma perché c'è stato definitivamente il riconoscimento "politico" della battaglia che portiamo avanti da parte dei cittadini lettesi». A difesa del progetto anche il sindaco di Pescara Luciano D'Alfonso.
Erano presenti circa 200 persone nella sala consiliare del Comune. Molti erano quelli contro la cava, altri volevano capire e pochi invece quelli favorevoli. «A scendere in campo in difesa della nuova miniera», racconta Di Paolo, «è il sindaco di Pescara D'Alfonso. Molti si chiederanno come fa un sindaco così impegnato a trovare il tempo (l'assemblea è durata 4 ore), anche per questioni fuori dal suo contado. E' una domanda che ci facciamo tutti e che forse scopriremo più in là. Siamo rimasti sbigottiti e increduli alle affermazioni di D'Alfonso che ci ammoniva del fatto che forse "dovevamo essere contenti a ritrovarci un concessionario imprenditore locale con cui è più facile trattare invece che una multinazionale come Lafarge o altri"».
Purtroppo per il sindaco e per tutti i sostenitori in questa battaglia sono scesi in campo intere famiglie, risvegliando una comunità dal torpore in cui era caduta in questi anni, appiattita e schiacciata dall'idea che nulla si potesse "muovere" se il "capo" non vuole.
«Le cose stanno cambiando», assicura Di Paolo, «un venticello fresco montano, ancora debole per il momento, soffia per ripulire l'aria». I tecnici invitati all'assemblea che dovevano definitivamente chiarire la correttezza degli atti procedurali «non hanno fatto altro che confermare le nostre perplessità e la superficialità del lavoro d'istruttoria del progetto di coltivazione, nessun funzionario del settore ambiente e del settore minerario della Regione Abruzzo hanno mai visto e fatto sopralluoghi in loco», dichiara uno sconcertato Di Paolo.
Almeno due cose il comitato ambientaliste le ha ottenute: «l'impegno da parte dell'amministrazione comunale a indire in breve tempo una consultazione popolare pro o contro la cava e l'adesione dell'assessore all'ambiente Caramanico e di D'Alfonso alle richieste dell'associazione di voltare pagina per quanto riguarda il futuro sviluppo economico locale basato sulla valorizzazione ambientale e culturale del territorio».
13/04/2007 9.27