Sulla tavola per Pasqua 2,2 miliardi di euro… e uova e agnelli non si salvano

Alessandro Biancardi

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

711

ROMA. Per imbandire le tavole, a Pasqua e a Pasquetta, gli italiani spenderanno 2,2 miliardi di euro: una spesa che non si discosta di molto (+3,5%) da quella dell'anno scorso. E' questa la stima fatta dalla Cia, la confederazione italiana agricoltori. Ma l’associazione Codici lancia l’allarme sulla sicurezza alimentare.

ROMA. Per imbandire le tavole, a Pasqua e a Pasquetta, gli italiani spenderanno 2,2 miliardi di euro: una spesa che non si discosta di molto (+3,5%) da quella dell'anno scorso. E' questa la stima fatta dalla Cia, la confederazione italiana agricoltori.
Ma l'associazione Codici lancia l'allarme sulla sicurezza alimentare.

Tra i prodotti, i più gettonati sono come tradizione impone i salumi, l'agnello,
i formaggi e i dolci. Ma il vero 'boom' sarà per le uova di cioccolato: se ne consumeranno 380 milioni, per una spesa complessiva di 70 milioni.
Nel dettaglio, per agnello, salumi, formaggi, ortaggi, frutta, dolci, uova, pasta si spenderanno più di 1,8 miliardi di euro.
A questi si aggiungeranno altri 400 milioni di euro per vini e spumanti, per un totale che supera i 2 miliardi di euro.
Per la Cia, sarà un trionfo di prodotti tipici: 290 milioni verranno spesi per pane, paste e dolci; 380 milioni per i formaggi; 520 milioni per salumi, insaccati, agnelli e carni; 260 milioni per ortofrutticoli (in particolare, carciofi, asparagi, radicchio) per i legumi; 270 milioni di euro per l'olio d'oliva.

CODICI: «IL 10% DELLE UOVA NON È A NORMA»

L'associazione Codici irrompere tra gli scaffali dei supermercati, chiede che, soprattutto in quest'ultima settimana, vengano implementati i controlli sui prodotti più “gettonati” in questo periodo.
La richiesta dell'associazione è direttamente indirizzata all'Ispettorato Centrale Repressione Frodi, -Icrf-, del Ministero delle politiche agricole e forestali.
Lo scorso anno, di questo periodo, si erano verificati numerosissimi furti di agnelli, soprattutto nella zona appenninica, mentre il direttore dell'Icrf di Napoli, Giuseppe Fugaro, asseriva che il 10% delle uova controllate, tra quelle in commercio e quelle nei centri di imballaggio, non è a norma.
«Se è vero che l'esperienza insegna e che la storia si ripete, anche quest'anno la situazione non dovrebbe essere differente da quello precedente, -dichiara Ivano Giacomelli, segretario nazionale di Codici-, per questo chiediamo l'implementazione dei controlli sui prodotti più a largo consumo in questo periodo, come carni e cioccolata, nei centri di stoccaggio, smistamento e distribuzione».

02/04/2007 15.12