Qualità della vita, Pescara nella media nazionale

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. E’ stato presentato questa mattina a Palazzo dei Marmi lo “Studio di sostenibilità della Provincia di Pescara”, realizzato dal Dipartimento di Scienze e tecnologie chimiche e dei biosistemi dell’Università di Siena su iniziativa dell’assessorato all’Ambiente. La ricerca, illustrata dall’assessore Sante Di Paolo e dallo scienziato Enzo Tiezzi, direttore del Dipartimento e responsabile scientifico del progetto, è incentrata su due temi innovativi: l’Indice di benessere economico sostenibile (Isew), del quale si sono occupati i ricercatori Federico Pulselli e Antonio Pizzigallo, e l’Inventario dei gas serra, elaborato dallo studioso Riccardo Pulselli con la ricercatrice Simona Bosco.
L'Isew è stato ideato nel 1989 dagli economisti americani Herman Daly e John Cobb come integrazione del Pil e di altri tradizionali sistemi di contabilità economica: tenta infatti di valorizzare la qualità della vita invece delle risorse monetarie, ad esempio sottraendo al Pil i costi sociali derivanti dall'inquinamento, i danni ambientali di lungo termine, il deterioramento delle risorse naturali rinnovabili e l'esaurimento di quelle non rinnovabili.
Al dato finale viene inoltre aggiunto il valore del lavoro domestico svolto in famiglia dalle casalinghe, di solito non contabilizzato.
L'indagine condotta da Tiezzi calcola l'Isew della provincia di Pescara dal 1971 al 2003 e lo confronta poi con quello dell'Italia nello stesso periodo, rilevando una sostanziale corrispondenza tra i due andamenti: a differenza di altre nazioni, nel nostro Paese la curva del benessere tende ad appiattirsi piuttosto che decrescere, probabilmente segno di una qualità della vita che in media si mantiene elevata nonostante le crescenti criticità ambientali e sociali.

TUTTI IN AUTO

Tra le voci più significative contemplate nello studio c'è la percentuale di possesso dell'auto nel Pescarese, passata da poco più del 18% a oltre il 65%, con conseguenze notevoli su costo del pendolarismo, inquinamento acustico ed atmosferico: il “peso economico” del primo parametro è salito da 53 a 170 milioni di euro; quello del secondo da 7 a 22 milioni di euro; quello del terzo è aumentato leggermente tra il 1971 (81 milioni di euro) e il 2003 (100 milioni di euro), con picchi in ribasso all'inizio degli anni '80 e '90. L'Inventario dei gas serra, invece, è riferito all'anno 2003: basato sulle linee guida dell'Ipcc, il Comitato intergovernativo sul mutamento climatico, esso fornisce il dato delle emissioni gassose nocive (anidride carbonica, metano, protossido di azoto, idrofluorocarburi, ecc.) prodotte in un territorio dai vari settori produttivi, confrontandolo con la capacità dell'ecosistema locale di riassorbire questi gas per sostenersi.

ENERGIA ED EMISSIONI

Nel comprensorio pescarese il settore energia produce il 61% delle emissioni totali, l'industria il 7%, i rifiuti il 27% e l'agricoltura il 5%. Sul fronte delle emissioni pro-capite, la provincia di Pescara risulta pari a quella di Pesaro (8,9 tonnellate di anidride carbonica per abitante all'anno), con un valore intermedio tra Grosseto (3,5) e Modena (11,6). L'abbattimento delle emissioni è affidato al verde, che però con 44.226 ettari di superficie totale, tra boschi, vegetazione selvatica ed aree verdi urbane, riesce a riassorbire solo il 6,7% dei gas climalteranti.
«Lo studio realizzato per la Provincia di Pescara – ha spiegato Tiezzi – comprese le “Mappe di sostenibilità” pubblicate nel 2003, rappresenta un lavoro innovativo, dal momento che abbiamo effettuato la stessa analisi solo per l'Università di Siena. A fine anno presenteremo anche il progetto “Paesaggi mobili”, primo in Europa nel suo genere, che stiamo conducendo con il Mit di Boston per “fotografare” la mobilità urbana ed extraurbana del Pescarese attraverso i segnali della telefonia mobile. L'anno prossimo – ha ricordato Tiezzi - ci sarà il primo controllo delle emissioni inquinanti per i Paesi che hanno aderito al Protocollo di Kyoto e, dato che si prevedono multe salate anche per l'Abruzzo, questi dati saranno preziosi per trovare rimedi contro l'effetto serra, ad esempio incentivando l'uso del biodisel dai rifiuti agricoli». «Appena avremo stampato il volume con l'indagine – ha annunciato l'assessore Di Paolo – la metteremo a disposizione dei Comuni e della Regione per stabilire insieme le politiche ambientali da adottare in futuro».

31/03/2007