Affido condiviso, si allunga la "calda coperta per Linus"

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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SCAFA. Prosegue la campagna di sensibilizzazione della Maiella e Morrone di Scafa, per diffondere la cultura dell'affido familiare. Il 31 marzo, l'incontro con i cittadini di Manoppello Scalo. Cinque famiglie disponibili all'affido di minori in difficoltà, inserite nella banca dati (tra queste anche una persona singola). Due, i bimbi affidati a tempo pieno ad altrettante famiglie. Prossimo, la prima esperienza di affido part –time di un minore.
Sono i risultati più significativi raggiunti dall'Azienda Maiella e Morrone S.p.A. di Scafa, grazie al lavoro dell'equipe di affido familiare nei diciotto paesi dell'omonima Comunità Montana – Ambito 35.
Un risultato, ottenuto grazie alla campagna di sensibilizzazione del servizio di affido avviata nel mese di aprile 2006.
Gli incontri sono organizzati nei vari paesi del territorio dalla speciale equipe di affido familiare, di cui fanno parte l'assistente sociale Carmelina Ciavarretta e la sociologa Dorinda Silvestri, sostenute anche dalla collaborazione degli amministratori dei Comuni.
«Il nostro lavoro – spiegano le operatrici della Maiella e Morrone S.p.A. – consiste nell'informare i cittadini interessati su tempi e modalità dell'affido familiare, cercando di far comprendere l'importanza del servizio» che, in sostanza, consiste nell'accoglienza temporanea di un minore, costretto a vivere in un ambiente familiare poco o per nulla idoneo alla crescita.
Possono ottenere l'affido di un bambino famiglie con o senza figli, persone singole e coppie conviventi, per un periodo di tempo determinato, che è di due anni al massimo.

«UNA ALTERNATIVA ALL'ISTITUTO»

«Una valida alternativa, alla temporanea permanenza del bambino nell'Istituto», precisa il direttore dell'Azienda Maiella e Morrone Emiliano Di Genova, convinto dell'importanza del servizio di affido familiare nei comuni montani «dove – prosegue – investiamo molto soprattutto da un punto di vista umano e professionale, come dimostrano i risultati raggiunti, ottenuti grazie al lavoro di squadra portato avanti sul territorio dagli operatori e, nel caso specifico, dall'equipe di affido».
Un lavoro a 360° perché, accanto al servizio di Informazione e Orientamento, gli operatori del servizio affido offrono consulenze e sostegno alla famiglia affidataria, redigendo caso per caso progetti personalizzati di affido e monitorando durante tutto il periodo, il percorso dei bambini affidati e delle loro famiglie di origine e, in modo particolare, quello delle famiglie affidatarie. Dopo Bolognano, Alanno, Caraminco Terme, Manoppello e Torre dè Passeri, il 31 marzo è in programma un nuovo incontro alle 17.30 presso la sala Woytyla di Manoppello scalo. Anche in questa occasione, ai cittadini verrà spiegato il significato profondo dell'iniziativa, cominciando dallo slogan: "se fai un'elemosina metti a posto la tua coscienza, ma se dai una mano a un bambino, rendi la sua coperta ancora più calda".
31/03/2007 9.39