Teramo. Nuovi poveri, senza fissa dimora e immigrati le nuove emergenze sociali

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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 TERAMO. Nuovi poveri, senza fissa dimora, immigrati. Sono alcune delle emergenze individuate dal Rapporto sociale della Provincia. Il documento, presentato questa mattina nella nella sala consiliare, è il frutto del lavoro di raccolta dati del Centro di analisi sociale dell’ente.

 TERAMO. Nuovi poveri, senza fissa dimora, immigrati. Sono alcune delle emergenze individuate dal Rapporto sociale della Provincia. Il documento, presentato questa mattina nella nella sala consiliare, è il frutto del lavoro di raccolta dati del Centro di analisi sociale dell'ente.

Il Rapporto si basa sugli ultimi dati raccolti dal Centro di Analisi sociale e fotografa lo stato dei servizi offerti dagli enti d'ambito, dai Comuni e da altri organismi operanti nel settore quali associazioni e cooperative. Servizi giudicati di buona qualità ma da adeguare alle nuove esigenze.
All'incontro hanno partecipato rappresentanti istituzionali, di enti d'ambito, operatori sociali e del volontariato, scuole.
Nel suo intervento il presidente D'Agostino ha sottolineato l'importanza del rapporto sociale quale strumento di conoscenza e di analisi «che consente di individuare i fenomeni di disagio sociale prevalenti e le dinamiche in corso e, conseguentemente, le criticità e le insufficienze del sistema dei servizi sociali da colmare con la nuova programmazione».

«Ciò che si è valutato attraverso questa prima edizione del Rapporto Sociale», hanno spiegato gli estensori, «è lo stato dei servizi sociali erogati a favore dei cittadini della provincia di Teramo. I punti di forza e di debolezza del territorio provinciale, le opportunità di crescita e le prospettive di sviluppo dipendono soprattutto dalla configurazione demografica, economica e sociale del territorio provinciale teramano».

LA SITUAZIONE DEMOGRAFICA: ZONE INTERNE MENO ABITATE

Dal punto di vista demografico il territorio si distingue innanzitutto per la densità abitativa: molto alta nelle zone costiere e nel capoluogo (sopra le 250 unità per chilometro quadrato); caratterizzata da valori nettamente più bassi negli ambiti dell'entroterra quali Fino Vomano, Laga e Gran Sasso (inferiori a 100 unità per chilometro quadrato). Gli ambiti, inoltre, si distinguono anche per la tipologia di residenti: negli ambiti Laga e Gran Sasso, ad esempio, troviamo il numero medio di componenti per famiglia più basso della provincia (rispettivamente 2,38 e 2,46), tassi di vecchiaia decisamente più elevati (l'ambito Gan Sasso sfiora il 200%, vale a dire che per ogni giovane corrispondono due anziani) e, infine, tassi di natalità e mortalità di gran lunga più variabili, negli ultimi quattro anni, rispetto agli altri ambiti territoriali (rispettivamente intorno al 12 e all'8 per mille abitanti).

NEI PICCOLI COMUNI PREVALGONO I SERVIZI PER GLI ANZIANI

Alla luce di questi dati il Rapporto fa registrare una netta prevalenza dei servizi rivolti agli anziani nei piccoli comuni dell'entroterra teramano, caratterizzati prevalentemente da soggiorni di vacanza e cura, da rette per prestazioni residenziali, nonché dai rapporti di collaborazione con i servizi sociali comunali, la ASL e il volontariato/non profit. Per quanto riguarda i servizi agli anziani, è da sottolineare che l'assistenza domiciliare rappresenta il 13,4% dell'ammontare complessivo dei servizi.

CARENTI I SERVIZI PER I SENZA FISSA DIMORA E GLI IMMIGRATI

Alla buona offerta dei servizi agli anziani, si contrappone la carenza degli interventi sociali (almeno di quelli censiti) rivolti ai senza fissa dimora e agli immigrati. C'è però da considerare che i servizi relativi agli immigrati e dichiarati nelle schede di monitoraggio sono un dato sottostimato, visto che alcuni non risultano rilevati anche per la mancata restituzione delle schede. I servizi più erogati, nell'ambito degli interventi rivolti ai poveri, agli immigrati e ai senza fissa dimora, sono comunque servizi di assistenza e accompagnamento diretti in particolare agli immigrati di età compresa tra i 18 e i 60 anni.

BOOM DI IMMIGRATI (+ 190% NEGLI ULTIMI 4 ANNI)

Dai dati emerge che la provincia di Teramo, negli ultimi quattro anni, è stata meta di immigrazione soprattutto da parte di albanesi, cinesi, rumeni, macedoni, marocchini e ucraini. L'incremento della presenza straniera nel territorio è stato del 190% dal 2002 al 2005. Dai dati forniti dall'Osservatorio Immigrazione della Provincia, i flussi migratori degli stranieri extra-comunitari hanno interessato soprattutto la fascia costiera (Martinsicuro, Alba Adriatica, Tortoreto, Roseto degli Abruzzi e Silvi), anche se, analizzando il rapporto con il numero della popolazione residente, emerge che nei comuni dell'entroterra teramano (specialmente dell'ambito Vibrata e Laga) il fenomeno migratorio ha assunto dimensioni in proporzione maggiori. Ad esempio, il Comune di Nereto registra una percentuale di popolazione straniera extra-comunitaria sul totale degli abitanti pari a 9,1%, seguita da quelle dei Comuni di Controguerra (8,5%), Campli (7,8%), Ancarano (6,7%) e Civitella del Tronto (6,1%). Anche gli studenti extra-comunitari si concentrano per la maggior parte nell'ambito Vibrata (il 48% del totale) e nella scuola primaria (il 40,4% dei 2.315 studenti stranieri iscritti nella provincia di Teramo). La provincia di Teramo vanta in ogni caso la maggiore presenza di studenti stranieri (33,6% sul totale) rispetto alle altre province abruzzesi (L'Aquila 26,8%, Chieti 21,6%, Pescara 18%).

AUMENTANO GLI IMMIGRATI IN CERCA DI LAVORO

Dal punto di vista occupazionale, gli immigrati iscritti ai Centri per l'Impiego (per la maggior parte albanesi, rumeni e marocchini) aumentano, anche se il numero degli avviamenti al lavoro rimane stabile, segnale di una ridotta capacità di assorbimento degli immigrati nel mercato del lavoro provinciale.

TRASPORTO E ASSISTENZA STUDENTI DISABILI, SPESA AL PRIMO POSTO IN ABRUZZO

Per quanto riguarda la disabilità, la maggior parte dei servizi censiti si concentra nelle aree dell'assistenza scolastica e del trasporto scolastico. In questi due ambiti di intervento, in particolare per ciò che riguarda gli alunni disabili iscritti alla scuola secondaria di secondo grado, la Provincia di Teramo si posiziona al primo posto in Abruzzo per il totale dei finanziamenti stanziati.

SERVIZI PER LA FAMIGLIA: NECESSARIO MAGGIORE SOSTEGNO

Un'altra cospicua fetta di servizi erogati è relativa all'infanzia, all'adolescenza e alla famiglia. Tali interventi sono erogati principalmente dai Comuni. Dal Rapporto emerge la necessità di rafforzare più efficacemente questo settore di interventi sociali offrendo servizi mirati alle famiglie con bambini in età prescolare. Occorre un sistema di interventi, soprattutto in quegli ambiti sociali che presentano un tasso di natalità più alto della media provinciale (ad esempio gli ambiti Vibrata, Costa Sud 1 e Costa Sud 2), che offra buone possibilità alle “mamme” lavoratrici di continuare a lavorare e, al contempo, di prendersi cura del proprio figlio. In tale senso occorre potenziare la dislocazione sul territorio, in particolare nell'entroterra teramano, di asili nido, consultori, servizi di trasporto pubblico e altri interventi complementari. Sono infatti le famiglie con bambini fino a 3 anni che presentano problemi maggiori nel combinare dinamiche familiari con quelle lavorative. Si auspica anche un impiego migliore degli educatori, degli psicologi e dei sociologi negli interventi sociali futuri. Nei servizi rilevati, infatti, le figure professionali coinvolte maggiormente risultano essere rappresentate dal personale amministrativo, dagli assistenti sociali e dagli educatori.

SOLIDITÀ DELLE POLITICHE SOCIALI IN PROVINCIA

Il territorio si caratterizza per la solidità delle proprie politiche sociali che, attraverso una logica ripartitiva, coordinano uno sviluppo mirato e specifico. La consistenza dei finanziamenti dei fondi pubblici (provinciali e regionali) e dei “fondi propri” (per la maggior parte riferiti alle casse comunali) dimostra una logica di investimento sul territorio matura e responsabile che rende possibile la fruizione di benefici in misura proporzionale alle criticità rilevate.

TRA I SOGGETTI IN DIFFICOLTÀ LE DONNE E I GIOVANI

Dal Rapporto emerge che sono in atto processi di impoverimento sociale che coinvolgono gruppi sociali inediti, caratterizzati anche da generazioni che non comprendono solo gli anziani, ma sempre più spesso donne e giovani che sembrano incontrare ostacoli crescenti al loro ingresso a pieno titolo nella organizzazione sociale.

PIÙ SUSSIDIARIETÀ “ORIZZONTALE”

L'evoluzione delle politiche sociali sollecita gli operatori politico-amministrativi e professionali dei servizi a ricercare costantemente nuove forme di coinvolgimento sociale e, quindi, di responsabilizzazione sia dei portatori di bisogni, sia di tutti gli altri stakeholders (famiglie, comitato di frazione o di quartiere, associazioni di volontariato, fondazioni sociali, gruppi ed operatori capaci di esercitare le funzioni di advocacy sociale). E' una scelta che tende a sviluppare la logica della sussidiarietà non solo verticale tra enti, ma anche orizzontale tra soggetti individuali e collettivi.

31/03/2007 9.23