Abruzzo chiama Europa, il ministro Damiano:«formazione continua cruciale»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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L’AQUILA. Un incontro per individuare le regole per un nuovo diritto del lavoro europeo, a due giorni dalla chiusura delle consultazioni aperte in Europa dal Libro Verde sul diritto del lavoro. Al Castello cinquecentesco autorità nazionali ed internazionali, rappresentanti delle maggiori imprese presenti in Abruzzo e organizzazioni sindacali si sono confrontati per individuare i fattori necessari per creare un mercato del lavoro sicuro e inclusivo ma allo stesso tempo adeguato ai nuovi standard competitivi a cui sono vincolate le imprese.
Il convegno dal titolo “Europae Generis” è stato organizzato dalla Fondazione Mirror in collaborazione con la Regione Abruzzo, rappresentanze regionali di Cgil, Cisl e Uil e Confindustria, Honda Industriale Italia, Micron Technology Italia, Fiat Group Automobiles e Silver Car per la piccola impresa.
All'evento hanno preso parte illustri esponenti delle istituzioni, nazionali ed internazionali, e della Corte di Giustizia Europea, del mondo accademico e delle parti sociali, insieme alle principali realtà industriali che operano nella regione.
Previsti anche gli interventi del Ministro del Lavoro Cesare Damiano e del presidente della Commissione Lavoro Gianni Pagliarini.
Si è dibattuto su come creare più posti di lavoro e di migliore qualità, come realizzare un giusto equilibrio tra flessibilità e sicurezza, e come portare l'Italia a raggiungere gli obiettivi di Lisbona sul mercato del lavoro.
Di fronte al Pil che cresce meno di quello dei paesi Ocse e Ue, a tasso di occupazione che ci posiziona al quartultimo posto nella graduatoria europea a 25 di fronte a meccanismi giudiziari che fanno si che le cause di lavoro in Italia durino quasi 900 giorni prima di giungere a conclusione, è necessario un cambiamento di rotta.
«Confrontarsi sul Libro Verde– ha affermato il presidente della Fondazione Mirror, Sergio Galbiati – significa impegnarsi affinchè il capitale umano sia in grado di competere nell'economia globalizzata. Investire sulla formazione significa far diventare il capitale umano protagonista dello sviluppo perché messo in grado di apprendere nuove esperienze e creare nuove tecnologie. Come Fondazione Mirror riteniamo che questo approccio sia una strada non solo obbligata ma molto più virtuosa e aderente alle necessità del territorio. Per questa ragione formazione e diritto del lavoro sono due aspetti inscindibili della stessa strategia di sviluppo sostenibile».
In Italia oggi solo il 14,7% degli imprenditori ha una laurea, il 50% dei giovani che vengono inseriti con contratti di apprendistato ha solo la terza media.
«Il diritto del lavoro – ha detto – deve essere ancorato alla cultura della meritocrazia intesa come fattore di inclusione, come criterio di flessibilità e come condizione di sicurezza. Flessibilità più educazione tecnologica più meritocrazia possono generare un'interessante equazione corrispondente a inclusione più sicurezza più sviluppo. Possono essere questi gli elementi determinanti per la creazione di un nuovo diritto del lavoro europeo».
«La segmentazione del mercato del lavoro può essere ridotta attraverso un migliore equilibrio tra flessibilità e sicurezza, rendendo la prima più sostenibile grazie ad efficaci tutele sul mercato del lavoro – ha affermato il Ministro Damiano - La formazione lungo tutto l'arco della vita lavorativa è cruciale, un diritto individuale che deve poter essere esercitato consapevolmente da ogni lavoratore.
Occorre operare per facilitare le transizioni professionali di tutti i lavoratori. È necessario creare protezioni sul mercato del lavoro che combinino sostegni al reddito, politiche attive del lavoro e formazione permanente. Sono altresì da condividere tutte le iniziative che portino a smascherare il falso lavoro autonomo, la lotta al lavoro non dichiarato va considerata tra gli impegni prioritari dell'Unione Europea sia per quanto riguarda il sostegno alle politiche di contrasto e di emersione sia per gli aspetti legati ai movimenti transfrontalieri di lavoratori».
Il confronto con l'Europa e il supporto di analisi strategica è stato fornito dagli interventi di Paul Collen, della Dg Employement della Ce, che ha trattato gli elementi portanti delle proposte del Libro Verde. Rappresentanti olandesi e francesi hanno portato i rispettivi esempi dei paesi di origine sull'applicazione di modelli di flessibilità e sicurezza.
«Il modello danese della flexicurity funziona in Danimarca ma non può funzionare in Italia» ha dichiarato Gianni Paglierini.
«Con oltre 4,5 milioni di lavoratori in nero e un popolo di oltre 6 milioni di titolari di partita Iva di cui il 60% monocommittente la riforma del mercato del lavoro deve individuare altre strade».
Il percorso di riforma proposto da Gianni Pagliarini non esclude la flessibilità né rinnega alcuni passaggi fondamentali delle riforme del lavoro degli ultimi 20 anni. La riforma del lavoro in Italia ha bisogno di quattro fattori fondamentali: un sistema formativo permanente e credibile, nuovi modelli per far incontrare domanda e offerta, un'offerta formativa orientata a soddisfare le reali esigenze del mondo produttivo e, infine, un sistema di valutazioni continuative e concordato a livello internazionale. Solo così la meritocrazia, e cioè la possibilità di premiare i migliori, può essere uno strumento e un valore condivisibile nelle regole che normano il mercato del lavoro.
Il contatto con la realtà abruzzese è stato portato dai rappresentanti delle quattro aziende che complessivamente occupano oltre 9.100 persone e producono un fatturato di circa tre miliardi di euro: Fiat, Honda, Micron e Silver Car.

Mara Iovannone 29/03/2007 9.58