Bruxelles, l'indagine "Affittopoli" porta gli inquirenti in Abruzzo

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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L'AQUILA. E' stata già ribattezzata "Affittopoli" la maxi inchiesta che ha condotto in carcere tre italiano per presunte tangenti. E le indagini, che vanno avanti da tre anni, hanno portato gli inquirenti dritti dritti in Abruzzo dove hanno effettuato perquisizioni e sequestro di materiale che potrebbe essere importante ai fini dell'inchiesta. Uno dei tre finiti in cella, Sergio Tricarico, 39 anni ricopriva l'incarico di assistente parlamentare dell'eurodeputato Gianni Rivera. L'ex atleta, appresa la notizia dell'arresto ha commentato: «non mi sono mai accorto di nulla. L'ho assunto perché me lo aveva consigliato Franco Marini».
Italiani in manette a Bruxelles per un presunto giro di Tangenti. A finire in carcere sono Giancarlo Ciotti, 46 anni, funzionario della Commissione europea, responsabile del bilancio e delle gare d'appalto legate alle delegazioni all'estero; Sergio Tricarico, 39 anni, assistente parlamentare dell'eurodeputato Gianni Rivera e l'imprenditore Angelo Troiano, 60 anni.
Tutti e tre si trovano nel carcere-castello di Forest e dovranno rispondere di corruzione, truffa, associazione a delinquere e falso e rischiano fino a cinque anni di carcere visto che sono incensurati.

PERQUISIZIONI ANCHE IN ABRUZZO

Il lavoro di indagine, ieri, ha condotto gli inquirenti ad un gran numero di perquisizioni in Italia e in Belgio in Francia e in Lussemburgo. Carte e documenti sarebbero stati raccolti dai carabinieri infatti anche nelle città di Potenza, Matera, Teramo, L'Aquila, Frosinone e Roma.
In Belgio, invece, sono stati passati al setaccio gli uffici della Commissione europea e del Parlamento, abitazioni, sedi di imprese e di istituti di credito.
Durante gli interrogatori i tre «avrebbero parlato molto», si apprende da ambienti giudiziari, e avrebbero riferito particolari importanti per la prosecuzione delle indagini.
I tre compariranno venerdì prossimo davanti ai giudici della Camera di Consiglio che dovranno
decidere se prolungare la custodia cautelare.
Prima di quella data, il portavoce della procura, seguendo una procedura consolidata in Belgio, ai giornalisti ha solo confermato indirettamente il nome degli inquisiti, limitandosi a dire «non
posso contraddirvi» quando alcuni cronisti italiani hanno pronunciato le generalità dei tre.

«PERSONA CONSIGLIATAMI DA FRANCO MARINI»

Gianni Rivera, saputo dell'arresto del suo assistente Sergio Tricarico, ha detto di «essere sorpreso e di non essersi mai accorto di alcunché. Prima di esprimermi», ha sottolineato l'ex atleta, «voglio capire bene cosa sia accaduto». E Rivera avrebbe rivelato di aver assunto Sergio Tricarico perché «mi era stato raccomandato da Franco Marini».
Tricarico, parente del senatore della Margherita Giampaolo D'Andrea, non era al suo primo incarico da assistente: lo era già stato a Strasburgo per lo Stesso D'Andrea, per poi affiancare, con le stesse mansioni, Gerardo Bianco e Franco Marini. Tricarico era stato già interrogato tre anni fa e all'Europarlamento lo definiscono come «un tipo sfuggente».

LE INDAGINI

Le indagini della procura belga andavano avanti ormai da tre anni e sono partite a seguito di
una denuncia dell'Olaf, l'ufficio europeo anti-frode, depositata il 30 giugno 2004, che ha fatto emergere irregolarità, che sarebbero andate avanti per più di dieci anni, legate soprattutto al reperimento di sedi della commissione all'estero e per installare meccanismi di sicurezza
negli stessi palazzi. In particolare, gli edifici all'attenzione delle indagini sarebbero quelle di New Delhi e Tirana. E l'allarme era stato lanciato da un imprenditore finlandese al quale sarebbe stata
chiesta una "tangente" di circa 600 mila euro per potersi aggiudicare l'appalto della sede Ue di Nuova Delhi.
Nella capitale albanese il palazzo che ospita la sede della Commissione, ad esempio, è in periferia ed è di proprietà di una società che ha tra i proprietari un imprenditore residente a Ruoti di Potenza. L'affitto pagato per quell'edificio, secondo quanto si è appreso, è stimato fra 40 e 50 mila euro al mese, molto più di quanto probabilmente si sarebbe speso per una sede altrettanto prestigiosa nel centro cittadino.
«L'inchiesta ha permesso di appurare che, forse, si è cercato di aggirare il mercato pubblico, nel senso che alcune aziende hanno approfittato di certi atti irregolari per affittare alla Commissione immobili destinati a delegazioni all'estero, fuori dall'Ue e per contratti di consegna di
materiale destinato a mettere in sicurezza i palazzi stessi», ha riferito Jos Colpin, portavoce della procura belga.
29/03/2007 9.32