Discarica di Bussi. Priorità: coprire il sito. Per il resto tempi lunghi

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Discarica di Bussi. Priorità: coprire il sito. Per il resto tempi lunghi
L’AQUILA. Le ipotesi sulle quali discutere erano due: trasportare l'immenso carico di rifiuti in Germania oppure bonificare in loco. Alla fine, dalla lunga riunione di stamane all'Aquila, è prevalsa l'urgenza dell'immediato. La grande discarica abusiva nel comune di Bussi sul Tirino dovrà dunque, prima di tutto, essere coperta e impermeabilizzata dall'alto, poi si dovranno regimentare le acque ed infine inglobare il tutto in una specie di sarcofago. TUTTO SU BUSSI E LA BOMBA ECOLOGICA
DISCARICA GROVIERA

Gli esperti dell'ambiente, della protezione civile, della Procura hanno deciso di muovere i primi passi in questa direzione.
Subito si chiederà al magistrato di dissequestrare l'area, poi si interverrà nella copertura.
Questo perché i numerosi sondaggi effettuati per verificare e valutare l'ampiezza del sito rendono oltremodo vulnerabile il terreno che attualmente è ancora “bucherellato” favorendo l'infiltrazione dell'acqua piovana che poi più velocemente si mischia con falde e fiume.
Intanto sembra accertata la tossicità di alcune falde in loco che poi si perdono nel fiume Tirino che affluisce nel Pescara.

LUNGO VIAGGIO VERSO LA GERMANIA O SMALTIMENTO IN LOCO?

Solo più tardi il tavolo tecnico scientifico valuterà le possibilità di smaltimento.
Sebbene, la pista più accreditata è sembrata essere quella della bonifica sul posto, risultando i costi per un eventuale trasporto all'estero (in Italia non esistono siti tanto capienti) eccessivamente oneroso.
Convocato dall'assessore regionale alla Protezione civile, Tommaso Ginoble, al vertice di stamattina hanno preso parte, fra gli altri, l'assessore all'Ambiente, Franco Caramanico, il prefetto di Pescara, Giuliano Lalli, il presidente della Provincia di Pescara, Giuseppe De Dominicis, il comandante provinciale del Corpo forestale dello Stato, Guido Conti, che ha effettivamente curato le indagini per conto della Procura di Pescara, e molti dirigenti del Genio civile, della Protezione civile e del ministero dell'Ambiente.
Non ha partecipato al summit il capo del Dipartimento nazionale della Protezione civile, Guido Bertolaso, impossibilitato ad atterrare all'aeroporto di Preturo, ma che ha assicurato una sua prossima visita al sito inquinato, già definito come il più grande d'Europa.
Ginoble, di concerto con lo stesso Bertolaso e col presidente della Regione, Ottaviano Del Turco, ha investito nel ruolo di coordinatore delle iniziative Adriano Goio, già commissario delegato al fiume Aterno-Pescara.
Il provvedimento sarà esecutivo in pochissimi giorni. Ma si dovrà individuare anche un team di progettisti in grado di prospettare le soluzioni migliori, ma anche quelle definitive.

I COSTI

«Sui costi dell'operazione si possono solo azzardare cifre - ha detto l'assessore Ginoble - Di sicuro la spesa non sarà inferiore ai 50 milioni di euro, spalmati in due-tre anni. Questo è infatti l'arco temporale in cui si calcola che si potrà recuperare la zona inquinata».
L'unica strada percorribile per ottenere questa cifra è quella di chiedere allo Stato il riconoscimento del sito di Bussi, come sito di interesse nazionale.
E le premesse ci sono, essendo l'area compresa fra i parchi del Gran Sasso e della Majella.
Si è discusso anche sulla possibilità di coinvolgere economicamente il proprietario del sito, nello specifico la Montedison che tuttavia l'ha ceduto ad una immobiliare di Milano dalla stessa controllata.
Ma per questi dettagli si è deciso di rinviare la pratica alle autorità competenti, in primis la magistratura che sta portando avanti le indagini per giungere ai responsabili dello scempio. Gli interrogativi sui pericoli per la salute dell'uomo non sono stati risolti per intero.
«Di sicuro - è stato detto - anche se il fiume Pescara non esonda, va in connessione con queste falde inquinate».
Arta e Corpo forestale, comunque, hanno assicurato che le analisi sulle acque saranno effettuate ad oltranza. Alla fine della riunione, una piccola delegazione, guidata da Goio, si è recata in sopralluogo a Bussi.

27/03/2007 16.30