Altra centrale idroelettrica a Casoli: il Wwf dice no

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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CASOLI. Il WWF boccia senza appello il progetto di captazione a fini idroelettrici del Fiume Avello in provincia di Chieti, nei comuni di Palombaro e Casoli per il quale domani è prevista la conferenza dei servizi sul posto. L’associazione parteciperà con i propri rappresentanti per cercare di sventare l’ennesimo attacco alla qualità dei fiumi abruzzesi.
Gli esperti del WWF hanno letto attentamente il progetto, che prevede l'intubazione del fiume Avello per un tratto di circa 2,5 km, con una captazione di 700 l/s e un rilascio di 200 l/s.
La ditta sostiene che questo è il Minimo Deflusso Vitale.
Peccato che i dati di portata del Fiume Avello non esistano e che i proponenti abbiano fatto ricorso a calcoli complicatissimi e «alquanto discutibili», sostengono dall'associazione, per desumere l'andamento idrologico del fiume Avello partendo dai dati, risalenti al 1990, del vicino bacino del fiume Aventino.
«Giusto per citare uno dei moltissimi problemi connessi a questo modo di progettare un intervento così delicato, ricordiamo che», spiega Maria Laura Pierini, «a causa dei cambiamenti climatici, le portate dei fiumi stanno calando proprio negli ultimi quindici anni. Manca il Piano Energetico Regionale che dovrebbe prevedere gli obiettivi di produzione ed efficienza energetica, manca il Piano di Tutela delle Acque, strumento fondamentale per cercare di recuperare la qualità dei fiumi abruzzesi come vuole l'Unione Europea, il livello della qualità dell'acqua dei fiumi sta peggiorando velocemente come testimoniano i dati drammatici dell'ARTA, i cambiamenti climatici in atto stanno paurosamente incidendo sulle portate dei fiumi, esistono ampi margini per ridurre i consumi tramite l'efficienza energetica e produrre energia elettrica dai tanti salti di acqua già sottoposta a captazione (sbarramenti irrigui, acquedotti ecc.)».
In questo contesto, secondo la responsabile Wwf per la provincia di Chieti «è del tutto fuori luogo pensare di produrre energia attraverso un progetto fortemente impattante su uno dei pochissimi fiumi della provincia di Chieti non ancora stravolto dall'uomo. Tra l'altro la nostra esperienza diretta ci dice che in estate in quel tratto di fiume scorre un rigagnolo di acqua di poche decine di l/s, una situazione del tutto diversa rispetto a quella rappresentata dalla Ditta che, peraltro, ammette di voler raccogliere i dati di portata per un anno solo dopo l'eventuale autorizzazione. Contestiamo duramente questo approccio in cui intanto si cerca di avere l'autorizzazione “al buio” rispetto ai dati oggettivi per poi rimandare ad una valutazione successiva da parte dell'azienda la reale presenza di acqua e del deflusso minimo vitale. Tra l'altro, chiunque abbia un minimo di conoscenze di idraulica sa benissimo che per descrivere il regime di un fiume non basta certo un anno di rilevamento ma servono serie storiche ultraventennali. Per tutte queste considerazioni chiediamo agli enti e ai cittadini di opporsi al progetto».

27/03/2007 15.10