Area di risulta. Interrogazione a Di Pietro:«Dubbi di legittimità»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Area di risulta. Interrogazione a Di Pietro:«Dubbi di legittimità»
PESCARA. «Dubbi di legittimità sostanziale». Sono queste le motivazioni che hanno spinto il senatore di Forza Italia, Andrea Pastore, a proporre una interrogazione al Ministro dei Lavori Pubblici Di Pietro relativa all’Area di risulta dell’ex stazione di Pescara. Già da alcune settimane c’è molta fibrillazione sull’argomento e qualche tensione. La scorsa settimana in un documento firmato dai consiglieri comunali di opposizione si diffidava l’amministrazione comunale nell’andare avanti con la procedura di assegnazione dei lavori, gara europea vinta dalla ditta Toto spa. TUTTO SULL'AREA DI RISULTA
L'interrogazione prende lo spunto dalla diffida che i consiglieri comunali di opposizione nel Comune di Pescara hanno da tempo trasmesso al Sindaco, invitandolo a non procedere alla firma del contratto con il presunto vincitore, stante le irregolarità evidenziate.
Tra gli aspetti principali che rischiano non solo di far sorgere dubbi sulle regolarità dell'offerta presentata dalla Toto spa ma addirittura di far invalidare tutto il bando, vi sarebbe «la fortissima discrepanza fra il numero di posti auto (con gestione a pagamento a carico dei cittadini) da assegnare al vincitore (circa 1.600) e quelli (circa 4.000) che invece sono stati proposti da Toto in sede di presentazione dell'offerta e che verrebbero quindi affidati per decenni con la firma del contratto».
Fra le altre cose Pastore segnala altresì al Ministro Di Pietro una vicenda che pur non avendo profili di illegittimità, certamente può dare adito a dubbi nei confronti dell'opinione pubblica.
«Ci riferiamo al fatto che il geometra Leombroni – nella sua qualità di Dirigente comunale», ha detto Pastore, «ha predisposto e seguito tutti gli atti di gara sulla vicenda in esame e quindi, una volta che questa è giunta a conclusione, egli si è dimesso dal Comune per andare invece a prestare la propria opera professionale proprio a favore della ditta vincitrice dell'appalto».
Ci si chiede allora innanzitutto che vengano effettuate a livello ministeriale tutte le verifiche di legittimità e di controllo circa l'osservanza delle norme in materia di lavori pubblici e quindi che si valuti la necessità di annullare la gara.


IL TESTO INTEGRALE DELLA INTERROGAZIONE AL MINISTRO DEI LAVORI PUBBLICI




PREMESSO CHE

- l'Amministrazione Comunale di Pescara ha da tempo emanato un bando pubblico di gara per la “riqualificazione dell'area di risulta della ex stazione ferroviaria di Pescara”;
- per tale bando, dopo la fase di prequalifica, vi è stata una sola risposta di partecipazione, presentata dalla ditta Toto s.p.a., e che peraltro - secondo le notizie sinora diffuse- sembrerebbe anche aver già superato positivamente l'esame della preposta commissione aggiudicatrice;
- anzi sembra imminente la firma del contratto tra Comune e ditta vincitrice per l'affidamento dei lavori e la gestione degli spazi di sosta, elemento quest'ultimo facente parte delle condizioni di valutazione poste nel bando di gara;
- infatti su questo specifico aspetto si ricava dalla lettura del citato bando di gara che il corrispettivo a favore del concessionario è costituito, tra gli altri, dal diritto ad incamerare – per un massimo di 30 anni – i proventi derivanti galla gestione funzionale ed economica dei parcheggi delle aree cosiddette ZSC (Zona Sosta Controllata) per mille posti auto e dell'accesso e dei parcheggi in Zona a Traffico Limitato per seicento posti auto;
- però nella lettera di invito trasmessa alle ditte non è stata richiamata la voce “corrispettivo a favore del concessionario”, mentre nella stessa si fa riferimento alla descrizione della concessione con la precisazione che essa riguarda anche la gestione dei parcheggi a raso nella ZTL e ZSC;
- pertanto dal combinato disposto del bando e della lettera di invito si rileva che, pur riguardando la concessione le aree di sosta meglio precisate nel PGTU (Piano Generale del Traffico Urbano), il corrispettivo a favore del concessionario è comunque quello derivante dalla gestione di 1.000 in ZSC e di 600 in ZTL;
- che, invece, l'offerta presentata dalla ditta vincitrice prevede nel PEF la gestione economica funzionale di ben 4.000 posti auto in ZTL, oltre ai mille in ZSC;
- infatti il 45% circa degli incassi complessivi dell'operazione (vendita di box, affitto, parcheggi sotterranei, affitto stalli autobus, affitto locali commerciali e spazi pubblicitari, affitto parcheggi in ZTL e ZSC proviene proprio dalla gestione degli spazi in ZTL;
- l'aumento degli spazi da gestire per la sosta, in misura pari quasi al 700% rispetto alla previsione del bando, costituisce di fatto una variazione dell'offerta in senso peggiorativo per il Comune di Pescara;
- pur immaginando di detrarre dai 4.000 posti auto i 1.000 occupati gratuitamente dai residenti della ZTL nelle ore diurne (come da prescrizioni del PGTU), sarebbero comunque gestiti a pagamento circa 3.000 posti auto rispetto ai seicento previsti nel bando;
- detto aumento permetterebbe al concessionario di incamerare una cifra notevolmente superiore rispetto a quanto ipotizzato in sede di predisposizione del bando, con ciò alterando l'equilibrio sinallagmatico tra le opere da realizzare a favore del Comune ed il relativo corrispettivo;

- a seguito di tale aumento presunto, infatti, la Toto S.p.A. ha effettuato una previsione di incassi pari a circa 380 ml di Euro, di utili prima delle tasse di circa 140 ml di Euro e di guadagni netti di circa 82 ml di Euro;
- in definitiva sembra emergere che l'aumento degli spazi di sosta da seicento a quattromila produrrebbe per la ditta vincitrice un guadagno che va ben oltre il normale utile di azienda, ovviamente a tutto svantaggio dell'ente Comunale e della comunità cittadina pescarese;
- infatti i seicento posti auto in ZTL costituivano evidentemente il punto di equilibrio fissato dall'amministrazione- non modificabile in peius - per effettuare l'affidamento in concessione dell'intervento di riqualificazione;
- l'operazione generale, concepita per realizzare un parco ed una biblioteca nell'area di risulta a costo zero per la collettività pescarese (per un valore complessivo di circa 14 ml di Euro), attraverso la gestione dei parcheggi sotterranei e di un numero limitato di spazi di sosta in ZTL (600) e ZSC (1000), diventerebbe invece un colossale affare (con incassi presunti di 380 ml di Euro) in cui il maggior utile per la ditta vincitrice arriverebbe dalla gestione degli spazi di sosta in ZTL (4000), il cui numero invece è stato ampliato in contrasto con il bando;
- inoltre se il comune di Pescara in via ipotetica accettasse l'offerta comunque perché ritenuta in linea con le richieste contenute nel bando di gara, il citato aumento degli spazi di sosta a vantaggio del privato darebbe adito a contestazioni e ricorsi sia da parte delle ditte invitate, sia da parte di quelle potenzialmente interessate a partecipare ad una gara in cui alla fine potrebbe essere accettata un'offerta con la previsione in aumento dei posti da gestire in ZTL dai 1300 spazi disponibili ai 4000 attuali;
- per inciso va ricordato che i locali sovrastanti gli stalli del terminal bus (localizzati nell'area in questione), previsti nel bando di gara a servizio dello stesso, nell'offerta della Toto S.p.A diventano invece spazi commerciali dando all'area quel maggiore valore per il quale la RFI S.p.A. avrà titolo per chiedere la revisione del prezzo di cessione a norma dell'articolo 11 del contratto stipulato con il Comune;
- infine risulterebbe che il dirigente del Comune, Geom. Leombroni, che ha predisposto il bando di gara, la lettera di invito e gli atti collaterali, terminata la vicenda in esame, si è dimesso dall'incarico in Comune e -senza soluzione di continuità -sembrerebbe essere passato a prestare la propria opera professionale a favore della Toto S.p.A., ossia la ditta vincitrice della gara in questione con ciò facendo sorgere nell'opinione pubblica legittimi dubbi circa l'obiettività della conduzione delle procedure e degli esiti di gara;
- in conclusione, anche alla luce degli elementi sin qui riferiti, il sottoscritto ed altri Consiglieri Comunali della Città di Pescara hanno inviato formale diffida al Sindaco e al Presidente della Commissione di gara affinché si approfondisca ulteriormente la vicenda prima di procedere alla eventuale assegnazione definitiva alla presunta ditta vincitrice dell'appalto e alla conseguente sottoscrizione del contratto.
- detta diffida richiama espressamente questioni di merito e di legittimità stante anche la facoltà indicata nel menzionato bando di gara laddove (alla luce dell'art.81, comma 3 del Codice dei lavori Pubblici – D.L. n.163/2006) si prevede che “le stazioni appaltanti possono decidere di non procedere all'aggiudicazione se nessuna delle offerte risulti conveniente o idonea in relazione all'oggetto del contratto”

PER SAPERE


- se si è a conoscenza dei fatti sopra narrati e se essi corrispondano al vero;

- in caso affermativo, se non si ravvisino nell'aggiudicazione che la preposta commissione di gara si accinge ad effettuare, elementi di illegittimità o irregolarità o non convenienza che farebbero propendere per l'annullamento della gara svolta;

- quali atti si intendono assumere, per quanto di propria competenza, per accertare e garantire il rispetto delle norme di corretta amministrazione che dovrebbero contraddistinguere gare di pubblico affidamento per importi di estrema rilevanza come nel caso in esame.

Senatore Andrea Pastore

24/03/2007 16.24