Pedofilia, negano su tutta la linea la madre ed il convivente

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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AGGIORNAMENTO (16.11)PESCARA. Negano ogni accusa, quasi su tutta la linea. La giovane madre arrestata ieri con la gravissima accusa di aver molestato il figlioletto di 4 anni e il suo compagno Carlo Di Filippantonio di 60 anni sono stati interrogati dal Gip Angelo Bozza difendendosi dalle accuse formulate in seguito alle indagini svolte dalla squadra mobile di Pescara.
La donna, assistita dal suo legale Daniele Mastrangelo, ha spiegato al giudice di come fosse tutto un gioco, nessuna molestia nel lettone, ma un gioco innocente, anzi ha spiegato la 26enne «non dormivo quasi mai con mio figlio» che invece vivrebbe con il padre. I genitori del bambino infatti sono separati da almeno due anni anche se la frequentazione è tutt'altro che interrotta. La donna ha infatti confermato come era rarissimo che il figlio dormisse a casa con lei piuttosto qualche volta poteva capitare che fosse lei a dormire a casa dell'ex marito ma che dormiva «da sola in un'altra stanza».
Per quanto riguarda le accuse che investono anche il 60enne con precedenti per pedofilia la donna ha negato di aver mai portato il figlio dal suo compagno.
Di Filippantonio, invece, difeso dall'avvocato Paola Marinari, si è difeso escludendo un suo coinvolgimento affermando di non aver mai assistito ad alcuna esibizione forzata del bambino così come invece descritto in maniera dettagliata ieri dal capo della squadra mobile, Nicola Zupo.
L'uomo ha solo ammesso che faceva dei regali alla donna, in particolare generi alimentari e giocattoli, «per motivi di umanità» in considerazione della difficoltosa condizione economica della donna.
Ma sarebbero molte le prove testimoniali e le intercettazioni ambientali che vengono definite «schiaccianti» dagli inquirenti. E' possibile che anche il piccolo possa essere ascoltato dal giudice, aiutato da una psicologa, per chiarire ulteriormente il difficile quadro.
I legali hanno comunque chiesto la revoca degli arresti per la donna e la sostituzione con gli arresti domiciliari.

20/03/2007 12.20

[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=9002]LA NOTIZIA DI IERI[/url]

L'ORDINE DEI GIORNALISTI: «TROPPI PARTICOLARI RENDONO RICONOSCIBILE IL MINORE»

«Al di là di eventuali aspetti di carattere deontologico, e di possibili violazioni, va sottolineata la difficoltà di molti colleghi ad affrontare in modo corretto e rispettoso della personalità di un minore la triste vicenda di cronaca consumata a Pescara».
Lo afferma il presidente dell'Ordine dei giornalisti abruzzesi, Stefano Pallotta, che sottolinea come «dall'esame sommario dei servizi pubblicati su quotidiani e agenzie di stampa, oppure diffusi dalle televisioni, traspaia la difficoltà di tanti colleghi di coniugare dovere e diritto di cronaca con la difesa della personalità dei minori coinvolti. Più che un problema deontologico, credo debba essere considerato in casi come questo anche un aspetto più immateriale: la sensibilità dei giornalisti. Diffondere un eccesso di particolari e dettagli relativi ai diversi protagonisti della vicenda (il nome della madre - ma in un caso ne è stato fatto addirittura il cognome! - al convivente, al luogo in cui si sono svolti i fatti, significa “di fatto” contribuire all'identificazione del bambino, attraverso un sistema di cerchi concentrici che a mano a mano si stringe attorno alla sua identità».
A detta di Pallotta, qualche osservazione va poi rivolta agli stessi inquirenti: «Un conto è la meritoria attività di repressione di reati odiosi, come quelli consumati a danno dei minori, un conto la diffusione di particolari nel corso di incontri con la stampa – tipico il caso delle fotografie degli arrestati, ad esempio – che contribuiscono ad alimentare, oggettivamente, una catena di informazioni che contribuiscono evidentemente all'identificazione del minore. Sarebbe dunque il caso di utilizzare tutte le cautele anche in questi casi».

20/03/2007 16.17