Teatro Marrucino, Rc: «la fondazione d'Abruzzo non ci piace»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Teatro Marrucino, Rc: «la fondazione d'Abruzzo non ci piace»
AGGIORNAMENTO (16.12) CHIETI. L'idea della creazione della Fondazione del Teatro Lirico d'Abruzzo che tra i suoi obiettivi principali, secondo la Regione, ha quello di mettere a rete i teatri abruzzesi, «creando un vero e proprio circuito di distribuzione delle opere prodotte dal Marrucino» non va giù a Rifondazione Comunista.
«Non ci convince la soluzione così come non ci convincono le analisi sulla situazione del Teatro che volutamente evitano di individuare e analizzare responsabilità manifeste», ha dichiarato nei giorni scorsi Fabio Stella, coordinatore cittadino dei circoli di Rc.
«Chi ha impedito al Marrucino di "esportare" ad esempio il pregevole Falstaff? C'è bisogno di un nuovo carrozzone regionale per fare ciò che naturalmente si sarebbe dovuto fare?».
E Stella ha contestato anche l'idea di assegnare la direzione artistica «del presunto ente lirico» al maestro Rendine (che ha già annunciato una querela nei confronti del coordinatore del partito): «dare a lui un incarico di questa portata appare una forzatura pericolosa. Forse che il direttore artistico del Marrucino possa dirsi estraneo alla sua allegra gestione?». E Rendine non fa attendere la sua risposta: «ad inizio stagione ho volentieri e proficuamente collaborato con il nostro direttore Francesco Di Vincenzo per ridurre il più possibile il budget complessivo della stagione lirico-concertistica, lei ignora, evidentemente, che un direttore artistico è estraneo alla gestione amministrativa e lavora con i soldi che gli vengono messi a disposizione».
Stella ha bocciato la candidatura di Rendine anche perché «era lui quello che disponeva degli orchestrali precari, scelti o allontanati a suo piacimento».
Ma anche su questo punto Rendine ribatte: «Stella non sa di che parla, ignora totalmente come funziona il rapporto (fiduciario, innanzitutto) tra un direttore artistico, il direttore d'orchestra stabile e gli orchestrali. Lei non sa niente, signor coordinatore cittadino, di come funzioni un teatro e di come viva la gente di teatro; lei nemmeno immagina i legami profondi, fraterni, solidali che sono sempre intercorsi e intercorrono tra me e gli artisti che hanno lavorato e lavorano nel nostro teatro».

20/03/2007 9.13

«NON CAPIAMO IL CICLICO TENTATIVO DI ATTACCARE IL NOSTRO TEATRO»

«Di fronte alla preoccupante situazione a livello nazionale di perdita di valore della musica e della cultura in generale, Chieti e il suo Teatro hanno dimostrato negli anni di essere in netta controtendenza».
Nella polemica intervengono il Coro, la compagnia di danza, i tecnici ed il personale del teatro che lo difendono a spada tratta.
«La florida attività artistica che il Teatro ha prodotto grazie a numerose collaborazioni con artisti di grande fama e prestigio», scrivono in un documento, «e con pregevoli tournée che ne hanno esportato il nome all'estero, è stata il frutto dell'incessante impegno del Direttore Artistico Maestro Sergio Rendine e di accurate selezioni che hanno reso elevati il livello artistico di orchestra e coro, e le competenze tecniche di tutto lo staff».
«Ci lascia pertanto sbigottiti l'accanimento con cui il teatro è metodicamente preso di mira attraverso la stampa locale in quest'ultimo periodo. Quasi ogni giorno», scrivono i dipendenti, «giungono attacchi, per altro di tipo alquanto approssimativo, che investono pressoché tutti i settori del teatro: amministrativo,organizzativo e artistico.
A fronte di tale ostilità, che tanto stride con l'affetto che il pubblico sempre ci dimostra, e nonostante il delicato momento di difficoltà economica e gestionale, la compagine del teatro vuole dimostrarsi compatta nella volontà di continuare a produrre “Arte “e di non provocare nel modo più assoluto una inutile implosione.
Purtroppo è necessario constatare che la maturità con cui tutto il teatro sta affrontando le affermazioni denigratorie apparse sulla stampa e i pesantissimi ritardi nei versamenti degli stipendi, non ha suscitato alcun segnale di solidarietà da parte di un nutrito gruppo del consiglio di amministrazione del teatro e dell'Amministrazione comunale che, pur avendo preso l'impegno di sanare il deficit di bilancio emerso, ha mantenuto un contegno di sostanziale freddezza nei nostri riguardi».

20/03/2007 16.11