Parco Fluviale, la Base: «è stato pagato dal Comune non dal privato»

Alessandro Biancardi

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

3817

Parco Fluviale, la Base: «è stato pagato dal Comune non dal privato»
CHIETI. Che fine ha fatto il Parco Fluviale nei pressi del Megalò, obiettivo strategico del Prusst (Programma di Recupero Urbano di Sviluppo Sostenibile Territoriale)? Al momento non c'è ancora niente che somigli ad un parco e la Base del centrosinistra torna all'attacco sulla questione e sostiene che «quello che secondo il Programma doveva essere realizzato e ceduto gratuitamente al Comune in realtà viene pagato dal Comune profumatamente alla Sirecc srl per un importo di circa 620.000 €». LA NOSTRA INCHIESTA  - IL PARCO FLUVIALE NON C'E'  - IL PARCO "SOMMERGIBILE" SI E' INABISSATO  

Sono in molti a chiederselo e la Base del centrosinistra incalza: «doveva rappresentare un elemento di assoluta crescita del benessere dell'intera collettività e obiettivo strategico».
Tutta la città aspettava – e aspetta ancora- la realizzazione «dal momento», ricorda la Base, «che anche il sindaco Ricci e l'assessore De Cesare, allora oppositori in Consiglio Comunale, si erano impegnati con il voto a favore».
Dalle loro dichiarazioni a sostegno del Prusst, rintracciabili dai verbali del Consiglio Comunale, «non era il Parco Fluviale a far sorgere dubbi sulla bontà dell'operazione, ma l'aspetto commerciale ad esso affiancato di cui, seppur timidamente, paventavano riflessi economici negativi a danno dei commercianti teatini».
Infatti, nel bando di concorso per l'attuazione del programma di recupero, il posto d'onore era riservato proprio al Parco Fluviale Tematico, la cui realizzazione doveva rappresentare il punto qualificante dell'intero recupero dell'area urbana ed intorno al quale organizzare in modo complementare tutti gli altri interventi di natura privata, quota commerciale, recettiva e di intrattenimento. Ma allora perché è ancora fermo?




«LE COSE CHE NON QUADRANO»

L'allora amministrazione comunale di centrodestra «si era impegnata», ricorda la Base, «ad attuare una parte pubblica con finanziamenti pubblici (parco fluviale) ed una parte privata con fondi privati (centro commerciale, alberghi, ecc.)».
Scorrendo l'Atto di Convenzione stipulato tra il Comune di Chieti e la Società Concessionaria Sirecc srl di Imola, la Base avrebbe scoperto «che le cose non stanno precisamente così».
«Infatti», spiegano, «mentre all'art. 2 il Concessionario si obbliga alla progettazione dei singoli interventi privati, alla realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria da scomputare sul pagamento degli oneri concessori ed a realizzare e cedere gratuitamente al Comune di Chieti una quota di Parco Fluviale, nel successivo art. 3 il Parco Fluviale viene strumentalmente inserito tra le urbanizzazioni primarie come le reti fognarie, idriche, gas, elettriche, parcheggi, strade ed opere di protezione che servono solo per far funzionare il Megalò».




«CONTRASTI TRA I DUE PUNTI»

«Appare evidente il contrasto», insiste il movimento, «che insorge tra i due punti : da un lato la Società Sirecc srl di Imola si impegna a realizzare e cedere gratuitamente al Comune di Chieti il Parco Fluviale, dall'altro il Parco Fluviale, degradato a semplice urbanizzazione del valore di 102.852 euro, serve a non pagare gli oneri concessori dovuti al Comune».
Ed ancora, «la Concessionaria a scomputo degli oneri concessori dovuti al Comune, addebita all'ente anche il valore delle aree su cui deve realizzare il Parco Fluviale per la modica cifra di circa Un miliardo di vecchie lire (€. 514.261,96)».
Ma le sorprese non finiscono qui, «perché nello stesso Atto di Convenzione, a modifica dei termini del Prusst originario approvato e finanziato dal Ministero dei Lavori Pubblici, la Sirecc srl dichiara di rinunciare al contributo pubblico di 10 miliardi di vecchie lire che, stranamente, coincidono con le somme addebitate al Comune come scomputo di oneri concessori».




 «LE CERTEZZE»

Cosa significa questo?
«E' chiaro», sostiene la Base, «che con la rinuncia al consistente finanziamento pubblico la Sirecc srl, con il beneplacito del Comune, si sottrae all'obbligo di realizzare compiutamente e gratuitamente il tanto agognato Parco fluviale che diventa un eccessivamente stimato onere da scomputare nelle somme dovute al Comune».
Eppure il Parco Fluviale era l'elemento determinante e strategico del Progetto iniziale, ed esclusivamente per la sua realizzazione il Ministero dei LL.PP., con decreto n° 591/2000, ha concesso la sua autorizzazione.
«Possiamo, quindi, affermare», sostiene la Base, «senza timore di smentite che il Parco Fluviale è stato usato strumentalmente, come un novello "cavallo di Troia", per realizzare un impianto di tipo esclusivamente commerciale che mai sarebbe stato autorizzato nell'ambito dei Prusst».

Alessandra Lotti 17/03/2007 10.36