Centri di revisione auto, la Cna:«a rischio decine di imprese»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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ABRUZZO. «Ci sono decine di centri di revisione auto privati, in Abruzzo, che rischiano la chiusura». Lo afferma il segretario regionale di Cna Servizi alla Comunità, Vincenzo Cicioni, commentando la decisione del Consiglio di Stato di sospendere l'efficacia del decreto, contenuto nella legge finanziaria per il 2007, che ha spianato la strada ad una aumento delle tariffe, secondo quanto richiesto da anni da tutto il mondo dell'autoriparazione.
«Il Consiglio di Stato – ricorda Cicioni - contesta, sia dal punto di vista formale sia tecnico i dati forniti dal ministero dei Trasporti, in base ad uno studio della Motorizzazione civile sui costi dei centri di revisione. Quel che difficilmente si può contestare è che i centri incassano 25,85 euro per ogni revisione, una tariffa ferma dal 1999 e di gran lunga inferiore alla media europea che supera i 50 euro. E comunque insufficiente a coprire il costo del servizio e a garantire la qualità della prestazione, soprattutto perché i centri sono stati costretti ad adeguare le proprie strumentazioni e le proprie tecnologie ad un intervento che incide direttamente sulla sicurezza stradale, un aspetto che non va mai dimenticato».
Così, a conti fatti, i centri di revisione abruzzesi lamentano in anni e anni di mancato adeguamento delle tariffe, una perdita di quasi 13 milioni di euro per il solo effetto provocato dall'inflazione, e di altri 30,7 per l'aumento dei costi generali. «Troppo – conclude Cicioni – per non essere costretti a lanciare adesso, dopo lo stop imposto dal Consiglio di Stato a un provvedimento che aveva trovato il consenso dell'intero parlamento, un vero e proprio “SOS”».

16/03/2007 12.23