Occhi puntati sui rifiuti: interessi e politica dietro lo smaltimento

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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ABRUZZO. «Bisogna cambiare registro sull’affaire rifiuti, occorre fare luce sulle coop rosse nel territorio. Caro Gianni, se Teramo piange, Giulianova di certo non ride». Con queste parole il circolo “Destra Sociale Alleanza Nazionale” di Giulianova esprime la propria piena solidarietà al sindaco di Teramo Gianni Chiodi sulla vicenda legata alla pianificazione di una comune strategia per risolvere definitivamente il problema dello smaltimento dei rifiuti in provincia di Teramo. TRAFFICO DI RIFIUTI TRA MARCHE E ABRUZZO TERREMOTO A CASTEL DI SANGRO: 11 PERSONE A GIUDIZIO

ABRUZZO. «Bisogna cambiare registro sull'affaire rifiuti, occorre fare luce sulle coop rosse nel territorio. Caro Gianni, se Teramo piange, Giulianova di certo non ride».
Con queste parole il circolo “Destra Sociale Alleanza Nazionale” di Giulianova esprime la propria piena solidarietà al sindaco di Teramo Gianni Chiodi sulla vicenda legata alla pianificazione di una comune strategia per risolvere definitivamente il problema dello smaltimento dei rifiuti in provincia di Teramo.



TRAFFICO DI RIFIUTI TRA MARCHE E ABRUZZO



TERREMOTO A CASTEL DI SANGRO: 11 PERSONE A GIUDIZIO


NELLA PROVINCIA DI TERAMO

Le polemiche di “guerra”, non dichiarata, tra i due principali consorzi provinciali finiscono, tuttavia, quasi sempre per allontanare la soluzione del problema.
Mentre i rifiuti vengono smaltiti a peso d'oro altrove e le tasse aumentano.
«E' impossibile non essere d'accordo con Gianni Chiodi, Sindaco di Teramo – scrive in una nota il circolo giuliese di An - quando afferma che la Regione Abruzzo, il centrosinistra regionale e quello provinciale condividono un comune obiettivo: creare una corsia preferenziale per il Cirsu a discapito dei cittadini e di altri soggetti imprenditoriali. E non potrebbe essere altrimenti visto che il Cirsu, come pure la controllata Sogesa (per il 51% di proprietà del Cirsu e per il 49% del Consorzio Igiene Ambientale di Giulianova, a sua volta controllato per l'82% dal Conscoop della Lega delle Cooperative) sono parte integrante del sistema di controllo del potere della sinistra, che è stato stato ampiamente risparmiato dal decreto Bersani e che non verrà minimamente scalfito dalla falsa riforma dei servizi pubblici locali contenuta nel disegno di legge Lanzillotta, già fortemente condizionata dai veti Rifondazione Comunista».
I vertici del Cirsu sarebbero, dunque, stando alle dichiarazioni del circolo di An, «espressione di quel sistema di potere che alimenta unicamente se stesso, che ha gestito male la struttura consortile scaricando il peso di questa inefficienza sui bilanci dei Comuni consorziati e sulle tasche dei cittadini».
«Romeo Battistelli, da oltre venti anni dirigente di imprese cooperative locali e di rilievo nazionale ed attualmente amministratore delegato della Sogesa, è anche il presidente regionale della Lega delle Cooperative ed ha come suo vice, Roberto Falà, vice presidente di un'altra "vecchia conoscenza" di Giulianova, la Citigas», aggiungono da An, «il Cirsu è allo stesso tempo sia cliente sia fornitore di un altro pezzo da 90 della Lega delle Cooperative, la Manutencoop, con 12.000 dipendenti impegnati in tutto il territorio nazionale e 561,7 milioni di euro di fatturato nel 2005». «Tornando ai privilegi di cui il Cirsu gode», bacchetta ancora An, «la cattiva gestione del consorzio di cui parla Chiodi si avverte anche a Giulianova: molto prima che nel maggio dello scorso anno la magistratura disponesse il sequestro della discarica di Notaresco, sia il Wwf sia i comitati locali avevano denunciato l'inadeguatezza degli impianti del Cirsu».
Il problema degli scarichi illegali nel Tordino e del deposito incontrollato di rifiuti erano stati oggetto di esposti alla magistratura e agli organi competenti fin dall'agosto del 2005.
«Ciò nonostante i vertici del Cirsu - lasciati a fare il bello ed il cattivo tempo anche dai comuni soci, tra cui quello di Giulianova - hanno fatto orecchie da mercante con le conseguenze a tutti note: il blocco dell'impianto per oltre due mesi; i maggiori oneri per il trasporto dei rifiuti fino alla discarica di Lanciano quantificati dal Cirsu in oltre 273.000 euro, di cui la Giunta Municipale di Giulianova ha preso atto con la delibera n. 392 del 1° settembre 2006, a riprova del fatto che il centrosinistra giuliese non è diverso da quello teramano o abruzzese in genere».

Nicola Facciolini

OPERAZIONE DELLA GUARDIA DI FINANZA: TRAFFICO RIFIUTI TRA MARCHE E ABRUZZO

Le fiamme gialle della sezione operativa navale di San Benedetto del Tronto hanno stroncato un traffico illecito di rifiuti tra le province di Ascoli Piceno, nelle Marche, e di Teramo, in
Abruzzo. Sei le persone denunciate; sequestrate 840 tonnellate di rifiuti non pericolosi oltre a due capannoni; 13 le ditte di autotrasporto sanzionate amministrativamente per un ammontare di
360 mila euro.
I finanzieri hanno individuato l'attività illecita su rifiuti provenienti da Lazio e Campania, derivati dal ciclo di produzione degli accessori e rivestimenti per autoveicoli. Gli scarti, per 840 tonnellate, sono stati rinvenuti in due capannoni nell'Ascolano e nel Teramano. Erano stati fittiziamente qualificati come materie prime secondarie grazie all'intermediazione di una ditta di Civitanova Marche (Macerata).
Un espediente che avrebbe consentito di eludere la normativa ambientale vigente e i costi elevati del regolare smaltimento in discarica. Sei le persone denunciate. Nei confronti di 13 ditte operanti nel settore del trasporto rifiuti sono state contestate - per omessa compilazione della prescritta documentazione ambientale - sanzioni amministrative per 360 mila euro.


TERREMOTO GIUDIZIARIO A CASTEL DI SANGRO

E' un vero e proprio terremoto giudiziario quello che si è abbattuto ieri a Castel di Sangro dove 11 persone facenti capo alla maggioranza di centrodestra sono state rinviate a giudizio.
Si tratta di undici consiglieri della maggioranza di centrodestra della passata
amministrazione comunale di Castel di Sangro, ex ed attuale sindaco (all'epoca vice sindaco), il dirigente del terzo settore del Comune.
Tutti sono stati rinviati a giudizio per concorso in abuso d'ufficio nell'ambito di un'inchiesta su presunte irregolarità nell'appalto, nel 2000, da parte del Comune del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti.
Si tratta di Alfredo Romano, Roberto Uzzeo, Antonio Calabrese, Antonio Marchionna, Renato Rosati, Paolo Sammarone, (attuale vice presidente della Comunità montana alto sangro e
Altopiano delle Cinquemiglia), Maurizio Zaccardi, Roberto Fiocca (ex sindaco) Umberto Murolo (sindaco), Claudio Bozzelli, Angelo Di Felice (dirigente del Comune).
La prima udienza del processo é stata fissata per il 13 luglio 2007.
A far scattare l'inchiesta è stata una seduta consiliare del 2000 quando con una delibera votata dai consiglieri di maggioranza si diede in appalto il servizio di raccolta e smaltimento di rifiuti a trattativa privata, senza una regolare gara pubblica.
L'appalto era di 915 milioni annui per cinque anni e fu affidato alla Cavpas (oggi Saca, municipalizzata) che a sua volta lo cedette alla Undis.
A denunciare sindaco e consiglieri comunali di Castel di Sangro, fu un'azienda che, su richiesta
del Comune, precedentemente aveva proceduto a presentare l'offerta più bassa per ottenere il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, battendo, secondo quanto denunciato, proprio la Undis.
Subito dopo l'apertura delle buste però, secondo l'accusa, gli amministratori sangrini fecero marcia indietro decidendo di procedere all'appalto tramite trattativa privata, in contrasto
con la normativa europea.

16/03/2007 10.46

PASTORE (FI), SPOLTORE: «ILLEGITIMA ASSEGNAZIONE PER LA RACCOLTA RIFIUTI»
Con una interrogazione depositata nei giorni scorsi e rivolta ai Ministri dell'Interno e degli Affari Regionali, il senatore di Forza Italia Andrea Pastore, ha posto «seri quesiti di legittimità» su alcune scelte effettuate dall'amministrazione Comunale di Spoltore.
In particolare, nell'Interrogazione si pone in evidenza «la possibile irregolarità delle procedure adottate per affidare in via diretta e senza procedura di gara - alla "Società Ambiente spa" - le attività relative al trasporto e alla raccolta dei rifiuti solidi urbani».
Al di là della «anomalia e/o illegittimità, risulta», scrive Pastore «pare che la società affidataria non sia neppure iscritta all'Albo nazionale dei Gestori Ambientali, condicio sine qua non per poter esercitare l'attività affidata. Risulta, inoltre, che il vero gestore dei servizi sarà la "Ecologica srl"– privata composta dalla "Deco spa", titolare del 49% delle azioni e dalla stessa "Ambiente spa"»
«L'operazione appare poco trasparente», insiste il senatore, «anche in considerazione del fatto che la citata "Deco spa" è proprio la società che gestisce, a tutt'oggi, quel servizio;


16/03/2007 12.08