Finmek. Presidente Pezzopane: «o il governo ci ascolta o sarà mobilitazione»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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L'AQUILA. «Se il governo blandisce chi alza di più la voce, come fa il sindaco Moratti a Milano, faremo la stesso anche noi. Siamo capaci di fare meglio». Questo è il messaggio che la presidente della Provincia dell'Aquila Stefania Pezzopane ha lanciato oggi all'assemblea dei lavoratori Finmek, che si è tenuta presso la sala mensa dello stabilimento.

L'AQUILA. «Se il governo blandisce chi alza di più la voce, come fa il sindaco Moratti a Milano, faremo la stesso anche noi. Siamo capaci di fare meglio». Questo è il messaggio che la presidente della Provincia dell'Aquila Stefania Pezzopane ha lanciato oggi all'assemblea dei lavoratori Finmek, che si è tenuta presso la sala mensa dello stabilimento.

Al termine della riunione gli operai hanno manifestato in strada per alcuni minuti. Nel corso dell'assemblea sono state decise alcune date per le prossime manifestazioni. La prima si terrà all'Aquila il prossimo 21 marzo, davanti alla sede della Giunta regionale; le altre due, a Roma, sono state fissate per il 28 marzo e il 4 aprile, davanti alla sede del Ministero dell'industria e davanti a Palazzo Chigi.
Sulla stessa lunghezza d'onda di alcuni sindaci italiani di centrosinistra, anche la presidente della Provincia dell'Aquila, Stefania Pezzopane, reclama maggiore attenzione da parte del governo sulle tematiche locali, in particolare sulle vertenze occupazionali del territorio.
«Mi auguro che il governo Prodi non ci costringa ad usare gli stessi metodi del sindaco di Milano. Non possiamo dare la sensazione che a ricevere maggiore attenzione sono quelli che alzano di più la voce. Se per strappare qualcosa a Roma dobbiamo minacciare la mobilitazione, siamo pronti ad usare anche questa carta».
Pezzopane ha assicurato che «preferiamo giocare una partita diversa con un governo amico. Un rapporto più stretto e un confronto istituzionale sono indubbiamente la strada che privilegiamo».

L'ASSESSORE SI ALZA E SE NE VA E INCITA: «SCIOPERATE»


«Questa mattina ho partecipato ad un 'assemblea dei lavoratori della Finmek, ma me ne sono andato prima perchè sono stufo di ascoltare tante chiacchiere e nessuna soluzione concreta promessa, però, da
mesi. Per questo mi scuso con tutti i lavoratori per essermene
andato lasciando parlare chi li sta portando in un vero e proprio dirupo». L'assessore Tinari non ha retto alle «ipocrisie» e ha alzato i tacchi tra lo stupore generale. «Da quando ho questa delega», ha chiarito poco dopo essersi allontanato, tramite una nota del Comune, «mi sono attivato costantemente per ascoltare le esigenze di coloro», che hanno chiesto l'intervento della politica per individuare la strada giusta da percorrere. Non mi sono mai tirato indietro». E l'assessore da anche un consiglio ai lavoratori: «organizzate uno sciopero subito perchè è l'unica arma che attualmente hanno per far valere i loro diritti. Non ascoltate chi vi dice di farlo a maggio, magari dopo le elezioni. Bisogna scioperare subito, entro aprile, perchè la soluzione al problema serve adesso».

CIALENTE: «LA RABBIA E' COMPRENSIBILE»

«E' ormai comprensibile la preoccupazione, la rabbia e lo sconcerto dei lavoratori perché la situazione di incertezza in cui ci troviamo tutti, vanifica gli sforzi che si sono fatti fino ad oggi». Non si è fatta attendere la dichiarazione del Diessino Massimo Cialente prossimo candidato sindaco al Comune dell'Aquila «I parlamentari abruzzesi, insieme alla Regione, alla Provincia, ai sindacati aquilani e alle Rsu, e grazie alla mobilitazione costante dei lavoratori», ha assicurato Cialente, hanno fatto tutto quello che era possibile ed anche più, operando una pressione presso il Governo centrale ed una azione che non ha confronti con quella di nessun altro comprensorio».
«Ci siamo spinti», ha spiegato ancora il parlamentare, «fino a suggerire vere e proprie soluzioni industriali e a mettere in campo ogni azione per creare i presupposti della trattativa, a salvaguardia di tutto il settore dell'elettronica. I nostri volti, nei palazzi romani, sono ormai identificati con le crisi della provincia aquilana; abbiamo portato in tutte le sedi il nostro dramma e infilato ogni spiraglio di via d'uscita. Ora tocca al Governo ma anche ai sindacati nazionali assumersi la responsabilità di fare la loro parte con più efficacia.
Favorire l'impegno affinchè nessuna strada resti intentata e serrare le fila di tutti gli attori necessari alla soluzione finale e decisiva e farlo in tempi rapidi».

16/03/2007 9.33