Uil: «No alla vigilanza privata dei musei statali»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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ABRUZZO. Dopo il rinvio chiesto dal Soprintendente, si è avviato l'altro ieri il confronto tra amministrazione, organizzazioni sindacali e Rsu sulla nuova organizzazione della vigilanza pressi i Musei Archeologici di Chieti (Villa Frigerj e Civitella) Campli e Celano.
Alle proposte del Soprintendente di eliminare il servizio notturno nei Musei, affidamento delle chiavi di accesso ai Musei a istituti di vigilanza privati e l'istituzione della reperibilità per gli operatori alla vigilanza la Uil-Bac ha ribadito la propria «totale contrarietà» e invitato l'amministrazione a trovare« soluzioni alternative da concordare con i rappresentanti dei lavoratori».
La Uil-Bac ritiene «mortificante» per gli operatori museali «abdicare ai privati il proprio ruolo fondamentale di vigilanza: si ricorda che a quasi 50 anni dall'istituzione del Museo archeologico nazionale di Chieti (nel 1959 fu inaugurato dal Presidente della Repubblica Gronchi) non si è mai verificato un furto; e questo grazie agli operatori alla vigilanza. Seppure essi sono scesi da 70 alle attuali
27 unità, comunque garantiscono l'apertura dalle 9 alle 19 sei giorni alla settimana, oltre ai servizi di custodia notturni; nonostante la grave situazione denunciata dalla Uil-Bac al Museo La Civitella».
Inoltre la Uil-Bac denuncia la posizione del Soprintendente «che ha allontanato una delegazione di Operatori alla vigilanza che voleva assistere alla contrattazione sindacale e che non ha trovato la solidarietà delle altre sigle sindacali(con l'eccezione dello Snabca) e di alcuni componenti della Rsu».

16/03/2007 9.24