Anche l’Abruzzo nella mega truffa da 1milione alla Telecom

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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* NEL 2008 E' STATA CHIESTA L'ARCHIVIAZIONE PER 12 PERSONE


* NEL 2008 E' STATA CHIESTA L'ARCHIVIAZIONE PER 12 PERSONE

ABRUZZO. E' in corso una vasta ed articolata operazione di polizia giudiziaria della polizia di stato, condotta dalle Squadre mobili di Ascoli Piceno e di Pescara con il coordinamento del servizio centrale operativo della polizia di Stato di Roma.
Sono 29 gli ordini di arresto emessi dalla magistratura ascolana a carico di altrettante persone alle quali è stato contestato il reato di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di ingenti truffe in danno della società Telecom Italia.
Sono 34 gli indagati. numerose le perquisizioni domiciliari in corso.
I provvedimenti restrittivi sono stati eseguiti nella provincia ascolana ed hanno interessato anche le province di Roma, Palermo, Napoli, Bari, Pescara, Chieti, Perugia e Teramo.
Perquisizioni eseguite anche nella provincia di Trapani, Genova ed Arezzo numerosi gli agenti della polizia di stato impegnati nello svolgimento delle complesse attività in corso. Ingente il danno economico arrecato alla società Telecom Italia, oltre 1 milione di euro. sofisticata la tecnica criminale adottata dal sodalizio per consumare le truffe.
In tarda mattinata saranno forniti ulteriori dettagli.

14/03/2007 9.45

IL CERVELLO DELLA BANDA ERA IN ABRUZZO

Secondo gli inquirenti partiva tutto da Pescara, dalla mente operativa di Carmine Ciccarelli, il capo dell'intera operazione.
E il meccanismo in cui si operava era molto semplice: si attivavano in tutta Italia decine di nuove linee telefoniche fisse che a loro volta erano incaricate di «generare un notevole flusso di telefonate verso numeri a tariffazione speciale (899)».
L'operazione è stata denominata 'Hot line' e dopo mesi di controlli e veriche, partite la scorsa estate, questa mattina è scattato il blitz, intorno alle 5 che ha visto impegnati circa 150 agenti in provincia di Ascoli, Roma, Napoli, Palermo, Perugia, Bari, Pescara, Chieti, Genova, Trapani, Arezzo e Teramo.
Gli indagati reperivano delle abitazioni in cui venivano attivate delle nuove utenze telefoniche Isdn: il fine ultimo era quello di chiamare utenze a tariffazione speciale.
Tutta l'operazione era gestita alla perfezione e la banda criminale si serviva di veri e propri operatori telefonici il cui compito era proprio quello di fare materialmente le telefonate.
Il loro compenso veniva calcolato in base al numero effettivo di chiamate fatte. Secondo una prima ricognizione degli inquirenti sembra che percepissero 50 centesimi l'una.
La tariffa verso le utenze 899, invece, poteva arrivare fino a 15 euro al minuto.
La Telecom, poi, deve versare una somma oscillante tra il 60% e l'80% dell'importo fatturato ai titolari delle società di servizio a cui fa capo l'utenza a tariffazione speciale.
Gli inquirenti definiscono «arguta e minuziosa» la tecnica utilizzata che ha consentito alla banda di truffare la società di telefonia per 1 milione di euro.
L'operazione, ha portato all'arresto di 29 persone, e un totale di 34 indagati per «associazione per delinquere finalizzata alla truffa con l'aggravante del numero dei partecipanti, più di 10».
Gli agenti hanno eseguito anche 34 perquisizioni e sequestrato varia documentazione.
Ma secondo la polizia questa sarebbe solo la punta dell'iceberg.

14/03/2007 13.50

METODO SEMPLICE MA INGEGNOSO

Sono 16 le persone arrestate questa mattina dalla polizia di Pescara nell'intera provincia.
Sono stati impegnati in totale oltre 150 agenti (un centinaio solo a Pescara).
Il vice dirigente della Mobile, Pier Francesco Muriana, ha sottolineato che «questi criminali avevano messo in piedi un'organizzazione semplice ma al tempo stesso sofisticata che non si e' fermata neanche nel momento in cui ci si e' accorti che la truffa era stata scoperta».
La truffa si sarebbe realizzata grazie al fatto che la Telecom avrebbe versato comunque la percentuale spettante relativa al traffico telefonico della numerazione speciale mentre le bollette relative alle diverse utenze dalle quali partivano le telefonate sarebbero state tutte inevase.
Il trucco consisteva dunque nel fare il più presto possibile, spesso il sabato e la domenica, il gran numero di telefonate per poi sparire nel nulla lasciando dietro di sé una scia di dubbi e bollette non pagate.
Il record accumulato in due giorni sarebbe stato di 170mila euro: a tanto ammonterebbe la bolletta dei telefonisti più veloci.
Secondo quanto emerso dagli inquirenti i truffatori avrebbero avuto una perfetta conoscenza del funzionamento della stessa Telecom poiché sapevano che durante il fine settimana la società telefonica non si dotava della normale procedura anti-frode che invece sarebbe attiva nei giorni feriali.
Gli episodi accertati sono 12 di cui due scoperti in flagranza nel pescarese: uno nel capoluogo adriatico, alla vigilia di Natale del 2006, e un altro il 27 gennaio scorso a Citta' S.Angelo (Pescara), quando gli agenti della Mobile hanno fatto irruzione in due appartamenti ed hanno trovato alcuni soggetti impegnati a comporre freneticamente i numeri 899.
Nel momento in cui la banda ha capito di avere i poliziotti ormai vicini, ha tentato di sostituire i telefonisti con un congegno automatico che si sarebbe dovuto occupare di formulare i numeri telefonici.
Le indagini hanno preso il via la scorsa estate ad agosto, quando all'interno di un appartamento ad Ascoli Piceno, in via Marcello Federici, sono stati scoperti tre telefonisti e sono stati individuati nel locale numerosi codici 899 che dovevano essere composti e la documentazione utile a far capire come si muoveva l'organizzazione.

LE PERSONE COINVOLTE

Oltre a Ciccarelli sono finiti in carcere altri soggetti che gravitano tra Pescara e Chieti e cioe' Ostelvio D'Antonio, 49enne, Enzo Petrella, 50enne, Enrico Morrone, 56enne, Ciro Innero, 27enne, tutti del capoluogo adriatico, e poi Claudio Labbate, 59 anni, Sergio Schiazza, 46enne, Altiero Pietranico, 69enne, Paolo Ciancaglini, 54enne, tutti di Montesilvano (Pescara), e ancora Aldo Finocchiaro, 58enne di Spoltore (Pescara), Luigi Pace, 43enne, di Citta' Sant'Angelo (Pescara), Nicola Acciavatti, 29anne di Ortona (Chieti), Gianfranco Pignotti, 46enne di Ripa Teatina (Chieti).
Agli arresti domiciliari, invece, Rolando Antonucci, 46enne di Pescara, Fabio Di Giacomo, 31enne di Montesilvano (Pescara), Giordano Petrella, 21enne di Pescara.
I destinatari di misure cautelari nelle altre province, abruzzesi e non, sono Claudio Chellini, 46enne di Magione (Perugia), Vincenzo Augurio, 36enne di Bacoli (Napoli), Carmelo Valentino, 37enne di Palermo, Massimo Cosentino, 48enne di Velletri (Roma), tutti in carcere
e, ai domiciliari, Giuseppe Troni, 55enne di Perugia, Paolo Guaglione, 41enne di Barletta (Barletta), Augusto Capoferri, 46enne di Castel di Lama (Ascoli Piceno), Roberto Bernardini, 38enne di San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno), Franco Falcone, 48enne di Sulmona (L'Aquila).

14/03/2007 15.57


* NEL 2008 E' STATA CHIESTA L'ARCHIVIAZIONE PER 12 PERSONE